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Neil Ardley: Kaleidoscope of Rainbows

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Neil Ardley è uno dei migliori arrangiatori espressi dalla musica jazz inglese negli ultimi quarant’anni. Non ha forse la capacità di essere originale e innovativo come Mike Gibbs, ma certamente sa fondere molto bene le esigenze anche formali della composizione raffinata con l’energia tipica della musica della seconda metà del secolo da poco terminato.

La Dusk Fire ha pubblicato recentemente su CD questo Kaleidoscope of Rainbows che era uscito su vinile nel 1976 e che rappresentava la terza ed ultima parte di una trilogia che comprendeva Greek Variations e A Symphony of Amaranthis usciti rispettivamente nel 1969 e nel 1971. In questo caso la fonte di ispirazione, da un punto di vista più concettuale e strutturale che altro, è la musica balinese e la sua scala di cinque note denominata 'pelog'. Una variazione delle scale pentatoniche che si ritrovano in molta musica delle origini, a cominciare dalla musica africana.

L’altra novità sostanziale rispetto ai due precedenti lavori è l’utilizzo ampio dei sintetizzatori, l’elemento strutturale decisivo che cambiò profondamente la musica, soprattutto nella seconda metà degli anni settanta. In questo caso fortunatamente l’uso è molto intelligente e non toglie ricchezza ritmica e capacità propulsiva, come invece succederà purtroppo in molti altri progetti dell'epoca.

Spesso vengono evocate le tipiche atmosfere elettro-pastorali dei Nucleus, un gruppo che non a caso è presente con molti suoi componenti nell’organico della formazione allargata guidata da Neil Ardley, a cominciare dal leader Ian Carr che si trova spesso in prima fila a guidare i compagni di viaggio con la sua tromba rotonda ed elegante, capace di raccontare storie e di sottolineare con arguzia gli elementi distintivi del tracciato. La ritmica è piena di buona energia e spesso si appoggia su riff ben calibrati che servono come elemento base da sviluppare in funzione propulsiva e allo stesso tempo offrono un punto di appoggio al procedere della scansione armonica.

Il violoncello elettrificato di Paul Buckminster offre suggestioni piene di fascino, per poi passare la palla al resto dell’orchestra che emerge dal clima pensoso lanciando strali di luce variopinta che girano attorno alla nostra mente. L’incedere è spesso classicheggiante al momento dell’esposizione tematica ma poi i brani prendono vita e gli strumenti elettrici danzano spiritati creando uno scenario fantasmagorico sul quale i fiati lanciano assoli sempre ben congeniati e carichi di espressività. In particolare si segnalano Tony Coe e Brian Smith, due dei migliori saxofonisti che operavano all’epoca in Inghilterra. Il chitarrista Ken Shaw è più impegnato ad aggiungere un colore luminoso negli ensemble ritmici che non a spiccare lunghi voli solistici, ma la sua chitarra elettrica è un elemento importante nella ampia paletta timbrica della formazione guidata da Neil Ardley.

Track Listing: 01. Prologue/Rainbow One; 02. Rainbow Two; 03. Rainbow Three; 04. Rainbow Four; 05. Rainbow Five; 06. Rainbow Six; 07. Rainbow Seven/Epilogue.

Personnel: Neil Ardley (conduzione e synth); Bob Bertles (sax e flauto); Paul Buckmaster (violoncello); Ian Carr (tromba e flicorno); Geoff Castle (piano elettrico e synth); Tony Coe (sax tenore e clarinetti); Dave Macrae (piano elettrico e synth); Roger Sellers (batteria); Ken Shaw (chitarra elettrica); Brian Smith (sax e flauto); Roger Sutton (basso); Barbara Thompson (sax e flauto); Trevor Tomkins, (percussioni e vibrafono); Stan Sulzman (sax e flauto); John Taylor (piano elettrico e synth).

Title: Kaleidoscope of Rainbows | Year Released: 2008 | Record Label: Dusk Fire

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