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Lee Ritenour e Dave Grusin - Concerto e Masterclass a Roma

Mario Calvitti By

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Lee Ritenour e Dave Grusin
Forum Music Village
Live Session e Masterclass
Roma
26-27.03.2017

Lee Ritenour e Dave Grusin, forti di una collaborazione che dura da oltre 40 anni, sono due dei musicisti più direttamente legati alla musica fusion, genere che ha imperversato per almeno due decenni a partire dalla seconda metà degli anni '70.

Ritenour ha cominciato giovanissimo come chitarrista facendo il turnista per session di studio, diventando in brevissimo tempo uno dei più ricercati nell'area di Los Angeles insieme all'altro chitarrista Larry Carlton, di pochi anni più anziano. Questo prima di intraprendere ben presto una fortunata carriera solistica, quasi sempre in compagnia del pianista, compositore e arrangiatore Dave Grusin (classe 1934!), noto al grande pubblico per aver musicato svariate colonne sonore di film hollywoodiani vincendo anche numerosi premi, tra cui un Oscar per "Milagro."

Il sodalizio tra i due si è cementato con le incisioni realizzate per l'etichetta fondata da Grusin, la GRP Records, che ha fissato un punto di riferimento importante per l'allora emergente musica fusion. Osteggiata dai puristi del jazz (che peraltro non hanno mai rappresentato il loro pubblico di riferimento) per le numerose concessioni alla musica commerciale e le eccessive commistioni tra pop, r&b, funky e musica brasiliana che hanno portato a una eccessiva diluizione delle radici jazz e blues originarie, la musica di Ritenour si è presto stabilizzata su un easy listening di alto livello, basato sul virtuosismo chitarristico e il gusto melodico che lo contraddistingue, con uno stile strumentale molto debitore a Wes Montgomery.

I due si sono presentati al Forum Music Village, prestigioso studio di registrazione romano fondato quasi 50 anni fa dal M° Ennio Morricone insieme ad altri compositori per il cinema, e dotato di una sala per concerti e incontri con i musicisti dove Ritenour e Grusin hanno suonato tre concerti, al primo dei quali abbiamo assistito, e tenuto una masterclass per ciascuno. Ritenour si è soffermato sull'importanza del riff o altri punti di riferimento nella composizione per chitarra, ha affrontato alcuni aspetti tecnici come scale, esercizi per la pratica strumentale quotidiana, e descritto il suo particolare setup di effetti elettronici. Grusin si è concentrato sulla composizione per il cinema, davanti a una platea formata principalmente da addetti ai lavori, rievocando alcuni aneddoti relativi alla sua carriera e rilasciando anche alcuni giudizi taglienti (richiesto di un parere sul recente musical cinematografico "La La Land" ha ammesso di averne visto solo 12 minuti, non avendo resistito di più).

Il quartetto con cui si sono esibiti nel corso dei tre set ripartiti su due serate era completato da Tom Kennedy al contrabbasso e basso elettrico e dal giovanissimo figlio di Ritenour, Wesley, alla batteria. La musica proposta non si è discostata dalla formula che ha portato il chitarrista al successo, ma la formazione in quartetto, più compatta rispetto agli album in studio, si è rivelata ideale per poter apprezzare i brani proposti (e i virtuosismi strumentali che le arricchiscono) con un'immediatezza che spesso le incisioni di studio perdono per eccesso di produzione.

Così nella prima parte del concerto si è potuto ammirare il fraseggio più jazzistico del chitarrista sulla sua semiacustica Gibson L-5 in brani come "Stone Flower" o "Southwest Passage," mentre il passaggio alla Les Paul elettrica per gli ultimi brani eseguiti ha portato verso un finale incandescente, in cui ha trovato spazio anche un pirotecnico assolo di Kennedy al basso elettrico, culminato nel bis di "Rio Funk." Nel mezzo, anche un breve interludio pianistico per Grusin, che ha accennato il tema di "Milagro."

La musica di Ritenour e Grusin non rinnega le proprie origini jazzistiche, ma ne smussa tutte le asperità semplificandone quegli aspetti che ne ostacolerebbero una immediata fruizione da parte del pubblico generalista cui è rivolta; è musica che va recepita direttamente coi sensi, senza troppa mediazione intellettuale, e in quest'ambito funziona più che bene, risultando sicuramente godibile grazie alla grande professionalità e al talento dei musicisti, ma chi cerca sorprese e innovazioni farà meglio a rivolgersi altrove.

Foto: Francesca Di Stefano

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