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I Nuovi Protagonisti dell'Orchestrazione - 1: Darcy James Argue - Ryan Truesdell - Orrin Evans

Angelo Leonardi By

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L'album è stato analizzato in numerosi articoli presenti sul web e ci limiteremo quindi all'essenziale. Inciso con un'orchestra di 32 elementi (a ci si aggiunge una differente cantante in tre brani) offre in primo luogo un'incisione di alta qualità effettuata in studio, opportunità che le orchestre di Gil Evans ebbero di rado. Una di queste è legata all'album The Individualism of Gil Evans (Verve, 1964) di cui Truesdell è un grande estimatore. Quell'ammaliante disegno impressionista combinava armonie dissonanti, impasti raffinati e un fondale in lenta espansione dalle coloriture gravi. Alcune partiture di Centennial sono legate a quel disco e offrono le massime suggestioni dell'album.
La prima viene da "Punjab," il brano d'apertura che Evans aveva progettato ma non finì di comporre. La partitura non conteneva indicazioni sul tempo d'esecuzione e pochi cenni sul lavoro ritmico. Truesdell ha avuto l'opportunità di ascoltare i nastri delle prove presso gli archivi dell'Universal rendendosi conto delle intenzioni di Gil. Ha scelto quindi di aggiungere una preminente parte ritmica con la tabla di Dan Weiss ottenendo un risultato magnifico, in coerente relazione con le parti orchestrali di sapore orientale.
Per quanto "Barbara Song" e la medley "Waltz/Variation on the Misery/So Long" il discorso è diverso. Gil Evans aggiornava continuamente le sue orchestrazioni e fece la stessa cosa per un concerto del 1971 al festival jazz di Berlino, raggruppando una vera dream band di 24 elementi (quasi il doppio rispetto alle formazioni che incisero The Individualism) con ospiti come Steve Lacy e Karl Berger.
"Con questi due arrangiamenti per ampio organico -ha detto Truesdell-Gil ha fortemente ampliato, rispetto a quanto conoscevamo dalla precedenti incisioni e sviluppato ulteriormente questi brani in termini di forma, armonia e ritmo. (...) Ho sentito che questi brani fossero essenziali in questa nuova riscoperta del mondo di Gil." Nei due brani l'originalità timbrica di Gil è riproposta in forma avvincente in relazione ai solisti: il vibrafonista Joe Locke, i sassofonistiSteve Wilson e Donny McCaslin e il trombonista Marshall Gilkes.
Gli altri brani del disco ripropongono inedite partiture evansiane scritte negli anni quaranta/cinquanta sia per l'orchestra di Claude Thornill che per dimenticate incisioni, come quella con la cantante Lucy Reed (riproposta nella deliziosa versione di "Smoking My Sad Cigarette" con la voce di Kate McGarry -clicca qui per ascoltarlo.

Altra gemma è la partitura di "Maids of Cadiz," scritta per Thornill sette anni prima di apparire in Miles Ahead, che evidenzia quanto il genio di Evans fosse già maturo in quegli anni. L'attività di Ryan Truesdell svela doti di sofisticato orchestratore ed è sorretta da un sincero entusiasmo per l'opera di Gil. Ha avuto modo di esplicarsi in vari concerti dal vivo anche fuori New York, come Umbria Jazz, presentando nuove partiture come "Time of the Barracudas/Spoonful" -clicca qui per ascoltarlo.
Tra le ultime esibizioni del Gil Evans Project ricordiamo le recenti al Village Vanguard e al Jazz Standard di New York nel giorno della nascita dell' arrangiatore, il 13 maggio. Per i primi mesi del 2015 è attesa l'uscita del nuovo disco Gil Evans Project: Live at the Jazz Standard che sarà pubblicato dalla Blue Note/ArtistShare.



ORRIN EVANS CAPTAIN BLACK BIG BAND

Quattro anni fa, quasi in parallelo ai progetti di Argue e Truesdell, prende vita una nuova formazione orchestrale attorno alla figura del trentacinquenne Orrin Evans. Il pianista e compositore afroamericano dichiara modestamente di esserne solo il catalizzatore ma ha evidenziato statura di leader e avanzate doti d'orchestratore nel primo album dell'orchestra, Captain Black Big Band (Posi-Tone, 2011) e nel successivo Mother's Touch (Posi-Tone, 2014). Grazie a questi lavori la formazione è stata votata prima big band emergente nel referendum 2013 della critica di Down Beat e quarta nella sezione principale del critics poll 2014.
Nato a Trenton (New Jersey) e cresciuto a Philadelphia, Orrin Evans ha frequentato la Rutgers University, perfezionando la sua preparazione con Kenny Barron e JoAnne Brackeen. Trasferitosi a New York nel 1996 è stato subito scritturato da Bobby Watson ed ha poi collaborato con artisti e formazioni di primo piano: da Ralph Peterson alla Mingus Big Band, da Wallace Roney a Pharoah Sanders, Branford Marsalis e altri. Parallelamente a queste collaborazioni ha iniziato a guidare piccole formazioni, stabilendo un lungo rapporto con l'etichetta Criss Cross.

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