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Lean Left: Live at Café Oto

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Per chi non sapesse chi milita nei Lean Left [ma gli appassionati di avant-jazz lo sanno molto bene], il disco specifica già in copertina: "The Ex guitars meet Nilssen- Love/Vandermark Duo".

Si incontrano/scontrano il collaudato duo sax/batteria composto da Ken Vandermark [al clarinetto oltre che al tenore] e il sempre più fenomenale Paal Nilssen-Love con i due chitarristi degli indomiti Ex, Terrie Hessels e Andy Moor. Stati Uniti, Norvegia, Inghilterra e Olanda, a conferma, se ancora fosse necessaria, della internazionalità di questi linguaggi.

Registrati dal vivo. Non potrebbe essere diversamente: era così per il loro disco di qualche anno fa registrato alla Bimhius di Amsterdam e avviene ora in uno dei luoghi più essenziali per le musiche creative in questi anni, il londinese Café Oto. Due lunghe improvvisazioni, mezz'ora la prima, quasi quaranta minuti la seconda, da affrontare così come i quattro le hanno affrontate, quasi in apnea, senza alcun freno.

Le poche parole di presentazione che il sito dell'etichetta - la Unsounds gestita dallo stesso Moor e dal geniale Yannis Kyriakides - usano per questa musica termini come "cruda, dura e violentemente soulful" e al di là dell'entusiasmo promozionale non è difficile appropriarsi di vocaboli analoghi nel tentare di descrivere la forza d'urto sonora prodotta dai quattro, una forza che è sintesi di esperienze differenti, ma che utilizza con naturalezza elementi lessicali che spaziano dal furore new thing al clangore industriale, passando per la irriducibile energia del punk-rock.

La prima improvvisazione, "Koevoet," parte da un parossistico caos, per trovare poi con lo svolgersi del tempo, la capacità di aprirsi a densi riff, nonché di sfrangiarsi in due splendidi duetti centrali che dettano le atmosfere - più rarefatte e intrigantissime - fino al magico spegnimento finale.

"Drevel" segue un percorso in parte analogo, ma è punteggiato nella seconda parte da scelte timbriche davvero originali, che diventano filigrana per l'entusiasmante costruzione spasmodica che porta alla conclusione del disco.

Perché ci piacciono i Lean Left? Perché sono quattro improvvisatori straordinari e capaci di reinventarsi in ogni istante. Perché i silenzi [non frequentissimi] della loro musica urlano più dei momenti più assordanti. Perché sono uno dei gruppi che tira fuori il meglio dal Vandermark strumentista.

Un'energia che va vissuta dal vivo. Ma che anche da questo disco esce come un fascio di raggi accecanti.

Track Listing: 01. Koevoet; 02. Drevel.

Personnel: Ken Vandermark (sax tenore, clarinetto); Paal Nilssen-Love (batteria); Andy Moor, Terrie Ex (chitarre).

Title: Live at Café Oto | Year Released: 2012 | Record Label: The Jazz Suite

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