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Larry Young: In Paris: The ORTF Recordings

Maurizio Comandini By

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Ogni tanto gli archivi sparsi nel nostro pianeta si aprono per regalare belle e rare emozioni agli attenti cittadini del mondo della musica. Non è cosa così semplice come potrebbe apparire superficialmente: per trovare questi tesori nascosti serve anche l'energia di un gruppo di persone che si appassiona e si mette a caccia delle cose nascoste nelle pieghe del tempo e della storia. In questo caso l'archivio è quello della radio e televisione francese (ORTF) e il manipolo di appassionati esploratori è guidato dal produttore Zev Feldman della Resonance Records.

La musica che viene presentata in questo doppio CD (disponibile anche la versione in due LP) arriva dagli ultimissimi mesi del 1964 e dalle settimane successive, fino a febbraio 1965. Ripresa negli studi di registrazione della radio francese e, per due lunghi brani, anche dal vivo in un locale parigino, abbiamo quasi 110 minuti di musica che vede protagonista il grandissimo organista Larry Young, uno degli eroi dimenticati della musica della seconda metà del secolo scorso. Un vero e proprio gigante che ha lasciato il segno con i suoi album per la Blue Note, sia come leader che come sideman (per esempio a fianco del chitarrista Grant Green), e soprattutto per la sua significativa partecipazione al gruppo Tony Williams Lifetime che ha cambiato decisamente la storia della musica moderna. Senza dimenticare che Larry Young è anche uno dei cavalieri immortali che hanno partecipato alla registrazione del capolavoro assoluto della musica moderna, quel Bitches Brew che Miles Davis registrò a New York nell'agosto del 1969.

In queste incisioni parigine Larry Young è raramente leader ma la sua presenza carismatica, anche come sideman, lo vede comunque assoluto protagonista di una musica affascinante che ascoltiamo per la prima volta, se si eccettua la trasmissione radiofonica che venne effettuata all'epoca. Ci troviamo sostanzialmente alle prese con tre gruppi: quello più presente in queste registrazioni è il quartetto guidato da Nathan Davis, un saxofonista decisamente coltraniano della prima ora, grande amico di Eric Dolphy. Completano il quartetto il trombettista Woody Shaw, all'epoca giovanissimo, e il batterista Billy Brooks. Young, Shaw e Brooks erano tutti e tre di Newark ed erano amici fin da ragazzi. Fu proprio Woody Shaw, chiamato a Parigi da Nathan Davis per una lunga residenza al suo fianco, anche su segnalazione di Eric Dolphy, a chiedere al suo mentore di fare arrivare in Europa anche Young e Brooks. Un po' per vincere la nostalgia di casa, un po' perché con loro si trovava magnificamente anche da un punto di vista artistico.

Quella raccomandazione per il giovanissimo trombettista Woody Shaw, Eric Dolphy l'aveva fatta a Nathan Davis pochi giorni prima di trasferirsi momentaneamente (quello per lo meno era il piano) da Parigi a Berlino dove inopinatamente morì all'improvviso, anche a seguito della leggerezza dei medici tedeschi che scambiarono per overdose quella che invece era una forma molto grave di insufficienza renale collegata ad una forma molto aggressiva di diabete. In qualche modo si potrebbe pensare che il quartetto di Nathan Davis che vediamo all'opera in queste registrazioni parigine sarebbe potuto essere il gruppo di Eric Dolphy, se lo stesso non avesse lasciato inaspettatamente il pianeta a soli 36 anni.

Continuando con la disamina del contenuto di questi due CD, oltre ai quattro brani affidati al quartetto di Nathan Davis (due dei quali sono stati registrati dal vivo a La Locomotive di Parigi), abbiamo tre brani affidati ad una formazione allargata denominata "Jazz aux Champs-Élysées All-Stars" che comprende, oltre a Larry Young, Nathan Davis e Woody Shaw anche il pianista Jack Diéval (che fungeva anche da produttore del programma radiofonico per il quale era stata messa assieme questa formazione), il saxofonista Jean-Claude Fohrenbach, il trombettista giamaicano Sonny Grey, il percussionista francese Jacky Bamboo, nato nella lontana isola di Guadalupa, e il batterista italiano Franco Manzecchi.

A completare il programma abbiamo un paio di brani in trio con Larry Young leader incontrastato, accompagnato solo da Manzecchi e da Bamboo. Nell'ultimissimo brano del doppio CD Larry Young è al pianoforte invece che all'organo e con lui troviamo Manzecchi e il bassista Jacques B. Hess. In trio eseguono un bel blues, con tocchi che ricordano anche Bud Powell. Il titolo del brano, probabilmente improvvisato in studio, è "Larry's Blues."

