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Claudio Fasoli Four: London Tube

Luigi Sforza By

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London Tube chiude il ciclo di quella che si potrebbe definire la trilogia contemporanea di Claudio Fasoli, comprendente i dischi Avenir e Patchwork. Tutti registrati dallo stesso fecondo quartetto, i tre album ci consegnano un esempio di grande spessore musicale, in cui alcuni tra i gradi estetici più rilevanti del jazz risultano raggiunti: originalità di temi e tematiche appartenenti allo stile di Fasoli; peculiarità del sound; massimo grado di interazione tra i musicisti; coerenza espressiva e sintassi discendente dal modernismo jazzistico; apertura strutturale dei brani in funzione descrittiva e non necessariamente formalizzati secondo lo schema tema- improvvisazioni—tema; incapacità di sottostare alle norme di genere; inclusione di suoni e visioni musicali eteroprovenieni, compresa la manipolazione elettronica.
Pur giocando un ruolo fondamentale nell'economia generale del sound, come nei due precedenti album, anche qui l'elettronica è uno strumento timbrico, evocativo, suggestivo e funzionale al progetto musicale. È parte attiva del processo creativo. Senza essere invasiva, al pari degli altri strumenti contribuisce a quel processo di interazione tra le parti determinando gli esiti e i risultati finali. Ubbidisce alle esegenze drammaturgiche delle scene musicali.

London Tube è disco che si fonda su un programma narrativo. Le undici tracce raccontano di quei non luoghi che sono le stazioni. Di ritorno da un viaggio nella capitale del Regno Unito, Fasoli trasforma in immagini musicali le sensazioni e le emozioni che cattura nelle varie stazioni della metropolitana di Londra.

Con una forza d'urto da pulsazione rock si apre "Fulham Brodway," come ad evocare l'energia emanata una moltitudine di viaggiatori all'arrivo del treno. "Holborn" è un brano essenziale che dal tema fino al suo sviluppo scorre imperturbabile evocando effetti di quiete notturna.
"Kew Gardens," "Parsons Green" e "Chancery Lane" sono ballad in grado di suscitare effetti emotivi di pacatezza e serenità (se la prima sostiene audacemente le insegne di una cantabilità autenticamente straordinaria, la seconda seduce per la intima e profonda accuratezza del tema e del sound mentre l'ultima delle tre indugia su un'idea musicale di lineare serenità).
"Knightsbridge" è il brano dell'attesa; i riff iniziali preludono ad effetti più densi di sviluppo, preparano all'arrivo di qualcosa o qualcuno e mentre si aspetta si ascoltano suoni, timbri e immagini musicali che non tornano più ad essere le stesse del tema iniziale. Anche "Covent Garden" è un altro brano aperto, multicolore, sfaccettato nella forma e nei contenuti, non si sviluppa secondo l'ordine tema-improvvisazioni-tema. "Leytonstone" è ancora un brano ricco di umori cangianti, polimorfo; possiede una sorta di plasticità essenziale, a tratti palpabilmente eterea (complice le belle parti trombettistiche di Michael Gassmann): il tema cadenzato finale evoca inevitabilmente il suono delle rotaie. "Fincheley Road" è costruito su un inciso meditato, la melodia scorre placidamente eterea, incurante del mondo sottostante. "London Tube" è elegantemente confezionato. Infine "Bow Church" è un sapiente impasto alchemico tra suoni elettronici ed acustici; su questo impasto di colori il tenore di Fasoli con i suoi acuti ambiguamente ricorda sia il grido di chi stando fermo urla verso qualcosa che si muove sia il suono che viaggia (come fa il treno quando si allontana).

Gli undici capitoli che formano il racconto London Tube sono le parti di un percorso musicale ricco di suggestioni ottimamente narrato dal maestro Claudio Fasoli e dal suo eccezionale quartetto Four.

Track Listing: Fulham Broadway; Holborn; Kew Gardens; Knightsbridge; Parsons Green; Covent Garden; Leytonstone; Chancery Lane; Finchley Road; London Tube; Bow Church.

Personnel: Claudio Fasoli: tenor and soprano saxophones; Michele Calgaro: electric guitar; Lorenzo Calgaro: double bass; Gianni Bertoncini: drums, electronics; Michael Gassmann: trumpet (1, 2, 7, 9).

Title: London Tube | Year Released: 2014 | Record Label: Abeat Records

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