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Il moto multiplo di Craig Taborn

Giuseppe Segala By

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AAJ: Tra le tue collaborazioni, ci sono incontri importanti con musicisti di grande personalità: ci vuoi parlare del tuo lavoro con Roscoe Mitchell? Come ti ha influenzato la ricerca della AACM?

CT: Fin dall'età di dodici o tredici anni ho ascoltato la musica di molti compositori AACM. Le note di copertina e la grafica di alcuni dischi di Anthony Braxton accendevano realmente la mia immaginazione e cambiarono il mio modo di pensare su come la musica può essere. Quindi ritengo la musica di molti artisti dell'AACM un'influenza primaria.
Ho iniziato a lavorare con Roscoe Mitchell vent'anni fa ed è stata una delle esperienze più importanti della mia vita. Ho imparato e continuo a imparare tanto dal suo esempio e dal suo approccio. Questa influenza ha avuto un effetto su tutto quello che ho fatto finora.

AAJ: Sei stato influenzato anche da musicisti con cui non hai collaborato. Puoi dirci dell'influenza di Cecil Taylor? E di Sun Ra?

CT: Quella di Cecil Taylor è stata un'influenza precoce e costante; ha davvero cambiato o ampliato ciò che ho pensato fosse possibile fare su un pianoforte, facendomi capire come il pianoforte possa funzionare in qualsiasi contesto.
L'esempio di Sun Ra attraverso la storia della musica e in tanti contesti (musica elettronica, composizione, improvvisazione, direzione, miti, connessione ai vecchi maestri...) è così pervasivo che non mi spiego perché non sia considerato accanto a Duke Ellington come uno dei Maestri assoluti della musica. La coerenza e la persistenza della sua filosofia sono la prova della sua solidità.

AAJ: È evidente che il tuo approccio al pianoforte sia fortemente caratterizzato da una forma di contrappunto spontaneo. Nel tuo lavoro con Tim Berne, per esempio, ciò diventa chiaro nella connessione tra il tuo pianoforte e la batteria di Tom Rainey. Puoi dirci di più su questo aspetto del tuo approccio?

CT: Ho sempre avuto un interesse per il contrappunto, o in senso più ampio per il "moto multiplo." Mi appassiona l'idea di identità musicali distinte che operano nello stesso campo. Può essere nella sfera melodica o ritmica o timbrica, ma mi piace identificare elementi separati e lavorare con questi. Così con Hard Cell, ad esempio, ero sempre interessato a esplorare al massimo questo aspetto, anche se c'erano solo tre strumenti. Ho affiancato l'elettronica (e in seguito il pianoforte) al talento e alla consapevolezza che Tom ha della complessità ritmica, per vedere fino a dove potevamo arrivare nello sviluppare moltepliciti identità nell'ambito delle nostre improvvisazioni. Questo era reso possibile dal modo in cui Tim Berne scriveva per quel gruppo, spesso con tre o quattro parti separate.

AAJ: Gerald Cleaver, Tyshawn Sorey, Dave King, Ches Smith: altre personalità della batteria con cui hai suonato, anche in modo continuo. Come vedi il tuo rapporto con la batteria? In quali modi ti rapporti a personalità così differenti?

CT: Per me è essenziale avere un batterista che padroneggi molti stili, ma che sia anche consapevole del contesto musicale e capace di investire la propria creatività in maniera totale e in ogni contesto. Guardando al tuo elenco, una cosa che emerge chiaramente è che sono tutti batteristi fantastici ed estremamente originali, che sono anche, prevalentemente, compositori e bandleader. Quindi nessuno di loro è un mero gregario. Penso che questo sia essenziale. Hanno un punto di vista creativo e si relazonano con la musica primariamente come compositori, quindi le loro scelte sono dettate dalla logica di un compositore e non di un batterista. Dan Weiss e molti altri dovrebbero essere aggiunti a quella lista!

AAJ: Un batterista fondamentale, con il quale hai suonato, è Paul Motian. Puoi dirci qualcosa sul tuo rapporto con il suo stile unico?

CT: Paul è uno dei batteristi più influenti in assoluto. Il suo approccio, tanto impregnato di essenza musicale -melodia e suono -era veramente rivoluzionario. Suonare con lui è stato per me un'altra tappa fondamentale per la mia crescita. Suonando con lui rimanevo sempre sorpreso da come il suo intervento alterasse radicalmente quello che stavo suonando. Paul era così per me.

AAJ: Qual è il tuo approccio nell'integrare tastiere e chitarre, cosa che hai sviluppato in modo intenso con Marc Ducret in Science Friction di Tim Berne e con David Torn in Prezens?

CT: Per quei progetti non ho scritto musica. In Science Friction la musica è di Tim e Prezens è musica di gruppo, "composta da" David Torn. Ma per rispondere alla tua domanda, penso che l'integrazione dell'elettronica con la chitarra è qualcosa che viene dal coinvolgimento e dalla comprensione del suono. Molti chitarristi sono fortemente concentrati sul loro timbro e sul loro suono e fanno musica partendo da quello. Così la comprensione del sound dei chitarristi è la chiave per suonare con loro, più delle note. Sia Marc Ducret che David Torn provengono da uno spazio sonoro molto avanzato in ogni senso, quindi suonare con loro è più come avere a che fare con due sound designer.

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