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Linda May Han Oh: Talento e Dedizione

Angelo Leonardi By

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AAJ: Quali sono le migliori qualità di un bassista? E di un bassista che è anche leader?

LMHO: La base è possedere una marcata solidità strumentale. La prospettiva del leader è un po' diversa e in un certo senso dipende dalla musica che si suona. Nella mia musica alcune melodie sono molto intricate ma per la maggior parte, nei momenti improvvisati, c'è anche libertà. Molto dipende dai partner con cui si suona. Talvolta è necessario prendere la direzione perchè certe cose non stanno andando nel modo corretto e vanno spinte nella direzione appropriata. Per un buon risultato molto dipende dall'equilibrio che si ottiene tra una solida base strumentale in background e la capacità di fare passi avanti, spingendo le cose nelle direzione che si vuole. Dal mio punto di vista la composizione è davvero importante. Cerco di rendere le cose interessanti trovando un equilibrio tra sezioni aperte all'improvvisazione e altre scritte.

AAJ: Vedo che mantieni una stretta partnership con Fabian Almazan. Quali sono i motivi di questa lunga relazione?

LMHO: Io e Fabian Almazan siamo stati compagni di scuola alla Manhattan School ci siamo conosciuti che eravamo poco più che ventenni e suoniamo assieme da allora sia in trio che in vari miei gruppi. Una collaborazione sfociata in amicizia per nove anni e nello scorso gennaio in matrimonio.

AAJ: Oh, non lo sapevo, splendido!!! Le migliori congratulazioni! Tornando alle domande, quali sono i bassisti che ti hanno maggiormente influenzata?

LMHO: Charles Mingus [senza esitazione N.d.R.]. Ma anche Jaco Pastorius, Rocco Prestia dei Tower of Power, Brick Fleagle dei Red Hot Chili Peppers, MeShell NdegeOcello, Dave Holland e molti altri.

AAJ: E tra i bassisti più giovani?

LMHO: Larry Grenadier e Scott Colley, anche se sono più grandi di me. Tra i più giovani invece Ben Williams e Matt Brewer ma sono davvero tanti.

AAJ: Ti consideri maggiormente compositrice, bassista o bandleader? ?

LMHO: Cerco di non pensare a questi ruoli come entità separate. Cerco di integrarle nel miglior modo possibile.

AAJ: Nel tuo secondo album Initial Here interpreti «Come Sunday» di Duke Ellington. Ami gli standard e la tradizione del jazz ?

LMHO: Si, si moltissimo. Continuo a studiare gli standard e ultimamente mi sono appassionata anche all'apprendimento dei testi. Sento che per me fa una grande differenza nel modo d'interpretare i brani. È una cosa che ti incoraggiano a fare ma spesso si finisce per apprendere gli standard nelle jam session e non si arriva a conoscerli a fondo. Per questo motivo ho cercato di intraprendere questo studio e continuo a imparare costantemente. Si, è una cosa molto bella.

AAJ: Ho letto che stai lavorando al secondo album del trio con tromba e batteria. Nel disco del 2008, Entry, c'erano Ambrose Akinmusire e Obed Calvaire. Ci sono variazioni?

LMHO: Alla tromba c'è sempre Ambrose Akinmusire ma alla batteria suona Tyshawn Sorey. Speriamo che il disco possa uscire il prossimo anno.

AAJ: Cosa fai quando non sei impegnata con la musica?

LMHO: Seguo il Vinyasa yoga, miglioro il mio spagnolo e mi piace leggere...

LMHO: Quanto sei diversa oggi rispetto a quel primo disco in trio di dieci anni fa?

AAJ: Uhm...ho lavorato molto cercando di migliorare e se mi guardo indietro pensando a come suonavo sono orgogliosa dei miei progressi, sia come compositrice che come bassista. Ho ancora molta, molta strada da fare, tante cose da migliorare ma in definitiva sono contenta... sai è bello ripensare ai grandi musicisti con cui ho suonato, alle cose che ho scritto ed ai tour. È un privilegio e sono grata di tutto questo.

Foto: Luciano Rossetti

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