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Julie Sassoon: Land of Shadows

Alberto Bazzurro By

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Con questo live tedesco dell'aprile 2012 (tre date diverse, a Colonia, Dessau e Berlino), la pianista inglese Julie Sassoon approda al suo secondo album in solitudine, dopo New Life, del 2006. Lo contraddistingue un fluire alquanto particolare, che se da un lato lascia ammirati (e seduce, anche) appunto per l'originalità di prospettiva, dall'altro appesantisce non poco l'ascolto a causa del limitato spettro dinamico che l'accompagna.

Entrando un po' di più nei meandri del lavoro (che nel bonus track in formato DVD offre l'intera versione, un quarto d'ora abbondante, di "What the Church Bells Saw...," di cui il CD presenta solo la seconda metà), diciamo che la musica mette da subito in luce (ma sarebbe più corretto dire in penombra) le proprie peculiarità principali: minimale, elegante, distillata, persino estenuata, con rare e quasi impercettibili impennate.

Un'iteratività decisamente insistita si rivela ben presto il vero carattere dominante dell'incisione. Ce lo dice con chiarezza il secondo brano, appunto "What the Church Bells Saw...," dove il deambulare ondivago, sospeso, vagamente lamentoso cui si accennava si scontra (ciò che accadrà ancora sul finire del successivo "Forty-Four") con sequenze di note ribattute di notevole peso e vigore, generando, nell'incrociarsi dei due percorsi, un incedere incantatorio, a tratti come scolpito.

Sottotraccia, Julie Sassoon non fa mancare vociferii vagamente jarrettiani, però più compiuti, come un cantilenare ancestrale intonato a mezza voce per tracciare una sorta di binario parallelo al procedere pianistico. La cosa va avanti anche nel quarto e quinto brano, col prevalere, però, della fascinazione iterativo-minimale, un circumnavigare quasi claustrofobico attorno a poche esili cellule che per comodità definiremo "tematiche," mentre il conclusivo "New Life" (come il precedente CD per piano solo, già) si dilata fin quasi ai venti minuti tutto avvitato su se stesso.

Alla fine, come detto, si rimane indecisi se cedere alla seduzione, oppure alla perplessità per quella che appare a conti fatti come un'eccessiva facilità (accanto all'incantamento) degli ingredienti impiegati per portare l'ascoltatore dalla propria parte (sempre meglio che sentire per l'ennesima volta strapazzare con mano più o meno abile il solito "portafoglio" di standard penosamente consunti, sia quel che sia).

Track Listing: CD: Just So; What the Church Bells Saw… Part 2; Forty-Four; Land of Shadows; Shifting; New Life. DVD: What the Church Bells Saw…

Personnel: Julie Sassoon: pianoforte, voce.

Title: Land of Shadows | Year Released: 2014 | Record Label: Jazzwerkstatt

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