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Pierre Favre Ensemble: Le Voyage

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Ciò che da sempre rende diverso Pierre Favre da molti colleghi (almeno dai tempi del collettivo Singing Drums) è il fatto che - nonostante sia un batterista - non è mai debordante. Può anche far sorridere, ma la storia della musica moderna ci viene in aiuto, raccontando di chiari protagonismi che (non se ne vogliano i musicisti in oggetto) vedono proprio i batteristi in cima alla classifica. Favre, ormai dagli anni Sessanta un "must" del percussionismo contemporaneo, ha dalla sua un'innata idea di limite e di straordinaria capacità compositiva per il "collettivo".

Raramente un suo disco delude. Anche le otto composizioni di questo "Viaggio" confermano livello e bontà qualitativa del pensare sonoro del percussionista elvetico, sempre a proprio agio sia nel campo dell'improvvisazione totale che negli episodi più fondamentalmente "scritti," come in questo caso. E Le Voyage non è forse un titolo a caso, poiché proprio il "viaggio" in senso lato e in territorialità estese della musica moderna, è il sostantivo principe da citare quando si pensa all'agire musicale di Favre, il quale firma tutte le composizioni di questo nuovo CD, compreso l'arrangiamento di un brano elvetico tradizionale.

Il karma guida è forse racchiuso nelle spire dell'africaneggiante "Akimbo," costruito anche grazie a un accattivante riff molto vicino al migliore Ravel e che gioca con grande sicurezza equilibri tonali tra ritmica e melodie fiatistiche. Calore intenso e immagini sonore di cristallina bellezza in senso tradizionale permeano quasi ogni brano di Le Voyage, dove Favre è alla guida di un misurato (e ci mancherebbe, viste le premesse citate) tentetto formato da sei fiatisti (tra i quali il già ben conosciuto Claudio Puntin ai clarinetti), un chitarrista e da una doppia ritmica bassa.

La cifra "libera" di Favre è anche accentuata dalla sua capacità compositiva che non fa riferimento a nessuna scuola, ma è articolata su un proprio gusto sensitivo peculiare che - del resto - caratterizza molto del suo lavoro. Il risultato - grazie alla line-up chiamata - è un'intensa fioritura ove gli elementi ritmici risultano ben incastonati nel tessuto compositivo e i rimandi fra melodia e parte improvvisate portano al ricordo di alcuni fortunati lavori passati di Carla Bley.

Track Listing

1. Les Vilains - 7:34; 2. Vreneli Ab Em Guggisberg - 7:15; 3. One For Makaya - 1:55; 4. Akimbo - 6:52; 5. - As Far As That Goes... - 10:09; 6. Anapana - 3:12; 7. Attila Est-tu Là? - 3:11; 8. Wrong Name - 7:11.

Personnel

Claudio Puntin: Clarinetto, Clarinetto basso; Samuel Blaser: Trombone; Philipp Schaufelberger: Chitarra; Beat Hofstetter: Sax Soprano; Sascha Armbruster: Sax Contralto; Andrea Formenti: Sax Tenore; Beat Kappeler: Sax Baritorno; Wolfgang Zwiauer: Chitarra Basso; Bänz Oester: Contrabbasso; Pierre Favre: Batteria, Percussioni.

Album information

Title: Le Voyage | Year Released: 2012 | Record Label: Intakt Records

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