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Nate Smith: Kinfolk: Postcards from Everywhere

Angelo Leonardi By

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In aggiunta alla brillante carriera nei gruppi di Dave Holland, Chris Potter, Jose James e molti altri, il quarantaduenne batterista debutta da leader presentando un jazz fresco e immediatamente gradevole ma allo stesso tempo fantasioso negli impasti timbrici e nei ritmi. Un risultato ottenuto grazie alle cantabili composizioni originali (profumate di aromi soul e hip-hop con accattivanti leggerezze pop) e alla presenza di magistrali ospiti come gli stessi Holland e Potter, ma anche di Lionel Loueke e Gretchen Parlato. Il tutto senza dimenticare il contributo del suo gruppo dove spiccano il sassofonista Jaleel Shaw e il pianista Kris Bowers. Alle sorprendenti doti di compositore e arrangiatore, Nate Smith conferma quelle note di batterista propenso alle frammentazioni e alterazioni ritmiche.

Come sottolinea il titolo, il disco è un tributo alle sue radici familiari e riporta due brevi dialoghi di Smith con Mom e Dad ricordando la parentela. Quello che a noi interessa è però la musica che, dicevamo, è eccellente a partire dal brano iniziale "Skip Step," un marcato funk in 17/4 costruito su un metallico vamp e abbellito da molteplici reminiscenze (M-Base, Pat Metheny...).
Stesso groove col successivo "Bounce: parts I & II" che accentua le atmosfere M-Base virando verso l'hip hop e apre nella seconda parte al torrenziale assolo di Chris Potter.

A partire dal terzo brano la musica tende a distentersi, presentando le atmosfere soul e pop che abbiamo detto e altri significativi contributi. Il più avvincente è quello offerto dalla voce di Gretchen Parlato nel nostalgico "Pages" (una gemma di grazia e leggerezza folk) ma anche l'esordiente Amma Whatt offre una bella prova in "Disenchantmet: The Weight" e "Morning and Allison." L'ultimo brano che è doveroso ricordare è "Spinning Down," costruito su una danzante linea di basso in 10/4 di Dave Holland, in relazione alla chitarra di Lionel Loueke, al contralto di Shaw e al piano di Bowers. Il drumming spezzato e interattivo del leader sostiene questo e gli altri brani non ancora citati. Ma una recensione non può diventare un piccolo saggio e lasciamo ai lettori il gusto della scoperta.

Un disco imperdibile.

Track Listing: Intro: Wish You Were Here; Skip Step, Bounce Pts 1+2; Mom: Postcards from Detroit / Floyd / Salem; Retold; Disenchantment: The Weight; Spinning Down; Pages; From Here: Interlude; Morning and Allison; Spiracles; Small Moves Interlude; Dad: Postcards from Isaac Street; Home Free (For Peter Joe).

Personnel: Nate Smith: drums, percussion, Fender Rhodes, synths, sounds; Kris Bowers: piano, Fender Rhodes; Fima Ephron: electric bass; Jeremy Most: guitars; Jaleel Shaw: alto and soprano saxophones. Featuring: Dave Holland: acoustic bass, “Skip Step” “Spinning Down”; Lionel Loueke: guitar, “Skip Step” “Spinning Down”; Chris Potter: tenor saxophone, “Bounce parts I + II”; Gretchen Parlato: vocals, “Pages”; Michael Mayo: vocals, vocal percussion/effects, “Skip Step” “Retold”; Amma Whatt: vocals, “Disenchantment: The Weight” “Morning and Allison”; Adam Rogers: acoustic and electric guitars, “Spiracles”. Strings on “Disenchantment: The Weight” and “Home Free (for Peter Joe)”: Stephanie Matthews: violin I; Juliette Jones: violin II/contractor; Christiana Liberis: viola; Reenat Pinchas: cello.

Title: Kinfolk: Postcards from Everywhere | Year Released: 2017 | Record Label: Ropeadope

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