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Gianluigi Trovesi, Gianni Coscia: La misteriosa musica della Regina Loana

Alberto Bazzurro By

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A trent'anni più o meno esatti dal concerto che ne decretò la nascita (Tortona, 18 luglio 1989), il duo Trovesi/Coscia pubblica quello che è (solo) il suo album n. 5 (di cui quattro, dopo l'iniziale Radici, edito da Egea, su etichetta ECM) e lo fa nel nome di Umberto Eco, di cui Gianni Coscia fu amico per una vita (fin dai banchi di scuola) e Gianluigi Trovesi di conseguenza, dacché frequenta con assiduità il fisarmonicista alessandrino.

A Eco, scomparso nel febbraio 2016, si deve in effetti, oltre all'ispirazione più o meno diretta dei brani riletti in questi deliziosi, elegantissimi cinquanta minuti di musica, anche lo spunto letterario e il titolo dell'album, conseguente. La misteriosa fiamma della Regina Loana è infatti il suo quinto romanzo, pubblicato nel 2004 ma generato da suggestioni che allungano lo sguardo proprio agli anni epico-eroici vissuti accanto al giovane Coscia (erano compagni di liceo, rigorosamente classico, e complici nella creazione dei relativi spettacoli di rivista, dei quali—va da sé—uno scriveva i testi e l'altro le musiche, benché Eco fosse anche musicista, lussuosamente dilettante, e Coscia penna arguta e ricca di pathos, come una volta di più le note interne a questo CD dimostrano). L'unica differenza è che qui ad avvolgersi di mistero non è la fiamma bensì la musica. Del resto di questo si tratta.

Le canzoni amate da Eco (e da Coscia, e dallo stesso Trovesi, pur parecchio più giovane) affondano le loro radici in un periodo che va dal 1936 di "Bambina innamorata" al 1944 di "In cerca di te": in quell'anno Trovesi nasceva, Coscia aveva tredici anni, Eco uno di meno (era andato a scuola con un anno d'anticipo). Questo parlando di canzoni italiane, perché poi ci sono i tre brevi intermezzi (meno di due minuti in tutto) intitolati "Nebjana" e ispirati a "V mlhách" ("Nella nebbia"), suite per pianoforte scritta da Leós Janàček nel 1912, e ancora "Basin Street Blues," da tempo ben presente nel repertorio (almeno quello live) del duo, che data 1926, "As Time Goes By," scritto nel 1931 ma immortalato undici anni dopo in Casablanca, e "Moonlight Serenade" del 1939, stesso anno del film tedesco Bel Ami, ispirato al capolavoro di Maupassant, dal quale (film) proviene il brano omonimo (in realtà "Du hast Glück bei den Frauen, Bel Ami") cui è legato un episodio decisamente curioso della (recente) vita artistica di Gianni Coscia.

È lui stesso a raccontarcelo: "Esther Béjarano, ebrea tedesca oggi ultranovantenne, è sopravvissuta ad Auschwitz grazie a quel brano, a una fisarmonica e a una bugia: era una pianista, ma dichiarò di saper suonare appunto quella canzone sulla fisarmonica capendo che solo in quel modo avrebbe avuto salva la vita. E così fu. Poi quel brano l'ha rimosso per decenni, finché un giorno, qualche anno fa, con sua grande sorpresa e prevedibile commozione, l'ha sentito suonare da me, che avevo saputo di quanto accaduto ad Auschwitz e ho voluto farle questo omaggio. Avevo visto il film da bambino e ne ricordavo il motivo. Poi ho dovuto convincerla anche a ricantarlo, accompagnandola con la fisarmonica. In fondo ti ha salvato la vita, le ho detto."

Oltre a tutto ciò, ci sono naturalmente i temi "della casa," a partire dall'iniziale "Interludio" per fisarmonica sola, scritto da un Coscia quattordicenne (quindi 1945) e al quale Eco dedicò la poesia che il booklet interno al disco riporta (insieme con altri preziosi reperti d'epoca e belle foto dei due musicisti) in una riproduzione della pagina di quaderno originale. Ci sono le dediche esplicite composte per l'occasione, "Eco" e "Umberto," deliziose miniature, c'è "Gragnola," che come già "Fischia il vento" ingloba citazioni dirette di "Bella ciao" (per il celebre inno resistenziale desunto dalla russa "Katjuša" Coscia parla senza mezzi termini di "libera elaborazione di Bella ciao") e c'è "Volando," ancora del solo Coscia (gli altri temi originali sono tutti a doppia firma), che appartiene al filone più nostalgico-cogitabondo del duo, però con aperture defaticanti altrettanto sue tipiche.

C'è tutto questo, e le canzoni italiane, cui abbiamo solo accennato, mentre sono generosamente rappresentate come ulteriore elemento nostalgico-giocoso (nonché, spesso, gioioso). In particolare c'è una sorta di EIAR Suite che di fatto potrebbe essere quasi una D'Anzi Suite, visto che quattro dei cinque motivi in essa inclusi hanno le musiche, appunto, di Giovanni D'anzi, in tre casi su testi di Alfredo Bracchi.

C'è tutto questo, dunque, suonato mirabilmente, con quella complicità elegante e sorniona, arguta ma non per questo meno partecipe, che da sempre contraddistingue il lavoro di questo duo veramente straordinario (non solo per longevità), amato all'estero almeno quanto in Italia e a cui auguriamo una vita ancora lunghissima.

Album della settimana.

Track Listing: Interludio; Nebjana I; Basin Street Blues; Nebjana II; As Time Goes By; Pippo non lo sa; Fischia il vento; Moonlight Serenade: In cerca di te; Bel Ami; Eco; EIAR: Ma l‘amore no / Silenzioso slow / Tu musica divina / Bambina innamorata / Mille lire al mese; Gragnola; Nebjana III; Inno dei sommergibili; Umberto; Volando; La piccinina; Moonlight Serenade (var.).

Personnel: Gianluigi Trovesi: piccolo and alto clarinet; Gianni Coscia: accordion.

Title: La misteriosa musica della Regina Loana | Year Released: 2019 | Record Label: ECM Records

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