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Heiner Stadler: Jazz Alchemy

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Può capitare che un CD impieghi anche tredici anni per arrivare sui nostri tavoli, oltre tutto racchiudendo musica che a sua volta, di anni di distanza dall'incisione, ne ha macinati parecchi di più. È quanto accade con questo Jazz Alchemy (che già il titolo...), lavoro assolutamente particolare - al di là degli accadimenti di cui sopra - che merita di essere raccontato nel dettaglio.

Ne è responsabile il compositore Heiner Stadler, tedesco di nascita (1942) ma attivo a New York dal 1965, quindi in un periodo in cui la scena - come si dice - pullulava non poco. Al 1976 risale la prima versione, ovviamente in vinile, di questo lavoro, con dentro una sezione in duo (Cryspell/Workman, meno di dieci minuti) datata 9 luglio 1974 e una in trio (McGhee/Davis/Brake, quaranta minuti) del 13 agosto 1975. L'attuale versione in CD - pubblicata per la Labor Records, nel frattempo fondata da Stadler - vi aggiunge tre brani in piano solo (poco meno di venti minuti) registrati il 14 luglio 1988.

Tutto questo composito materiale viene dunque "ricomposto" secondo una diversa consecutio, che evidentemente risponde alle nuove esigenze dell'autore. L'affresco-puzzle che viene in tal modo a delinearsi salvaguarda, indipendentemente dal disegno compositivo globale (la struttura), tutte le differenze del caso, generando un ascolto certamente gratificante, anche se, forse, dopo un po' vi si coglie un minimo di rigidità, proprio in virtù del fatto che le varie anime dell'album mantengono ciascuna una sua precisa identità.

I brani in trio si muovono così in bilico fra un dialogare di marca free e una maggiore asciuttezza, e astrazione, a testimonianza di quanto accaduto subito dopo, con particolare attenzione alla componente timbrica (e un McGhee qua e là impegnato su due trombe simultaneamente). Il duo piano/contrabbasso non si discosta troppo, nella sostanza, da tale linea (la fase storica, del resto, è la stessa), mentre i tre episodi solitari con protagonista Joshua Pierce denotano un approccio più nervoso, non esente da piuttosto evidenti inflessioni classico-contemporanee.

Nel complesso, si avverte una felicissima convivenza tra vivacità timbrico-dinamica e aplomb, nel senso di dominio della materia sonora, senza concitazione né approssimazioni strutturali. La mano di un compositore/demiurgo/metteur-en-scène come Stadler fa sentire quindi tutto il suo peso.

Track Listing: 01. Jazz Alchemy: Still Bebop; 02. Three Problems (duo version 2); 03. Jazz Alchemy: The Nod; 04. Three Problems (solo version 1); 05. Jazz Alchemy: Out-Rock; 06. Jazz Alchemy: Self-portrait; 07. Three Problems (solo version 2); 08. Jazz Alchemy: Brooding; 09. Three Problems (duo version 1); 10. Jazz Alchemy: Latin Gretchen; 11. Three Problems (solo version 3).

Personnel: Charles McGhee (tromba), Richard Davis (contrabbasso), Brian Brake (batteria) in 01, 03, 05, 06, 08, 10; Marilyn Crispell (pianoforte), Reggie Workman (contrabbasso) in 02 e 09; Joshua Pierce (pianoforte) in 04, 07, 11.

Title: Jazz Alchemy | Year Released: 2013 | Record Label: Labor Records

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