In questi dieci brani Larry Young è sempre lucidissimo, stimolante e creativo: il suono del suo organo è piuttosto lontano da quello dei maestri dell'epoca, guidati da Jimmy Smith. Maestri che Young non disconosce affatto. Ma il suo tocco è meno percussivo, il suo suono è più spazioso, il fraseggio è più elegante e fantasioso. Allo stesso tempo le sue linee trasudano di energia, di ricerca, di curiosità. I suoi studi a Newark, città ghetto appena fuori da New York, lo avevano portato a conoscere l'insegnante di piano Olga Von Till, americana di origine ungherese e a sua volta allieva di Bela Bartok, Erno Dohnanyi e Zoltan Kodaly coi quali aveva studiato alla Lizst Academy di Budapest nel periodo della prima guerra mondiale.

La Von Till, rientrata negli Stati Uniti alla fine del conflitto, divenne affermata insegnante di pianoforte e negli anni cinquanta prese sotto la sua ala protettiva, ma anche energica ed esigente, il giovanissimo Larry Young (figlio di un organista che si chiamava a sua volta Larry Young, sr.) e gli diede lezioni di pianoforte, aprendogli le porte della percezione armonica verso gli accordi costruiti sulle quarte invece che sulle terze. Questa mossa sarà decisiva per la crescita di Young. La stessa insegnante ha avuto come allievo anche Bill Evans, tanto per citare un musicista che, come Larry Young, ha fatto la storia. Se ascoltate i suoi "Blue in Green" e "Peace Piece" avrete una immediata percezione di come l'armonia tipicamente sospesa di questi accordi definiti anche modali possa portare a veri e propri capolavori del jazz moderno.

Nei primi anni sessanta l'altro tastierista che utilizzava l'armonia modale (basata sull'intervallo di quarta) era McCoy Tyner che era arrivato a questa scelta dopo avere molto ascoltato e approfondito i compositori europei Ravel e Debussy. Sicuramente Larry Young è stato il primo a trasportare queste raffinate armonie nel mondo dell'organo Hammond e lo ha fatto con tutta la fantasia e la creatività che si ritrovava ad avere. Non è per caso che molti musicisti che lo hanno conosciuto da vicino paragonino il suo ruolo a quello avuto da Jimi Hendrix con la sua chitarra. Non a caso i due si sono frequentati e una lunga jam denominata semplicemente "Young/Hendrix" è stata pubblicata nell'album Nine to the Universe, nel 1980, dieci anni dopo la morte di Jimi (avvenuta nel 1970, a soli 27 anni) e due anni dopo la morte di Larry Young (avvenuta nel 1978, a soli 38 anni).

Il repertorio vede alternarsi brani firmati da Nathan Davis, da Larry Young, da Woody Shaw e da Jack Diéval: in questo caso sono sostanzialmente riff di derivazione blues che reggono le jam session piuttosto ben strutturate eseguite dalla formazione allargata. Per chiudere il cerchio troviamo uno standard come "Mean to Me" (scritto da Fred Ahlert e Roy Turk, già nel repertorio di Ella Fitzgerald e tanti altri) e il bellissimo "Black Nile" di Wayne Shorter. Cinque brani superano abbondantemente i dieci minuti di lunghezza arrivando anche agli oltre venti minuti di "Zoltan," un bel tema scritto da Shaw, dedicato a Zoltan Kodaly.

Un meritatissimo plauso va alla produzione: la musica è registrata ottimamente, il libretto è fantastico, ricco di informazioni e di bellissime interviste a John McLaughlin, John Medeski, Bill Laswell, Nathan Davis, ai figli di Larry Young e di Woody Shaw e ad altri. Le foto di Francis Wolff sono ormai dei classici della fotografia associata al jazz.

Track Listing: (CD1) Trane Of Thought; Talkin' About J.C.; Mean To Me; La Valse Grise; Discothèque. (CD2) Luny Tune; Beyond All Limits; Black Nile; Zoltan; Larry's Blues.

Personnel: Larry Young : organ, piano; Woody Shaw: trumpet; Nathan Davis: tenor saxophone; Billy Brooks: drums; Jack Diéval: piano; Jean-Claude Fohrenbach: tenor saxophone; Jacques B. Hess; bass; Franco Manzecchi: drums; Sonny Grey: trumpet; Jacky Bamboo: percussion.

Title: In Paris: The ORTF Recordings | Year Released: 2016 | Record Label: Resonance Records

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