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Tiziano Tononi & The Ornettians: Forms and Sounds - Air Sculptures

Neri Pollastri By

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Tiziano Tononi & The Ornettians: Forms and Sounds - Air Sculptures
Tiziano Tononi non è nuovo ai lavori dedicati all'esplorazione di grandi innovatori del jazz, e già nel decennio scorso una formazione con lo stesso nome di questa, Tiziano Tononi & The Ornettians, ma ben diversa nei componenti aveva firmato due album dedicati a Ornette Coleman, musicista che-come riconosce esplicitamente nelle note di questo CD—ha influenzato non poco il batterista milanese: Peace Warrior nel 2004 e Forgotten Children nel 2006. Qui, in quello che definisce "il capitolo finale della mia ricerca sul vocabolario musicale di Ornette," lo troviamo alle prese con una propria personale riedizione dell'opera forse più feconda del maestro di Fort Worth, Free Jazz—il sottotitolo del CD è infatti "A celebration of Free Jazz."

Per confrontarsi con quel lavoro Tononi mette insieme una formazione per certi aspetti analoga—un doppio quintetto contrapposto, comprendente per ogni lato una tromba, un sax contralto o clarinetto basso, un violino (contrapposto a una viola o a un banjo), un contrabbasso e un set percussivo—e la lascia suonare per trentasette minuti, esattamente il tempo di Free Jazz, con indubbia libertà—anche se qui, diversamente dall'epica registrazione originale, alcune tracce tematiche sembrano emergere limpidamente. Inoltre, per favorire l'ispirazione della musica, accosta quell'opera al lavoro degli artisti dell'epoca, identificando Ornette con Picasso, se stesso con Pollock e ognuno dei musicisti con un artista, tra i quali Duchamp, Rauschenberg, Lichtenstein, Moore.

I risultati sono notevolissimi, né poteva essere diversamente visti i musicisti selezionati, tutti avvezzi alle avventure di questo genere oltre che tra le migliori individualità di cui il nostro jazz è ricco.

Il lavoro, che occupa solo circa metà del disco, è nominalmente suddiviso in sette tracce, in realtà senza una vera soluzione di continuità, che permettono di identificarne meglio l'evoluzione. A un'introduzione relativamente ordinata e dai toni bassi, dedicata a Charlie Haden, seguono momenti più concitati nei quali hanno modo di emergere prima i clarinetti bassi, poi le trombe. ”Izenzanga Dancin'” è significativamente dominato dai contrabbassi archettati, tecnica di cui era maestro David Izenzon. Nelle due partizioni seguenti il clima torna autenticamente free, con spazi che si aprono per tutti i solisti, inclusa la batteria di Tononi. L'episodio conclusivo, invece, pare svilupparsi maggiormente su una traccia, dinamica e arrembante, che rimanda più alla New Thing, ma che prima di concludersi si fa anch'essa caoticamente libera.

La seconda parte del disco è dedicata invece a nove composizioni di Ornette, interpretate da una formazione appena diversa (esce la tromba di Alberto Mandarini e il "misterioso" percussionista (???), entra il sax tenore di Daniele Cavallanti) ma che si smembra e cambia di brano in brano, offrendo ogni volta interpretazioni diverse per colore e tipo di creatività solistica. Così, per esempio, il lavoro degli archi di Emanuele Parrini e Paolo Botti con l'assolo di Piero Bittolo Bon al flauto, sostenuti dal contrabbasso di Tito Mangialajo Rantzer e da Tononi, rende coloristicamente originalissima ”Peace”, così come bellissime sono ”Una Muy Bonita” condotta assieme dai contralti di Bittolo Bon e Francesco Chiapperini e dai contrabbassi di Mangialajo e Silvia Bolognesi, e ”Law Years”, nella quale ancora la Bolognesi spinge con Tononi la coppia Cavallanti-Mirko Cisilino a esporre dinamicamente il tema.

La conclusione non poteva che essere una breve versione di ”What Reason” suonata tutti assieme quasi all'unisono, sentitissimo commiato collettivo per un Maestro qui omaggiato nel migliore dei modi.

Album della settimana.

Track Listing

Forms and Sounds: Harmolodically Free / Play A Low E (For C. Haden); Fireworks in N.Y.C.; The Coolness of My Hometown; Izenzanga Dancin’; Forth Worth Country Stomp; Dreamers and Poets, Hopes for the Future; The Money Jungle Won’t Kill Us.
Air Sculptures: What Reason; Rushour; Peace; Broken Shadows; The Blessing; Una Muy Bonita; Invisible; Law Years; ...(What a Reason) Could I Give.

Personnel

Tiziano Tononi: drums; Alberto Mandarini: trumpet; Mirko Cisilino: trumpet; Piero Bittolo Bon: alto saxophone, bass clarinet, flute; Francesco Chiapperini: alto saxophone, bass clarinet; Daniele Cavallanti: tenor saxophone; Emanuele Parrini: violin; Paolo Botti: viola, banjo; Tito Mangialajo Rantzer: bass; Silvia Bolognesi: bass; The Mysterious Traveller: percussions.

Album information

Title: Forms and Sounds - Air Sculptures | Year Released: 2018 | Record Label: Felmay

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