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Live @ Belgrade

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John McLaughlin and The 4th Dimension

Live @ Belgrade

Abstract Logix

(2007)

Valutazione: 3,5 stelle

La musica Fusion sta cercando di rialzare la testa con due dei suoi alfieri principali: John McLaughlin e Chick Corea. I due, entrambi allievi di Miles Davis alla fine degli anni sessanta, hanno da poco formato un loro gruppo ('Five Peace Band') che sta riscuotendo un buon successo in giro per il mondo. Ma prima di questa avventura, che ovviamente prima o poi sarà documentata su disco, c'erano state la reunion dei Return to Forever per Corea e la tournée del quartetto elettrico per McLaughlin.

Proprio il concerto a Belgrado di questo gruppo appena citato è stato documentato, con ottime tecniche di ripresa audio e video, dalla Tv Serba e la meritoria Abstract Logix ha acquisito i nastri per produrre questo bel DVD pieno di elettricità, lunghi assoli, stupefacente virtuosismo dei quattro musicisti.

McLaughlin domina la scena con la sua chitarra elettrica spiritata che non ha timore di inglobare stilemi rock-blues nel proprio incedere maestoso che comunque rimane caratterizzato da una impronta jazzistica ben evidente. Alle tastiere troviamo Gary Husband, ormai ben conosciuto anche in questo ruolo, oltre che in quello tradizionale di batterista. Nel brano finale ("Mother Tongues") si esibisce anche come batterista affiancando l'ottimo Mark Mondesir per una cavalcata spumeggiante e sfrenata nelle terre percussive della musica fusion. Al basso troviamo il francese Dominique DiPiazza, già alla corte di McLaughlin negli anni ottanta. In realtà il quartetto aveva il giovane fenomeno Hadrien Feraud come bassista designato ma un incidente ad un dito lo ha messo fuori squadra per il tour mondiale che comprendeva anche la data di Belgrado. Di Piazza comunque si conferma perfettamente affiatato con gli altri tre musicisti e la sua articolazione precisa di linee profonde e coerenti caratterizza in maniera intelligente la sua performance.

Il repertorio ("Senor C.S.," "Little Miss Valley," "Nostalgia," "Raju," "Sully," "Maharina," "Hijacked," "The Unknown Dissident" e "5 Peace Band/Mother Tongues") mischia composizioni entrate da oltre trent'anni nel book di McLaughlin con cose molto più recenti. Non ci sono particolari differenze stilistiche emerse in questo lungo periodo e quindi l'integrazione di questi brani è assolutamente naturale e non si avvertono salti epocali.

Forse il segno distintivo è proprio la maggiore rilassatezza del leader che rende leggermente meno adrenalica la sua corsa e lo riporta in qualche modo ad un approccio ritmicamente più variegato. Sono quasi due ore di musica come sempre a rotta di collo, ma la sensazione è che il pedale dell'acceleratore sia sempre bene sotto controllo e ogni sbandata appare alla lunga ben controllata. Per fortuna il pilota automatico è stato disattivato e possiamo goderci fino in fondo il lungo viaggio senza avere la sensazione che alla guida ci sia un robot della Silicon Valley.

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