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Frank Zappa. Rock come prassi compositiva

Mario Calvitti By

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Frank Zappa. Rock come prassi compositiva
Giordano Montecchi
144 Pagine
ISBN: 978-8862313773
Arcana
2014

Sono sempre più numerosi i libri su Frank Zappa pubblicati dopo la sua scomparsa avvenuta oltre 20 anni fa, ma la maggior parte si limita a esaminare l'aspetto biografico del personaggio, spesso da parte di chi lo ha conosciuto direttamente, o ne ha condiviso alcuni momenti di vita personale e/o professionale. Pochissimi tuttavia si soffermano a esaminare l'aspetto prettamente musicale dell'opera zappiana, forse spaventati dall'apparente complessità di un corpus operistico che sfugge a qualunque tentativo di categorizzazione, nonostante la figura del musicista Zappa sia ormai universalmente riconosciuta come una delle più importanti e significative del XX Secolo.

Così, i testi dedicati all'analisi e alla disamina del linguaggio musicale zappiano, anche se sempre più frequenti, sono rimasti limitati all'ambito accademico, tra tesi di laurea e pubblicazioni specializzate del settore musicale. Una delle poche lodevoli eccezioni in grado di raggiungere anche un pubblico più vasto e non specialistico era stata "Frank Zappa domani," un'antologia di materiali presentati nel corso di un convegno su Zappa organizzato e tenuto a Tivoli nel 1999, curata da Gianfranco Salvatore e edita da Castelvecchi. Tra gli interventi contenuti in quel volume spiccava uno di Giordano Montecchi, musicologo e docente universitario molto attento agli sviluppi della musica contemporanea, autore di "Una storia della musica" purtroppo incompleta (a quando il secondo volume dedicato alla musica del Novecento?), che analizzava alcuni particolari aspetti compositivi nella musica di Zappa, come il suo basarsi armonicamente sul modo lidio e l'impiego costante della poliritmia.

Montecchi ha ripreso quel testo, e ne presenta ora una versione notevolmente riveduta e ampliata con questo nuovo volume pubblicato da Arcana. Il cuore del saggio è sempre rappresentato dai capitoli dedicati alla ritmica zappiana, esaminata attraverso l'analisi delle partiture originali con numerosi esempi musicali (un intero capitolo è dedicato a "The Black Page," famosa composizione per batteria diventata banco di prova imprescindibile per tutti i suoi batteristi), e all'armonia modale, caratterizzata dal ricorso all'uso dei modi dorico e lidio, da lui impiegata frequentemente al posto di quella tonale prevalentemente usata nel pop/rock e in buona parte del jazz. Non meno interessanti sono i capitoli iniziali, dove l'autore inquadra Zappa nell'ambito della musica del '900 affermandone la sostanziale unicità e analizzando i suoi rapporti con i vari generi musicali, e quello finale, che ne ribadisce l'importanza artistica complessiva. Completa il volume una ricca bibliografia, che include anche numerosi materiali disponibili sul web come le tesi e gli articoli di Brett Clement (uno degli studiosi di Zappa maggiormente attivi) e il poderoso saggio di Kasper Sloot, autore del sito "Zappa analysis."

Montecchi si conferma come il profondo conoscitore della materia trattata e l'espositore brillante che conoscevamo, in grado di discettare in maniera erudita ma non pedante, tanto da rappresentare una lettura agevole anche per i non addetti ai lavori, sempre stimolante nelle sue osservazioni e conclusioni. Il libro è altamente raccomandato non solo per i fan di Zappa (per i quali rappresenta una lettura obbligatoria), ma anche per chi voglia avere un'idea generale della sua posizione e importanza nell'ambito della musica moderna e contemporanea.

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