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Theo Bleckman: Hello Earth! – The Music of Kate Bush

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Ci vuole il coraggio dei leoni oppure la sfrontatezza dell'animo giovanile per tentare grandi imprese. Forte del successo del momento e sorretto da ciò che resta degli anni giovanili veri e propri (è nato nel 1966, non proprio l'altro ieri), il tedesco Theo Bleckman (sempre più apprezzato dall'altra parte dell'oceano, ove peraltro vive) approda al suo ottavo lavoro per Stefan Winter, sciogliendo i lacci della paura per andare a incontrare un mondo vocale davvero unico nel panorama contemporaneo, quale quello dell'immensa Kate Bush, eroina pop britannica pressoché sconosciuta dalle generazioni post '90 anche perché - a un certo punto della sua carriera - decise di abbandonare le scene per dedicarsi a fare la mamma e guardare dall'alto il mefitico mondo musicale che stava nascendo dai terribili anni Ottanta.

Bleckman lo fa con educazione e delicatezza, lasciando giusto dietro l'angolo le interessanti sperimentazioni vocali che comunque lo contraddistinguono nel panorama moderno del particolare uso della "voce," e tentando di verificare attraverso le proprie lenti il profondissimo universo concettuale della straordinaria musicista di Bexleyheath, piccolo centro della cintura suburbana londinese già in odor di Kent. Tanti anni fa, riuscii io stesso a chiamarlo "fattore K" (sta per Kate non per Kent!) perché in qualche modo non c'era davvero nulla di simile sul pianeta musica.

È ovvio che l'impresa sia davvero tale, per certi versi titanica poiché è semplicemente impossibile entrare anche in punta di piedi in un mondo così unico e peculiare come quello di Kate Bush. Sono pertanto ovviamente soltanto alcuni i capisaldi sviscerati. Primo fra tutti quello tematico e fondamentalmente teatrale di alcune composizioni-simbolo del primo decennio di attività della cantante. La re-interpretazione è altrettanto ovviamente personale e l'operazione - alla fine - risulta giocata con gusto e rispetto. Ornamenti e parti collaterali sono operazione sostanziale e corretta, restituendo la sostanza e l'essenza delle geniali partiture originali.

Non andrei però troppo oltre. Bleckman dimostra intelligenza e onnivoracità, passando dall'onesto lavoro con i Kneebody dedicato a Charles Ives all'omaggio riverberante alla poesia di Emily Dickinson, dalle importanti collaborazioni in duo con John Hollenbeck, Kirk Nurock, Sissel Vera Pettersen, Ben Monder o Fumio Yusada per approdare infine a questo lavoro decisamente pericoloso perché va a toccare le sfere davvero difficili del già citato "fattore K": Se affrontare ad esempio un omaggio ai Beatles può essere pericoloso per un certo verso, qui l'insidia è forse doppia, perché c'è anche una parte "tecnica" da non sottovalutare.

Ovvio che quello che resta in superficie è la piacevolezza dell'ascolto e che, proprio perché si tratta di un omaggio, non permette parallelismi di alcun genere. Qualche divertito recensore si è in questi mesi arrampicato attorno al vocabolario, cercando definizioni improbabili come quella per la quale Bleckman sarebbe una sorta di fratellino di un altro pianeta della nostra. Probabilmente non è riuscito a trovare altre aggettivazioni. Allo stesso modo sono anche convinto che, alla signora Bush, questo riuscito tentativo di far divenire la propria musica un patrimonio di tutti e quindi di dimostrare come sonorità tanto particolari possano in realtà divenire ecumeniche, sia sicuramente piaciuto.

Per altri versi si potrebbe addirittura scomodare il vocabolo "empatia" poiché il rapporto emozionale che lega un autore al proprio pubblico è in questo caso pienamente rispettato e proporzionalmente rapportato. Un lavoro dunque certamente equilibrato anche grazie all'apporto davvero intelligente degli artisti che aiutano Bleckman nell'impresa e alla come sempre peculiare interpretazione personalizzata del suono d'arte garantita dal signor Winter (che, com'è ben noto, è venuto su a pane e volpe, sbagliando il colpo davvero di rado in quel piccolo capolavoro di etichetta che gli è riuscito di mettere in piedi).

Track Listing: 1. Running Up That Hill, 2. Suspended in Gaffa, 3. And Dream of Sheep, 4. Under Ice, 5. Violin, 6. Hello Earth, 7. Cloudbusting, 8. All the Love, 9. Saxophone Song, 10. Army Dreamers, 11. The Man with the Child in His Eyes, 12. Watching You Without Me, 13. Love and Anger, 14. This Woman’s Work.

Personnel: Theo Bleckmann - voce, electronic voice processing, toy piano, glockenspiel, caxixi; Henry Hey - piano, minimoog, fender rhodes, clavicembalo, voce; Skúli Sverrisson - basso elettrico, voce; Caleb Burhans - violino elettrico, chitarra elettrica, voce; John Hollenbeck - batteria, percussioni, voce.

Title: Hello Earth! – The Music of Kate Bush | Year Released: 2012 | Record Label: Winter & Winter

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