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Lana Meets Jazz – Terza Edizione

Lana Meets Jazz – Terza Edizione
Paolo Peviani By

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Lana,
07.05.2013-10.05.2013

Piccoli jazzisti crescono. Sin dalla sua prima edizione, il Lana Meets Jazz ci ha abituato alla presenza sul palco di organici formati dagli allievi delle locali scuole di musica. Nomi come Chaotix, Two by Two, Turbosax, Klarinettenensemble, Jugendbigband, rappresentano ormai una piacevole consuetudine per i frequentatori del festival. Nel corso degli anni, ne abbiamo potuto apprezzare le qualità ed i progressi, frutto di un lavoro didattico attento e sempre orientato alla musica di insieme. Che si tratti di accompagnare Enrico Pieranunzi in "Birdland," Miki Lösch e Helga Plankensteiner in un concerto per organo e sax, o di aprire la serata per Rita Marcotulli e Luciano Biondini, questi giovani musicisti impressionano per serietà, impegno, e compattezza di suono.

Peraltro, nel corso del festival abbiamo appreso che la scuola di musica di Lana, pur servendo un bacino di soli quindicimila abitanti, può contare su ben mille studenti. Un numero che se da un lato conferma le peculiarità di una regione speciale non solo per statuto ma anche per qualità della vita ed attenzione alla cultura, dall'altro è indicatore di come questa scuola di musica abbia saputo coinvolgere la popolazione locale e porsi al centro degli interessi della comunità.

Tornando al festival, ed ai suoi concerti maggiori, l'edizione di quest'anno ha privilegiato la formula del duo. La serata inaugurale ha visto protagonisti la chitarra di Roberto Taufic e la voce di Barbara Casini, che hanno presentato un repertorio incentrato sulla musica brasiliana. Antonio Carlos Jobim, Gilberto Gil, Joao Gilberto... Deliziose melodie, interpretate in modo affettuoso e delicato, per un chitarra-bar di ottima fattura.

Rita Marcotulli e Luciano Biondini si sono invece mossi su orizzonti oscillanti tra la Scandinavia di derivazione ECM e la più classica cantabilità mediterranea. I due, forti di una splendida intesa e di un affiatamento invidiabile, hanno proposto una musica forse un po' datata nell'impostazione ma molto godibile nella sua orecchiabile dinamicità fatta di scansioni complesse, ampi pedali e belle melodie.

Ampi pedali e belle melodie erano anche al centro della musica del Norbert Dalsass Projekt (oltre al leader a contrabbasso ed elettronica, Achille Succi al clarinetto basso, Enrico Terragnoli alla chitarra, Sbibu alla batteria, Nora Pider a voce e danza). Una proposta a metà strada tra il concerto jazz e la performance di danza contemporanea, con basso e batteria a dipingere gli scenari sonori su cui si innestavano il recitato e le (a tratti pleonastiche) danze di Nora Pider, le scorribande cariche di elettricità di Terragnoli (in questa serata molto creativo e in buona evidenza), i puntuali e fin troppo concisi interventi solistici di Succi.

Chiusura di festival con la rivisitazione delle musiche di Duke Ellington (di cui quest'anno si celebra il quarantennale della scomparsa) a cura di Rosario Giuliani ed Enrico Pieranunzi. Da "Take the Coltrane" a "Caravan" ad "I Got It Bad (And That Ain't Good)," impossibile non lasciarsi coinvolgere e travolgere dall'immenso songbook del Duca. Come di consueto Giuliani, sia pure con qualche eccessiva prolissità, ha colpito per tecnica, articolazione del fraseggio, conoscenza dei molteplici linguaggi del jazz. Di contro Pieranunzi, da sempre considerato come "il più evansiano dei nostri pianisti", ha sorpreso con un'interpretazione brillantissima dai netti accenti hancockiani.

Foto
Patrick Schwienbacher.

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