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Frank Woeste e il Questionario di Proust

Paolo Peviani By

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Sogno di suonare come in sogno
All About Jazz: Il tratto principale della mia musica.

Frank Woeste: Quando compongo cerco sempre una melodia forte, una figura ritmica o una sequenza armonica che agganci il brano, lo renda riconoscibile. Questo vale anche quando improvviso. Racconta una storia!

AAJ: La qualità che desidero nei musicisti che suonano con me.

F.W.: L'orecchio! In ogni tipo di musica e in particolare nel jazz, l'interplay, il suonare insieme, è molto importante. Anche la tecnica è molto importante, ma se i musicisti sul palco non si ascoltano tra loro, di solito la musica che ne viene fuori è terribile.

AAJ: Come musicista, il momento in cui sono stato più felice.

F.W.: Quando smetti di pensare a tutto il resto e la musica in qualche modo si suona da sola.

AAJ: Come musicista, il mio principale difetto.

F.W.: Troppi per elencarli tutti!

AAJ: La mia più grande paura quando suono.

F.W.: Avere paura.

AAJ: Sogno di suonare.

F.W.: Come in sogno. Spesso siamo distratti da un sacco di cose, tipo se alla gente piacerà il concerto, i rumori che vengono dal pubblico, un cattivo strumento quella sera... Di solito è meglio smettere di pensare, meglio suonare e basta!

AAJ: La mia fonte di ispirazione.

F.W.: Di solito sono i musicisti con cui condivido il palco, e il pianoforte che sto suonando in quella serata! Ma naturalmente la storia della musica e del jazz è piena di musicisti che sono una grande fonte di ispirazione per me.

AAJ: I miei musicisti preferiti.

F.W.: Sono quelli che hanno trovato la loro voce, quelli che hanno spinto i limiti un po' più in là, o aggiunto qualcosa allo stile della musica che hanno suonato. Tra questi ci sono Johann Sebastian Bach, Ludwig Van Beethoven, Charlie Parker e Miles Davis. Per quanto riguarda il piano Keith Jarrett e più recentemente Brad Mehldau. Ce ne sono così tanti che non si possono nominare tutti.

AAJ: I miei dischi da isola deserta.

F.W.: Dovrei sperare di andarci con una valigia molto grande, ce ne sono così tanti!
Il Clavicembalo Ben Temperato di Bach;
Le Sinfonie di Beethoven eseguite dai Berliner Philarmoniker, diretti da Simon Rattle;
Kind of blue di Miles Davis;
The Art of the Trio 1 di Brad Mehldau;
Underground di Thelonious Monk.
E per citare un album di Dave Douglas, con cui ho collaborato nel mio disco più recente, Charms of the Night Sky.

AAJ: La canzone che fischio sotto la doccia.

F.W.: A dire il vero non lo so, in ogni caso i musicisti cantano più o meno tutto il giorno! Secondo Spotify la maggior parte della gente canta Wake Me Up Before You Go. Beh, su questo punto credo di non far parte della maggioranza!

AAJ: I miei pittori preferiti.

F.W.: Non sono un esperto, quindi è piuttosto soggettivo. Mi piacciono Leonardo da Vinci, Hieronymus Bosch, Pablo Picasso, Joan Miró, per citarne alcuni.

AAJ: I miei film preferiti.

F.W.: Ce ne sono così tanti! Direi in genere i film dei fratelli Coen, di Robert Altman, Stanley Kubrick, Martin Scorsese, Charlie Chaplin, David Lynch, Federico Fellini e Milos Forman.

AAJ: I miei scrittori preferiti.

F.W.: John Steinbeck, Ernest Hemingway, Franz Kafka, Gabriel Garcia Marquez, Thomas Mann. Mi piacciono anche gli scrittori italiani, tra cui Umberto Eco e Dario Fo.

AAJ: La mia occupazione preferita.

F.W.: Suonare e stare con la mia famiglia! Non ho molto tempo per fare altro.

AAJ: Il dono di natura che vorrei avere.

F.W.: Essere un regista, fare film!

AAJ: Nella musica, la cosa che detesto di più.

F.W.: Quelli che non ascoltano.

AAJ: Gli errori musicali che mi ispirano maggiore indulgenza.

F.W.: La mancanza di tecnica.

AAJ: Il pezzo che vorrei venisse suonato al mio funerale.

F.W.: Il Requiem di Mozart

AAJ: Lo stato attuale della mia attività musicale.

F.W.: In evoluzione.

AAJ: Il mio motto.

F.W.: Carpe diem.

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