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Keith Jarrett: La Fenice

Mario Calvitti By

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La pubblicazione di questo CD era attesa da molto tempo, già programmata quando il concerto fu registrato nel Luglio 2006 nel prestigioso scenario del Teatro La Fenice di Venezia, dove il pianista si era esibito in precedenza solo una volta come membro del gruppo di Miles Davis ben 35 anni prima. Non sappiamo quali siano stati i motivi che hanno portato a procrastinare la data di uscita fino ad oggi, ma l'occasione propizia si è presentata quando lo scorso febbraio è stato annunciato il conferimento a Keith Jarrett del Leone d'Oro alla carriera per la Musica da parte della Biennale di Venezia nel corso della sua 62a edizione svoltasi tra la fine di Settembre e gli inizi di Ottobre 2018. Purtroppo le condizioni di salute dell'artista, che lo hanno costretto a cancellare tutti i suoi impegni per il 2018, non gli hanno permesso di intervenire personalmente a ritirare l'ambito riconoscimento (che in precedenza era stato assegnato a compositori contemporanei del calibro di Goffredo Petrassi, Luciano Berio, Giacomo Manzoni, György Kurtág, Peter Eötvös, Pierre Boulez, Sofija Gubajdulina, Steve Reich e altri, ma mai a jazzisti) in occasione di un inizialmente previsto concerto di solo piano, poi annullato.

Le cronache dell'epoca riferiscono di un Jarrett ispirato e un concerto straordinario, nonostante l'interruzione improvvisa di una delle improvvisazioni per un crampo alla mano sinistra (l'episodio non è riportato nel CD), con la concessione di ben tre bis e un quarto mancato per un flash di troppo. Jarrett proveniva da una serie di concerti di solo piano iniziata a settembre dell'anno precedente con il concerto alla Carnegie Hall (tempestivamente pubblicato su CD) che ha marcato l'inizio del nuovo corso delle sue improvvisazioni pianistiche: non più lunghe suites ininterrotte, ma frammenti più brevi che finiscono quando lo spunto improvvisativo da cui sono originati si esaurisce spontaneamente. Questo permette al pianista di allentare la tensione e suonare in maniera più sciolta, senza doversi preoccupare di legare insieme i vari momenti. Così le varie parti in cui è suddiviso il concerto corrispondono ad altrettante improvvisazioni (ad eccezione di ”The Sun Whose Rays”, tratto da un'opera di Gilbert & Sullivan), ognuna dotata di un proprio sviluppo e indipendente dalle altre. Ritroviamo molte delle idee e degli spunti che Jarrett ha spesso utilizzato fin dai suoi primi concerti in solo negli anni '70, ma ogni serata fa storia a sé, restando intimamente legata agli stati d'animo del pianista. La prima parte è quella più sperimentale, nervosa, quasi di riscaldamento, con i suoi grappoli di note in libertà, slegati da ritmo e tonalità, che al termine dei suoi 20 minuti di durata viene accolta da un applauso liberatorio sia per il pubblico che per l'artista. Segue un brano quasi gospel basato su una figura ritmica ripetuta ossessivamente, momento tipico dei concerti di Jarrett, per poi passare a una melodia delicata che sembra tratta da qualche songbook della tradizione americana, e chiudere il primo set (e il primo CD) con una sorta di blues molto ritmato. Il secondo set si apre in maniera più rilassata prima di approdare ad atmosfere quasi impressionistiche, passare dal brano citato di Gilbert & Sullivan, e finire con un blues che normalmente riserva per i bis, mentre i bis veri e propri consistono nella canzone tradizionale ”My Wild Irish Rose” (già incisa dal pianista per l'album The Melody at Night With You), il notissimo standard ”Stella by Starlight” (più volte eseguito col trio) e la sua composizione ”Blossom”, gemma risalente ai tempi del suo quartetto europeo con Jan Garbarek negli anni '70.

Nonostante la discografia del pianista sia già impressionante per qualità e quantità, non si può non accogliere ogni nuova aggiunta come questa con grande entusiasmo e senso di necessità, come un nuovo tassello di quel monumentale puzzle che va a ricostruire la figura di uno dei più grandi pianisti dei nostri tempi. Ben vengano allora queste uscite discografiche che attraverso le registrazioni dei concerti provenienti dagli archivi ECM ci permettono di (ri)vivere questi momenti unici e irripetibili.

CD della settimana.

Track Listing: CD 1: Part I; Part II; Part III; Part IV; Part V; CD 2: Part VI; The Sun Whose Rays; Part VII; Part VIII; My Wild Irish Rose; Stella By Starlight; Blossom.

Personnel: Keith Jarrett: piano.

Title: La Fenice | Year Released: 2018 | Record Label: ECM Records

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