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Il 2016 in rassegna

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Se nel 2016 il Guardian si è chiesto se il jazz stava entrando in una nuova età aurea ci sarà una ragione. In una confluenza di artisti affermati e nuove promesse, la vitalità dimostrata dalla musica che amiamo è rassicurante, e il mercato discografico lo conferma. La millantata "crisi del CD" continua ma il rinnovato interesse per il vinile, i cui profitti nel Regno Unito nel mese di dicembre, tanto per fare un esempio, hanno superato per la prima volta quelli generati dalle vendite di musica in streaming o downlaoad, ha portato una ventata di speranza in un mercato super-saturo in cui la quantità di dischi di altissimo livello è numericamente senza precedenti.

Diventa sempre più difficile quindi orientarsi in questo maelstrom musicale. Dovendo per motivi professionali ascoltare quantitativi sempre crescenti di dischi e concerti, come di consueto, offriamo ai nostri lettori un promemoria dei dischi e progetti che ci hanno colpito maggiormente negli ultimi 12 mesi.

Anche questa volta non vogliamo incoronare nessun disco nè artista come "il migliore dell'anno." Ci è sempre parso arbitrario, e pure un po' ridicolo, farlo. Vista la già citata quantità di bella musica in circolazione, oggi più che mai. Alla fine dei conti si rischia di incoraggiare un circolo vizioso che sa tanto di campagna elettorale, con tanto di propaganda e fumosi specchietti per le allodole, in cui l'unico beneficio del titolo di disco o artista dell'anno diventa una riga in più nel curriculum del musicista di turno che sposta poco o niente a livello di ingaggi e vendite di dischi.

Quelle che seguono sono quindi liste puramente soggettive dei nostri redattori, stilate senza nessuna altra considerazione se non il piacere personale suscitato dagli ascolti accumulati negli ultimi mesi. Una specie di diario di viaggio nel mondo del jazz targato 2016. Cliccando i nomi dei redattori qui di seguito avrete accesso alle varie liste individuali: Vic Albani; Alberto Bazzurro; Enrico Bettinello; Claudio Bonomi; Luca Canini; Libero Farnè; Ludovico Granvassu; Angelo Leonardi; Paolo Peviani; Neri Pollastri; Vincenzo Roggero; Giuseppe Segala; Luca Vitali; Maurizio Zerbo.

Per i più pigri, in calce il consuntivo, in ordine decrescente, con i CD che hanno ottenuto i maggiori consensi. Anche quest'anno tra gli stranieri Henry Threadgill e Steve Lehman (scuderia Pi Recordings) sugli scudi. Tra i musicisti o progetti "made in Italy" Cristiano Calcagnile e Hobby Horse interrompono per un attimo l'egemonia di Franco D'Andrea che continua comunque a godere dell'attenzione dei nostri redattori, tuttavia sparsa su più di un CD da lui pubblicato lo scorso anno.

E non dimenticate i nostri CD della settimana che potete trovare cliccando qui (e già che ci siete, se siete curiosi, eccovi pure le liste che avevamo stilato nel 2014 e 2015).

Henry Threadgill Ensemble Double Up
Old Locks and Irregulars Verbs
(Pi Recordings)

Steve Lehman
Sélébéyone
(Pi Recordings)

Cristiano Calcagnile
Multikulti Cherry On
(Caligola Records)

Hobby Horse
Rocketdine
(Parco della Musica Records)

Nels Cline
Lovers
(Blue Note Records)

Rob Mazurek & São Paulo Underground
Cantos Invisiveis
(Cuneiform Records)

Aruán Ortiz
Hidden Voices
(Intakt Records)

Emanuele Parrini
The Blessed Prince
(Long Song Records)

Wadada Leo Smith
America's National Parks
(Cuneiform Records)
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