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Jason Ajemian: Folklords

Enrico Bettinello By

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I detrattori delle tassonomie musicali (sono in tanti, non hanno poi mica torto eh...) possono finalmente esultare. Non ci proveremo nemmeno a "definire" o incasellare in un genere questo nuovo lavoro del contrabbassista Jason Ajemian, Folklords.

A leggere quanto ci dicono le note di copertina (ma lo stesso Ajemian lo aveva già annunciato in qualche intervista), si tratta delle prime registrazioni del progetto "Mythadors," nel quale l'omaggio a alcune figure culturali di riferimento funge da cornice/contenitore per una serie di scenari sonori interattivi. Ma nemmeno questa spiegazione rende al meglio la seducente alterità di questa musica, che vibra di una costante dimensione allucinatoria, irriducibile a qualsivoglia inquadramento stilistico.

Con Ajemian -voce e elettronica oltre al consueto contrabbasso-ci sono l'abrasivo Owen Stewart-Robinson alla chitarra, Kid Bliss/That Young Astronaut al sax alto e Jason Nazary alla batteria. Cinque lunghi brani, dilatati, lacerati come flussi di coscienza tra veglia e sonno. Nei primi due si inanellano il Monk di "Ask Me Now" e il Sun Ra di "Satellites Are Spinning," nel secondo sono alcune composizioni di Mingus a comparire fantasmatiche. Le altre tre composizioni sono di Ajemian, dense, politiche, poetiche, innervate da una febbrile tribalismo post-urbano.

Colpisce l'uso della voce, con i testi declamati, urlati, slabbrati con tono vagamente alterato, a metà tra la no wave e l'ipnosi dell'Alessandro Bosetti più recente, fatti slittare su scivolosi tappeti di feedback o astratti lacerti chitarristici, mentre avanza magari un beat minaccioso (eccellenti in questo senso le ultime due tracce, "Punk the Blues" e "Freedom Is a Trail of Tears," che potrebbero piacere molto ai fans di Mark Stewart).

Avventura da prendere o lasciare, ma se vi fidate di noi, è "prendere" senza indugi, perché è un lavoro che innesca un meccanismo emozionale quasi stordente, tra scrittura automatica e blues, improvvisazione radicale e straniante spiritualità global.
Non a caso da Chicago. Non a caso nel centenario della nascita di Sun Ra.
Volevate qualcosa di nuovo? Eccolo.

Track Listing: Ask Mr. Blount Now suite (Ask Me Now/Ask Mr. Blount Now/Satellites Are Spinning); Orange Is The Color Of The Sun, Then Blue Sky suite (Prelude To The Sun/Orange Was The Color Of Her Dress, Then Blue Silk/Fables Of Faubus/Portrait); Material Girls; Punk The Blues; Freedom Is A Trail Of Tears.

Personnel: Jason Ajemian: bass, voice, electronics; Kid Bliss aka That Young Astronaut: alto saxophone, vibrolux; Owen Stewart-Robertson: guitar, electronics, voice; Jason Nazary: drums; Frank Corpus: congas (3).

Title: Folklords | Year Released: 2014 | Record Label: Delmark Records

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