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Rez Abbasi Acoustic Quartet: Intents and Purposes

Mario Calvitti By

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Rileggere alcuni dei classici del jazz-rock elettrico anni '70 secondo una prospettiva acustica potrebbe sembrare una scommessa decisamente azzardata per molti. Non per il chitarrista di origine pakistana Rez Abbasi, che alla guida di un quartetto acustico completato dal vibrafono di Bill Ware e dalla sezione ritmica formata dal contrabbassista Stephan Crump e dal batterista Eric McPherson ne propone la sua personale rilettura in questo Intents and Purposes, secondo disco del quartetto dopo Natural Selection del 2010.

Gli otto brani scelti per l'operazione fanno parte del repertorio di nomi storici del jazz-rock come Weather Report, Return to Forever, Mahavishnu Orchestra, Headhunters, Eleventh House, Tony Williams Lifetime, Billy Cobham e Pat Martino, tutti caratterizzati nell'originale dal pesante ricorso agli strumenti elettrici (e in particolare la chitarra, presente in sei degli otto brani selezionati) che all'epoca avevano alienato la maggior parte della critica più tradizionalista, provocando innumerevoli discussioni sull'appartenenza o meno di questa musica al mondo del jazz. In realtà quella del jazz-rock fu una stagione molto breve, e tutti i protagonisti sopra citati cambiarono presto rotta, chi tornando verso ambiti più tradizionali, chi proseguendo una propria ricerca personale su altri binari, lasciando il campo alla sopravvenuta fusion, che non rappresenta un'evoluzione del jazz-rock (anche se proprio i Weather Report ne furono uno dei primi e più importanti esponenti), e a una serie di epigoni presto dimenticati.

Il lavoro di Abbasi è dunque un'occasione per riscoprire, e magari rivalutare, un pezzo importante della musica di quegli anni, giudicata troppo spesso superficialmente e frettolosamente. Il chitarrista non cerca un improbabile confronto con i suoi colleghi degli originali, ma dà un'interpretazione particolare dei brani, spogliandoli dai timbri elettrici e restituendone il distillato della pura essenza musicale, dimostrando nello stesso tempo la legittimità delle loro pretese di appartenenza al mondo del jazz. Abbasi è musicista sensibile e raffinato, autore qui di un'ottima prova, e ben coadiuvato dai partner, in particolare dal vibrafonista Bill Ware, che col suo strumento fornisce uno sfondo timbrico originale alla chitarra del leader. Spicca il contrasto tra il fraseggio sommesso e intimista di queste versioni con l'approccio energico e fracassone degli originali, ma in fondo è la conferma che in musica (e particolarmente nel jazz) è la personalità dell'interprete che dà l'impronta finale alla composizione.

Sicuramente un album da ascoltare e un artista da seguire, e una buona opportunità per (ri)avvicinarsi con maggior spirito critico a un genere considerato spesso marginale, ma che ha numerosi ottimi lavori al suo attivo.

Track Listing: Black Market; Butterfly; Joyous Lake; Resolution; Medieval Overture; Red Baron; Low-Lee-Tha; There Comes a Time.

Personnel: Rez Abbasi: chitarra acustica, baritono e fretless; Bill Ware: vibrafono; Stephan Crump: contrabbasso; Eric McPherson: batteria.

Title: Intents and Purposes | Year Released: 2015 | Record Label: Enja Records

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