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Lee Konitz: Frescalalto

Luca Canini By

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Lo sfizio del primo disco su Impulse! se l'è tolto alla soglia dei novanta, ennesima tappa di una carriera che per raccontarla non basterebbero due Treccani con relative appendici. Una vita in jazz come poche ce ne sono state, e come mai più (forse) ce ne saranno, quella di Lee Konitz.

Dagli esordi alla corte di Lennie Tristano al leggendario Birth of the Cool di Miles, da Claude Tornhill e Stan Kenton al sodalizio fraterno con Warne Marsh, dalle luccicanti meraviglie disseminate tra anni Cinquanta e Sessanta (mettete mani e orecchi almeno su Motion, in trio con Elvin Jones e Sonny Dallas) all'infinita serie di collaborazioni che tra Settanta e Ottanta ne hanno decretato lo status di gigante assoluto (Satori e Duplicity, pubblicato dall'italiana Horo, gli imprescindibili). Fino ad arrivare ai giorni nostri, all'ECM Angel Song, con Kenny Wheeler, Bill Frisell e Dave Holland, alla doppietta Blue Note, Alone Together ed Another Shade of Blue, al gigantesco Live at Birdland, con Brad Mehldau, Charlie Haden e Paul Motian, e al recentissimo Costumes Are Mandatory, dato alle stampe grazie ad Ethan Iverson, il signor Bad Plus.

Mancava giusto un Impulse! per completare l'inestimabile collezione. Lacuna finalmente colmata grazie al batterista Kenny Washington, che producendo Frescalalto ha in qualche modo saldato un debito contratto nel lontano 1977, quando Konitz lo volle per il suo nonetto spalancandogli per la prima volta le porte di uno studio di registrazione. Quattro decenni dopo i due sono di nuovo insieme, con Peter Washington (nessuna parentela) e il mai meno che ottimo Kenny Barron a completare il quartetto. Gregari di lusso per un delizioso condensato del Konitz-pensiero.

Strutturato attorno al solito pugno di standard ("Stella By Starlight," "Darn That Dream," "Cherokee") e soprattutto al suono caldo e sinuoso del sassofono, a quell'inconfondibile pronuncia che il tempo ha reso ancora più umana, vera e ammaliante. D'accordo, non siamo dalle parti del Live at Birdland, e la sezione ritmica a volte pensa solo a tirare dritto senza accorgersi che ci sarebbe bisogno di ben altre attenzioni, di maggiore sensibilità. Ma per diamine! Konitz basta e avanza. Quando suona (ascoltare prego la gioiosa rilettura di "Out of Nowhere") e persino quando improvvisa canticchiando, con l'affettuoso e approssimativo incedere di chi nella vita le ha viste più o meno tutte.

Altri cento di questi dischi signor Konitz!

Track Listing: Stella By Starlight; Thingin; Darn That Dream; Kary's Trance; Out Of Nowhere; Gundula; Invitation; Cherokee.

Personnel: Lee Konitz: alto saxophone, vocals; Kenny Barron: piano; Peter Washington: double bass; Kenny Washington: drums.

Title: Frescalalto | Year Released: 2017 | Record Label: Impulse!

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