All About Jazz

Home » Articoli » Live Reviews

0

Keith Jarrett Solo Piano al Teatro dell'Opera di Firenze

Neri Pollastri By

Sign in to view read count
Teatro dell'Opera
Firenze
23.11.2015

Un concerto di Keith Jarrett è sempre un evento, visti la storia e il valore dell'artista e vista anche la leggenda in chiaroscuro del personaggio, noto anche per essere lunatico e iracondo, bisognoso di concentrazione e pronto a lasciare i concerti a metà nel caso di rumori del pubblico.

Se poi Jarrett si presenta in piano solo—il genere di performance per la quale è più universalmente noto per la ineguagliabile diffusione del famoso Köln Concert(1975)—e la data è pure la sola italiana del tour europeo, ecco che l'evento si trasforma inevitabilmente in un'occasione mondana, come ben mostrava la scelta del pubblico presente al concerto: moltissimo quello non fiorentino, abbondante quello straniero, assente in larga misura quello abituale dei concerti jazz locali (anche perché comprensibilmente spaventato dai prezzi, doppi rispetto alla norma perfino nella lontanissima e non sempre acusticamente e visivamente perfetta galleria).

Per mantenere alta la guardia della leggenda, Jarrett aveva fatto distribuire all'ingresso (e rileggere in apertura del concerto) un biglietto di "istruzioni" in due lingue, nel quale si pregava tra l'altro di non fare foto e "non tossire" (sic!). Nonostante (o forse anche grazie a) questo, in platea le aspettative erano tangibilmente alte e si sono poi materializzate in ovazioni e acclamazioni preventive, apertesi non appena il pianista si è manifestato sul palco.

Lo spettacolo è in realtà iniziato solo qualche minuto più tardi, poiché Jarrett ha fatto più volte la spola tra il pianoforte e l'accesso al palco per interloquire con gli organizzatori. La ragione, ha poi spiegato, era un flusso d'aria fredda proveniente dall'alto che lo infastidiva, sulla quale ha alla fine soprasseduto.

Il concerto, diviso in due set, è stato frammentato in molte piccole parti, simile a quello che è stato raccolto nel recente CD Creation (che tuttavia non proviene da un solo concerto) e ben lontano dalle lunghe prolusioni di grandi opere del passato (oltre al concerto di Colonia si può per esempio ricordare lo splendido Vienna Concert, del 1991). Nel primo set -piccola summa dell'arte jarrettiana -solo l'improvvisazione iniziale superava i 6 minuti: un brano complesso, mosaico di ispirazioni di musica contemporanea. A seguire, prima una song compiuta e deliziosa, poi un tambureggiante blues condotto su un riff ossessivo con la mano sinistra, concluso in modo coerente ma forse un po' improvviso. Tant'è che, a sorpresa, il pianista ha ripreso riff e tema per sviluppare brevissimamente (non più di quaranta secondi) un'improvvisazione con la mano destra del tutto diversa dalla precedente, interrompendola in tronco per spiegare che si trattava di un esempio di quel che gli passava ancora per la testa. Di seguito ancora un'altra song, breve e ben riuscita ancorché meno deliziosa della precedente, quindi un nuovo brano d'ispirazione contemporanea e, a concludere il set, ancora una breve improvvisazione a cavallo tra la song e il blues.

Il secondo set è stato forse più "caldo" del precedente e si è avviato con una splendida narrazione ricca di ispirazioni armene (com'è noto Jarrett è un grande conoscitore di Gurdjieff), seguita dal brano forse più entusiasmante del concerto, un blues dalla forte carica ritmica ed emotiva, ricco di variazioni e cambi di velocità. Subito dopo, l'immancabile "incidente": uno spettatore delle prime file viene colto dal pianista a scattare una foto; ne segue una esplicita lamentela, abbastanza lunga e tuttavia fatta senza stizza, ma anzi con ironia ed eleganza ("autorizzo il vicino a dargli una colpo sulla testa!"), dopodiché il concerto è proseguito senza ulteriori problemi con una nuova breve song, un altro blues e infine una delle tipiche narrazioni jarrettiane, ispirate dalla tradizione degli inni religiosi americani tanto cari a Charlie Haden.

Nel tripudio della platea, sono poi seguiti due bis: il primo, come spesso succede, era uno standard, eseguito in modo classico e molto romantico; il secondo invece, quasi a ricongiungersi con l'avvio del concerto, una rapida improvvisazione di stampo contemporaneo.

Tags

comments powered by Disqus

Shop Music & Tickets

Click any of the store links below and you'll support All About Jazz in the process. Learn how.

CD/LP/Track Review
Read more articles
After the Fall

After the Fall

ECM Records
2018

buy
La Fenice

La Fenice

ECM Records
2018

buy
Hamburg '72

Hamburg '72

ECM Records
2015

buy
Keith Jarrett: Creation

Keith Jarrett:...

ECM Records
2015

buy
Creation

Creation

ECM Records
2015

buy

Related Articles

Read Baku Jazz Festival 2018 Live Reviews
Baku Jazz Festival 2018
by Ian Patterson
Published: November 13, 2018
Read Joanna Pascale at Chris' Jazz Cafe Live Reviews
Joanna Pascale at Chris' Jazz Cafe
by Victor L. Schermer
Published: November 13, 2018
Read Moldejazz 2018 Live Reviews
Moldejazz 2018
by Martin Longley
Published: November 10, 2018
Read Nik Bärtsch's Ronin At The Bop Stop Live Reviews
Nik Bärtsch's Ronin At The Bop Stop
by Matt Hooke
Published: November 10, 2018
Read Billy F. Gibbons at the Paramount Live Reviews
Billy F. Gibbons at the Paramount
by Mike Perciaccante
Published: November 10, 2018
Read Tampere Jazz Happening 2018: Warmth for winter Live Reviews
Tampere Jazz Happening 2018: Warmth for winter
by Mike Collins
Published: November 9, 2018
Read "Suoni Per Il Popolo 2018" Live Reviews Suoni Per Il Popolo 2018
by Mike Chamberlain
Published: June 27, 2018
Read "James Mahone at SFJAZZ" Live Reviews James Mahone at SFJAZZ
by Harry S. Pariser
Published: November 26, 2017
Read "Funchal Jazz Festival 2018" Live Reviews Funchal Jazz Festival 2018
by Ian Patterson
Published: July 26, 2018
Read "Lisa Fischer & Grand Baton At Yoshi's" Live Reviews Lisa Fischer & Grand Baton At Yoshi's
by Walter Atkins
Published: March 24, 2018
Read "Nik Bartsch's Ronin at Dazzle" Live Reviews Nik Bartsch's Ronin at Dazzle
by Geoff Anderson
Published: October 31, 2018
Read "Kurt Rosenwinkel at Chris’ Jazz Café" Live Reviews Kurt Rosenwinkel at Chris’ Jazz Café
by Victor L. Schermer
Published: January 2, 2018