All About Jazz

Home » Articoli » Profiles

7

John Hollenbeck: profilo di artista

Angelo Leonardi By

Sign in to view read count
Trasferitosi a New York va a trovare Brookmeyer per alcune lezioni di perfezionamento, realizzando anche il sogno adolescenziale di suonare nella sua orchestra. "Egli è davvero molto importante per me e per altri arrangiatori—ha detto—Anche se ho acquisito molto dalle sue lezioni, mi è servito di più ascoltare le sue composizioni e provarle con lui."

Nel ruolo di batterista Hollenbeck trova i primi ingaggi, collaborando con varie formazioni per tutti gli anni novanta. Una delle prime è guidata dal trombonista Tim Sessions e lo vede accanto a Randy Brecker, Chris Potter, Kenny Werner (And Another Thing, Episode 1995). Vengono poi incisioni con Patrick Zimmerli, Dan Willis, la Bob Brookmeyer's New Art Orchestra (Celebration, Challenge 1999). Agli inizi del nuovo decennio lo troviamo nel trio di Cuong Vu (Pure e Come Play With Me, Knitting Factory), nel Brass Project di Florian Ross e nei progetti di Matt Moran, Theo Bleckmann, Jim McNeely e Meredith Monk (Mercy, ECM 2002).

Le relazioni con i futuri partner dei suoi progetti sono già nate e tra la fine del 2001 e l'inizio del 2002 Hollenbeck debutta da leader con quattro dischi di piccole formazioni: The Claudia Quintet, esordio di un gruppo dall'identità già definita; l'etnico Quartet Lucy, con le sperimentazioni vocali di Theo Bleckmann in un organico anomalo; Static Still, duo voce- percussioni ancora con Bleckmann e No Images, una raccolta di sue composizioni sperimentali.

Le sue doti di orchestratore trovano sbocco nel 2003 con l'incisione di A Blessing per l'Omnitone, che lo pubblica due anni dopo. Registrato con un ensemble di 18 elementi (tra cui Chris Speed, Dave Ballou, Bleckmann, Kermit Driscoll, Gary Versace) il lavoro evidenzia in pieno le originali concezioni di Hollenbeck. Come scrisse Valerio Prigiotti nella recensione (vedi) "il disco colpisce per il lungo snodarsi delle linee melodiche (...) con temi costruiti su cellule che si sviluppano lente e inesorabili."
Una scrittura sontuosa, palpitante e talvolta drammatica (si vedano gli scontri tra masse sonore che ricordano Graettinger), ricca di variopinti giochi timbrici e articolati flussi ritmici, capace di spaziare da episodi convulsi o collettivi free, a lenti e cantabili sviluppi melodici.

Nasce Il Claudia Quintet

Nel 2004 il Claudia Quintet pubblica un secondo disco (I, Claudia), entrando in relazione stabile con l'etichetta Cuneiform. La formazione era nata come evoluzione del trio Refuseniks, formato l'anno prima col fisarmonicista Ted Reichman e il bassista Reuben Radding. Si esibivano regolarmente in un club dell'East Village di New York (poi conosciuto come Tonic) e una sera incontrarono una splendida ragazza di nome Claudia, che si mostrò elettrizzata dalla loro musica e promise di tornare. Naturalmente, come aveva capito Reuben, non si fece più vedere ma l'incontro colpì Hollenbeck che iniziò a fantasticare su di lei e, quando il trio si sciolse, formò un quintetto col suo nome.

Il batterista ha aggiunto altre ragioni per la scelta del nome, come enfatizzare l'identità collettiva e il percorso musicale essenzialmente scritto ("volevo emulare una pratica tipica dei gruppi da camera, ad esempio The Arditti Quartet").

Nella musica del secondo disco questi aspetti vengono ribaditi in un impressionante percorso di varietà espressiva e stilistica. Si spazia dal concitato groove di "Just Like Him" al minimalismo di "The Cloud of Unknowing," dall'astratto camerismo (con un sorprendente finale swingante) di ..."Can You Get Through This Life with a Good Heart?" all'ipnotico ed evanescente "Arabic" caratterizzato dal lungo assolo di Speed al clarinetto e dall'intenso intervento di Moran al vibrafono). Caratteri analoghi li ritroviamo l'anno seguente in Semi- Formal, con la formazione al servizio della multiforme e visionaria scrittura di Hollenbeck.
Gli assoli sono generalmente brevi e incastonati nella partitura e i brani si susseguono in forma di suite. La ricchezza di elementi e riferimenti porta i critici ad abbandonare ogni tentativo di classificazione ("The Claudia Quintet is a truly unclassifiable ensemble (...) truly sounds like no other working" scrive Troy Collins sulla webzine One Final Note).

Nel frattempo il valore di Hollembeck, anche come batterista, inizia a essere maggiormente apprezzato dai colleghi. Tra le molte cose presenti in discografia ricordiamo la collaborazione con Satoko Fujii e Natsuki Tamura nei due progetti Junk Box e Cloudy Then Sunny (Libra, 2006 e 2008), quella col chitarrista Scott Fields ( Beckett, Clean Feed, 2006) e il coinvolgimento nell'eclettico progetto del trombonista Curtis Hasselbring The New Mellow Edwards (Skirl, 2006), seguito tre anni dopo da Big Choantza (Skirl, 2009).

Tags

Listen

Watch

comments powered by Disqus

Shop for Music

Start your music shopping from All About Jazz and you'll support us in the process. Learn how.

Album Reviews
Year in Review
Album Reviews
Live Reviews
Album Reviews
Profiles
Interviews
Extended Analysis
Album Reviews
Extended Analysis
Album Reviews
Extended Analysis
Read more articles
Mix of Sun and Clouds

Mix of Sun and Clouds

Yolk Records
2017

buy
Super Petite

Super Petite

Cuneiform Records
2016

buy
J.A.S.S.

J.A.S.S.

Yolk Records
2014

buy
Jass

Jass

Yolk Records
2014

buy
John Hollenbeck: Songs I Like a Lot

John Hollenbeck:...

Sunnyside Records
2013

buy
September

September

Cuneiform Records
2013

buy

Related Articles

Read Jeff Chambers' Chosen Alternative: The Therapies of Tijuana Profiles
Jeff Chambers' Chosen Alternative: The Therapies of Tijuana
By Arthur R George
May 31, 2019
Read Omar Sosa: Building Bridges Not Walls Profiles
Omar Sosa: Building Bridges Not Walls
By Duncan Heining
May 2, 2019
Read Unforgettable: Nat King Cole at 100 Profiles
Unforgettable: Nat King Cole at 100
By Peter Coclanis
March 17, 2019
Read Robert Lewis Heads the Charleston's Jazz Orchestra Profiles
Robert Lewis Heads the Charleston's Jazz Orchestra
By Rob Rosenblum
January 27, 2019
Read The Complete Jan Akkerman: Focusing on a Life's Work Profiles
The Complete Jan Akkerman: Focusing on a Life's Work
By John Kelman
November 24, 2018