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Gretchen Parlato: Live in NYC

Angelo Leonardi By

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Tra le molte voci femminili emerse nel nuovo millennio quella di Gretchen Parlato primeggia per classe interpretativa, padronanza ritmica, sensibilità e originalità timbrica. Nel panorama delle nuove interpreti bianche non crediamo abbia rivali, tanto quanto Cecile McLorin Salvant è oggi nell'ambito afro-americano.

In questo doppio album (un CD audio e un DVD), registrato nell'intima atmosfera del Rockwood Music Hall di New York, la trentasettenne losangelina conferma la ricchezza del percorso compiuto dal 2005, quando debuttò sulla scena discografica con l'album intitolato a suo nome.
Da tempo Gretchen ha accantonato i classici standard per privilegiare un repertorio di originals o temi inconsueti per le cantanti come "Ju Ju" e "E.S.P." di Wayne Shorter, l'evansiano "Blue in Green" o "Butterfly" di Herbie Hancock. Restano preferenze per brani estranei al repertorio jazzistico come "Holding Back the Years" dei Simply Red e temi sudamericani che lei interpreta in perfetto portoghese.

In questo live troviamo pezzi tratti dai suoi ultimi dischi in studio, Lost and Found del 2011 e In a Dream del 2009, che Gretchen rielabora in stretta connessione con i partner a lei più congeniali: due trio con la presenza fissa del pianista Taylor Eigsti. Non abbiamo una cantante accompagnata da strumentisti ma una voce (spesso in scat) che spazia oltre il ruolo tradizionalmente assunto dalla cantante jazz senza per questo sfociare in eccessi sperimentali.

Il concerto è fonte di sorprese anche per chi la conosce bene. In esso Gretchen evidenzia tutta la sua fantasia interpretativa e padronanza ritmica, offrendo versioni sempre nuove dei brani. Trovare delle cantanti con cui metterla a confronto non è facile. La voce spesso diafana può ricordare Helen Merrill o Sheila Jordan ma il timbro rivela ombreggiature nasali e la dinamica espressiva è del tutto personale.

In poche parole Gretchen è unica: all'inizio può lasciare un po' sconcertati ma dopo alcuni ascolti il coinvolgimento è assicurato. Ogni brano è sviluppato in forme originali rispetto alle incisioni in studio, evidenziando soluzioni in equilibrio tra legato e staccato, tra suoni compressi e altri dilatati, con tendenze a privilegiare l'aspetto colloquiale e declamatorio. Il valore del disco va comunque oltre la sua voce e va considerato in senso complessivo, grazie all'empatico inteplay che la lega ai partner.

I brani brani scelti per la selezione sono tutti avvincenti e tra questi spiccano il serrato "Butterfly," il dilatato "All That I Can Say" di Lauryn Hill arrangiato con Robert Glasper, lo shorteriano "Ju Ju" su cui Gretchen ha scritto il testo e soprattutto l'elusivo "Weak" (ancora in collaborazione con Glasper) e "Better Than," la sua splendida composizione destinata a divenire un classico.
In quasi tutti i brani spiccano gli intensi interventi di Taylor Eigsti al pianoforte.

Track Listing: Butterfly; All That I Can Say; Alo Alo; Within Me; Holding Back the Years; JuJu; Weak; On the Other Side; Better Than.

Personnel: Gretchen Parlato: voce; Taylor Eigsti: piano e tastiere; Alan Hampton: contrabbasso e voce; Burniss Earl Travis II: contrabbasso e voce; Mark Guiliana: batteria; Kendrick Scott: batteria.

Title: Live in NYC | Year Released: 2014 | Record Label: ObliqSound

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