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Joshua Trinidad: In November

Alberto Bazzurro By

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Settimo album a nome del trentaquattrenne trombettista di origine messicana (in realtà è nato e vive a Denver) Joshua Trinidad, inciso in Norvegia nel novembre 2015 con musicisti appunto norvegesi (che peraltro collaborano con lui da tempo). Una certa sonorità nordica, controllata, parsimoniosa, evocativa, sta in effetti alla base del disco, che tuttavia è contrassegnato da un lirismo in qualche misura più esplicito, che sembra tradire in qualche sua piega più o meno recondita le origini di Trinidad, la cui tromba attraversa ognuno degli undici pezzi che compongono il lavoro (tutti a firma collettiva) da indiscussa protagonista, pur non dando mai l'idea, proprio per l'humus di cui la musica è intrisa, di strafare: è un riflesso naturale della particolare formazione, anche se è innegabile che la misura con cui chitarra e batteria ne sostengono l'eloquio sia in questo senso fondamentale per determinarne tono e, in fondo, struttura.

Non ci sono particolari voli pindarici, e anche il clima riconferma brano dopo brano temperature abbastanza univoche. Trinidad, i cui principali mentori in patria sono stati Hugh Ragin e Ron Miles, ha del resto dichiarato: "Sono cresciuto ascoltando Miles Davis e Lee Morgan, dopo di che, intorno ai vent'anni, ho scoperto Arturo Sandoval, Jon Hassell e alcuni altri trombettisti contemporanei come Cuong Vu, Erik Truffaz e soprattutto Nils Petter Molvaer." E ancora: "Negli Stati Uniti l'approccio alla tromba è molto machista. Questa idea che suonare più velocemente e più forte definisca la qualità di un trombettista mi risulta insopportabile, neanche si trattasse di una competizione sportiva. Quando ho scoperto la musica in Norvegia, mi sono reso conto che non era così ovunque e da questo modo diverso di vivere lo strumento mi sono sentito estremamente attratto."

Abbiamo già detto tutto, di fatto, sul musicista e su questo suo ultimo lavoro in particolare. Rimane da sottolineare come non manchino ovviamente saliscendi climatici, all'interno dell'album e dei singoli brani, pur prevalendo la componente lirico-contemplativa, un'eleganza quasi aristocratica che magari va qua e là a braccetto con qualche eccesso di ripetitività (di climi, situazioni) e staticità. Lavoro, sia quel che sia, affascinante, solido e rigoroso.

Track Listing: Bedside; Bell (Hymn); Bell (Lullaby); Feathers; Giske; In November; Kin; Morning Flight; Poem; The Attic; Torreon.

Personnel: Joshua Trinidad: trumpet; Jacob Young: guitar; Ståle Liavik Solber: drums, percussion.

Title: In November | Year Released: 2018 | Record Label: RareNoiseRecords

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