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Corey Harris: Fulton Blues

Angelo Leonardi By

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Corey Harris: Fulton Blues
Sono trascorsi due decenni dal debutto di Corey Harris in Between Midnight and Day, che fece gridare al miracolo catapultando il bluesman sulla scena internazionale. Quelle torride esecuzioni di Delta Blues suscitarono alti consensi e grandi attese (confermate dal successivo Fish Ain't Bitin'), portando il New York Times a paragoni -certo eccessivi-con Robert Johnson, Lightnin' Hopkins e Howlin' Wolf.

Inutile nascondere che quelle aspettative sono andate un po' deluse: negli anni successivi Harris ha spaziato forse troppo in un percorso che potremmo definire eclettico ma anche dispersivo. Dopo la bella collaborazione del 2003 con Martin Scorsese in Feel Like Going Home e l'indagine sulle radici africane (Mississippi to Mali), Corey Harris ha privilegiato varie fusioni tra blues e altri generi: reggae, funk, rap e folk.

In quest'album Harris torna spesso alle radici con buoni risultati. Il tutto nasce come omaggio a Fulton, un quartiere nero di Richmond che dopo 300 anni di vita subì una profonda decadenza e fu raso al suolo. Il bluesman s'è ispirato a quella storia e la ripropone in un repertorio condiviso con temi di Skip James ("Devil Got My Woman"), Robert Petway ("Catfish Blues") e Arthur Blake ("That Will Never Happen No More").

L'album si apre con un dinamico "Crying Blues," eseguito con tutta la band secondo la più accattivante estetica R&B ma cattura particolare attenzione col successivo "Underground," esposto in solo e caratterizzato dall'ostinato call and response di voce e chitarra. Come s'è detto il clima riprende anche le forme del Delta Blues e qui Corey Harris dà il meglio. Il suo canto acre raggiunge momenti avvincenti accompagnandosi con le sole chitarra e armonica: ricordiamo l'iterativo "Black Woman Gates" oppure le lente e vibranti versioni di "Lynch Blues" e del citato tema di Skip James. Meno intensi ma efficaci sono i dinamici "Tallahatchie," "House Negro Blues" e "Fat Duck's Groove," che abbracciano con varie gradazioni rock, rhythm & blues e soul anni sessanta.
Il percorso si conclude con due live bonus tracks: il reggae "Better Way" e il latino "Esta Loco," a testimonianza delle ampie fonti d'ispirazione dell'autore.

Track Listing

Crying Blues; Underground; J. Gilly Blues; Black Woman Gates; Tallahatchie; Fulton Blues; Devil Got My Woman; House Negro Blues; Black Rag; Catfish Blues; That Will Never Happen No More; Lynch Blues; Maggie Walker Blues; Fat Duck's Groove; Better Way; Esta Loco.

Personnel

Corey Harris: voce, chitarra, banjo; Chris Whitley: tastiere; Gordon Jones: sax tenore; Jason Morgan: basso el.; Ken Joseph: batteria.

Album information

Title: Fulton Blues | Year Released: 2015 | Record Label: Music Avenue

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