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Ross Hammond: Flight

Mario Calvitti By

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Ross Hammond è un chitarrista jazz americano molto attivo da una dozzina di anni sulla scena della musica improvvisata in California, dove risiede. Per il suo ultimo CD realizzato in completa solitudine ha voluto effettuare una sorta di ritorno alle radici, andando ad esplorare quel territorio conosciuto come American Primitive Guitar, un misto di folk, blues, gospel e spiritual che sta alla base della musica afroamericana. Armato solamente di chitarra acustica 6 o 12 corde e di una chitarra resofonica, Hammond rilegge alcuni traditionals e interpreta alcuni brani originali nello stesso stile. Non si tratta di una rivisitazione filologica, o di una operazione nostalgica: l'approccio di Hammond non ignora il recente passato della chitarra acustica e dei tanti chitarristi che a partire dagli anni sessanta e per tutto il decennio successivo hanno contribuito a reinventare un nuovo linguaggio per lo strumento che non ignorasse la tradizione, ma ne espandesse i confini oltre gli stili canonici dell'old time music. Pensiamo soprattutto ai chitarristi di scuola Takoma, non solo i capiscuola come John Fahey e Leo Kottke ma anche e soprattutto i cosiddetti minori come Peter Lang, Michael Gulezian, Toulouse Engelhardt, Rick Ruskin che tanta parte hanno avuto nella diffusione e nel consolidamento di quello che successivamente è diventato il moderno fingerpicking.

Hammond mostra di conoscere bene quella scuola, e realizza un'opera sorprendente per quanto sia aderente alla poetica dell'American Primitive Guitar, tanto da far pensare che non abbia mai suonato altro, anche se la sua discografia jazzistica e la sua intensa attività di improvvisatore sono lì a testimoniare altrimenti.

Il suo è un ritratto musicale di un'America rurale che sopravvive nell'immaginario collettivo e da cui traggono spesso ispirazione chitarristi come Ry Cooder, ma anche Bill Frisell, parte integrante del retroterra culturale di più di una generazione di musicisti che si rifà a una ben determinata immagine dell'America on the road diffusa soprattutto attraverso letteratura e cinema. Hammond riesce a esprimere tutto questo con la sua chitarra, e in particolare con l'uso della slide, a cui sono legati molti dei momenti migliori di questo lavoro (che non sono pochi).

Il CD è pubblicato dallo stesso chitarrista sulla sua label in un'edizione limitata di 300 copie. Vista l'altissima qualità del risultato ottenuto, c'è da augurarsi che Hammond si prenda frequentemente altre pause dalla sua regolare attività di chitarrista e improvvisatore jazz per regalarci altre gemme come questa.

Track Listing: Nobody Knows the Troubles I've Seen; Womuts!; Seven Years Later, I Still Remember You; As the Seasons Come; When Cows Face the Same Direction; In the Garden; The Praying Mantis; For Miep Gies; On the Rock Where Moses Stood; The Jellyfish Reached the End of the Journey; The Coyotes Are Not as Far as You Think; You Are My Sunshine; Deep River; The Ballad of Red Cloud; Alecia.

Personnel: Ross Hammond: chitarre 6 e 12 corde, chitarra resofonica.

Title: Flight | Year Released: 2015 | Record Label: Prescott Recordings

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