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Gerry Mulligan with Stockholm Philharmonic Orchestra

Angelo Leonardi By

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Gerry Mulligan
Gerry Mulligan with Stockholm Philharmonic Orchestra
M.A.P. Editions
2015
Valutazione: * * * ½

Com'è noto Gerry Mulligan non è stato solo uno dei massimi esponenti del sax baritono nel jazz ma anche un magistrale compositore e orchestratore. Basterebbe solo ricordare che all'età di 22 anni, partecipando all'incisione di Birth of the Cool, scrisse e arrangiò capolavori come "Jeru," "Venus de Milo," "Rocker" e orchestrò "Godchild," "Deception" e "Darn That Dream." Un decennio dopo varò la "Concert Jazz Band" e negli anni successivi guidò altre orchestre jazz.

Nei primi anni settanta Mulligan iniziò a esibirsi come solista con orchestre sinfoniche su composizioni altrui. Negli anni ottanta quando viveva a Milano, felicemente coniugato con Franca Rota, divenne amico di Riccardo Muti che lo invitava ad assistere alle sue prove al teatro La Scala. La signora Franca, a cui dobbiamo la pubblicazione di questo concerto inedito, ricorda nelle note del DVD di averlo stimolato a cimentarsi con la scrittura sinfonica ma Gerry era molto indeciso. Fu solo un colloquio fortuito con Zubin Mehta a convincerlo, dopo l'invito di questi a esibirsi con la New York Philharmonic nel "Bolero" di Ravel. Mulligan si mise al lavoro e nel 1984 presentò la sua composizione "Entente for Baritone Sax & Symphony Orchestra" con la Filarmonia Veneta, che ripropose con altre orchestre negli anni seguenti. Il concerto di Stoccolma del 1988 è uno di questi.
Seguono alcuni movimenti di un'altra composizione sinfonica, "The Sax Chronicles" composta sempre da Mulligan e arrangiata da Harry Freedman, un compositore canadese d'origine polacca (Henryk Frydmann) che collaborò con Mulligan nel 1984.

La pubblicazione di questo concerto nella capitale svedese vede Mulligan in splendida forma con l'orchestra diretta da Dennis Russell Davies. Le composizioni si snodano nella forma del concerto per solista e orchestra e chi non conosce questa dimensione espressiva del sassofonista farà bene a non farsi sfuggire il DVD.
Con il termine "Entente" Mulligan voleva significare una sorta di relazione comunicativa tra uno strumento jazz e una sinfonia. L'omonima composizione evidenzia un primo tema basato su un'evocativa melodia in minore incastonata in un'orchestrazione flessuosa (con solo qualche massiccia lacerazione timbrica). Da questo se ne sviluppa un secondo in un clima più dinamico, su cui Mulligan incastona i suoi interventi improvvisati. La composizione si conclude con una ripresa del tema iniziale. Una scrittura accattivante che evidenzia un'equilibrata sintesi tra enfasi jazzistica e compostezza classica.
I cinque brevi temi di "The Sax Chronicles" sembrano voler immaginare un solista jazz immerso nel clima di alcuni autori classici come Mozart, Brahms, Bach o Strauss. Tutto molto piacevole e di buon gusto, con una piccola dose d'ironia.

Il DVD propone anche due interessanti interviste a Gerry Mulligan, una a cura di Jan Olsson e l'altra a cura di Kristin Lorentzson.
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