All About Jazz

Home » Articoli » Album Reviews

0

Steve Lacy - Mal Waldron: Let's Call This... Esteem

AAJ Italy Staff By

Sign in to view read count
La Silta ristampa in edizione limitata (999 copie) un album uscito sedici anni orsono per la Slam, che documenta il duo Lacy/Waldron in concerto al Playhouse Theatre di Oxford, il 16 maggio del 1993 (una curiosità: la voce che introduce il concerto è quella di Lol Coxhill).

I due sono ripresi al meglio della forma, su un repertorio loro caratteristico ma al tempo stesso includente molte delle loro "perle": da Monk a Ellington, passando per alcune loro splendide composizioni.

Come sempre, nel caso di Lacy e Waldron, l'essenziale non sono però i brani, ma il modo sempre originale, sfaccettato, "vissuto" di metterli in scena. Chi abbia familiarità con i due vi troverà la loro "classicità" - lunghe e quasi ipnotiche improvvisazioni, di elaborata e intima fissità per il pianista, di ardita tecnica e creativa ricerca quelle del sassofonista - ma sarà lo stesso sorpreso di scoprire la loro levità in "Johnny Come Lately," o la inaudita doppia improvvisazione su "Evidence," che ne stravolge il colore, o ancora lo spessore intellettuale misto a tensione emozionale che percorre la lunga "Snake Out".

In generale, ne emerge un Lacy misuratissimo nella tecnica, posta interamente al servizio dell'espressività e che, proprio per questo, svetta in particolare nei brani apparentemente meno arditi, come l'ellingtoniano "In a Sentimental Mood" (ma si sa che, dopo Monk, Ellington era l'autore che il sopranista prediligeva) e, soprattutto, nella sua "Blues for Aida". Dedicata all'amico critico musicale Akira Aida, morto nel 1978, la composizione è caratterizzata da geometrie tipicamente lacyane; il sassofonista vi si produce in un assolo tutto incentrato su note basse e frasi dolentemente prolungate, accompagnato solo dalle armoniche del piano messe in risonanza dalle onde sonore del sax (quelle cose di cui Lacy costellava le sue performance e che dal vivo davano la pelle d'oca); di seguito poi il pianista mette in scena un'oscura e sofferente improvvisazione al piano. In entrambe la malinconia della dedica è tangibile come non mai, e svetta ancor più nel contrasto con la leggerezza del successivo "Johnny Come Lately".

Una registrazione tra le migliori che i due straordinari artisti ci abbiano lasciato, imperdibile per gli appassionati, ma anche per tutti coloro che vogliano conoscere da vicino la magia di questa splendida e purtroppo ormai scomparsa coppia di musicisti.

Track Listing: 1. Introduction and Let’s Call This… (T. Monk) - 7:03; 2. Monk’s Dream (T. Monk) - 5:25; 3. In a Sentimental Mood (Ellington/Kurtz/Mills); 4. Snake Out (Waldron) - 14:00; 5. Blues for Aida (Lacy) - 7:26; 6. Johnny Come Lately (B. Strayhorn) - 6:53; 7. What Is It (Waldron) - 9:06; 8. Evidence (T. Monk) - 6:56; 9. Epistrophy (T. Monk) - 5:18; 10. Esteem (Lacy) - 7:50.

Personnel: Steve Lacy (sax soprano), Mal Waldron (pianoforte).

Title: Let's Call This... Esteem | Year Released: 2009 | Record Label: SILTA Records

About Steve Lacy
Articles | Calendar | Discography | Photos | More...

Tags

Shop for Music

Start your music shopping from All About Jazz and you'll support us in the process. Learn how.

Related

Read Cobb's Pocket
Cobb's Pocket
By Dan Bilawsky
Read Blues For Charlie
Blues For Charlie
By Jim Worsley
Read Cobb's Pocket
Cobb's Pocket
By Nicholas F. Mondello
Read Cause and Effect
Cause and Effect
By Ian Patterson
Read Geschmacksarbeit
Geschmacksarbeit
By John Eyles
Read Emergence
Emergence
By Geannine Reid
Read Never More Here
Never More Here
By Dan McClenaghan
Read Lanzarote
Lanzarote
By Gareth Thompson