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Giancarlo Tossani

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01. Kneebody - Kneebody (Green Leaf - 2005).

È davvero il mio disco dell’anno, pregnante e gustoso: libero jazz in libero melting-pop. Enfasi?

02. Glenn Gould - Goldberg Variations.

Bach è un ossimoro (gr. oxymoron “acuta follia”), logica emozionante, rigore appassionante, pensiero lirico… e Gould ne è lo speciale paradossale interprete, un turbine intelligente.

03. Paul Bley - Time Will Tell (ECM - 1994).

Paul Bley maestro dell’ellissi… maestro della one-note-band…

04. Jimmy Giuffre - Jimmy Giuffre 3, 1961 (ECM - 1961).

Paradossale. Dopo 45 anni potrebbe ancora essere il miglior disco dell’anno.

05. Aphex Twin - Come to Daddy (Warp - 1997).

Fin dalla copertina, chiasmico (!): specularità e moltiplicazione, ovvero un twin peaks del remix, un bit torrent multiforme… e poi un po’ di brain dance è un buon compromesso per chi muove poco i piedi e tende a muovere troppo le mani sul proprio strumento.

06. Tim Berne - The Shell Game (Thirsty Ear - 2001).

Il gioco delle tre conchiglie, ma senza barare o forse sì, non proprio dove te lo aspetti, imprevedibile ma solido. Metaforico, mi sento traslato: non esiterei a definire Berne il mio compositore preferito.

07. Jon Ballantyne: Round Again (NY Jam - 2000).

Similitudine? Capita di sentire a volte delle strane coincidenze, magari solo ideali, di afferrare delle cose tra te e l’altro… Imperdonabilmente poco noto, pianista canadese risolutamente moderno.

08. Ornette Coleman - Beauty is a Rare Thing (Atlantic - 1959/61).

Ignorando un’etimologia del… cavolo (cole), Ornette è cole man, l’uomo del passo, ottima guida per valicare i confini, ma anche anacoluto, elaborata ignoranza delle regolarità sintattiche.

To be or net to be? To be Ornette, to be…

09. Zoogoo - Zoogoo

Ossia l’ultima uscita…tanto per dire che le cose escono al di là dei nostri cd-player…della net label You are not stealing records, ovvero: Non stai rubando dischi.

Citazionista: manipolazioni al gusto postmoderno e d’arte povera, dove i manuali dei software prendono il posto dei manuali d’armonia (con simpatiche conseguenze sul pensiero compositivo…) e le net label il posto delle etichette discografiche tradizionali.

10. … visto che nei commenti precedenti mi sono avvalso, come suggestione e a volte come chiave interpretativa, di una figura retorica, non posso che concludere con una di quelle fondamentali: la metonimia, figura della contiguità e quindi… last but not least i CD degli amici… e soprattutto quelli a venire (sia i CD che gli amici).

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