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Gregory Porter: Live In Berlin

Enrico Bettinello By

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Confesso una naturale simpatia per Gregory Porter.
Non solo perché si tratta di un cantante indubbiamente dotato e dalla spiccata propensione alla comunicatività, ma anche perché, in un mercato discografico che sulle voci punta (a volte prendendo delle sonore cantonate) il grosso delle proprie fiches, mi sembra quello che, al netto di quanto diremo tra poco, riesce con maggiore spontaneità a fare sintesi tra la tradizione, Soul e R&B, le tensioni retromaniache e quel mondo del "jazz" dove comunque, bene o male, si trova a muoversi.

L'ho ascoltato in concerto una manciata di anni fa ed è quindi un piacere ritrovarlo anche su disco nella dimensione live, ambito che padroneggia con consumata professionalità, forte di un sorriso contagioso, dell'inconfondibile copricapo e, ovviamente, di una voce che porta con sè l'eleganza delle migliori ugole soul degli anni d'oro unita a qualche screziatura contemporanea che squarcia il tessuto sia verso una blackness meno conciliata che nelle direzioni di una condotta ritmica sottotraccia alternativa.

Accade con Live in Berlin, doppio CD più DVD che testimonia il concerto tenuto alla Philharmonie della capitale tedesca nel maggio del 2016.
Due dischi di grande piacevolezza, in cui Porter presenta un po' il meglio del suo repertorio, dalla suadente, iniziale, "Holding On" fino a "Be Good" e alla sempre notevolissima "1960 What?."

Il limite del tutto sta probabilmente nella band che lo accompagna, band con cui Porter ha un rapporto ormai di fiducia e abitudine, band formata da più che onesti professionisti, ma che non mi sembra quasi mai in grado di -o forse sarebbe meglio dire che non mi sembra intenzionata a -provare a spostare il discorso su un terreno musicalmente meno prevedibile.

Ma ovvio! Mi direte voi. Il tipo di "idea" musicale alla base della proposta di Porter non richiede certo questo tipo di guizzi o stimoli, anzi ne potrebbe risultare paradossalmente indebolito. Tutto vero, ma non riesco a togliermi dalla testa che un artista come Porter abbia anche le potenzialità per andare oltre il suo abituale, pur spontaneo e godibilissimo, mestiere black.
Se non altro, lasciatemelo credere.

Track Listing

1. Holding On 2. On My Way to Harlem / What's Going On 3. Take Me to the Alley 4. Don't Lose Your Steam 5. Hey Laura 6. Liquid Spirit 7. Consequence of Love. 8. Bass Solo / Papa Was a Rolling Stone 9. Musical Genocide 10. Don't Be a Fool 11. Work Song / Drum Solo 12. In Fashion 13. Be Good (Lion's Song) 14. 1960 What? 15. Water Under Bridges 16. Free / Thank You.

Personnel

Gregory Porter: voce; Chip Crawford: piano; Jahmal Nichols: contrabbasso; Emanuel Harrold: batteria; Tivon Pennicott: sax (tenore).

Album information

Title: Live In Berlin | Year Released: 2017 | Record Label: Eagle Rock Entertainment

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