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Jan Lundgren Trio: European Standard

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Pianista svedese strappato alla carriera tennistica, da qualche tempo è salito alla ribalta grazie a premi e collaborazioni importanti, tra le quali spicca quella con Paolo Fresu e Richard Galliano per Mare Nostrum.

Musicista classico, nei primi anni della sua carriera da jazzista ha subito l'influenza forte dei grandi pianisti americani, da Erroll Garner a Bill Evans, passando per Oscar Peterson e Bud Powell. Ha dato un taglio netto nel 1997 con Swedish Standards, rielaborazione della ricca tradizione folk nazionale che ha avuto un grande successo in Svezia, tanto da essere scelto come CD dell'anno. È stato ripubblicato di recente dalla Act.

Questo European Standard sembra essere la logica prosecuzione del suo cammino artistico, che dalle radici afroamericane lo ha portato in Europa, dapprima al folk del suo paese e poi attraverso collaborazioni importanti. Con questo lavoro torna al trio jazz più classico e realizza un viaggio lungo tutto il vecchio continente.

Al suo fianco, una ritmica agile e di qualità, grazie al compagno di studi Mattias Svensson al contrabbasso e all'ungherese Zoltan Csörsz Jr., svedese di adozione, alla batteria.

Il progetto, sulla scia dei "new standards" di Herbie Hancock, Doctor3, Bad Plus, si concentra sulla rilettura di alcuni grandi classici della canzone popolare europea. Composizioni tutte piuttosto conosciute e in parte riarmonizzate, come "Les Moulins De Mon Coeur" di Michel Legrand, "Here, There and Everywhere" dei Beatles, canzone d'amore, la malinconica "Rosemary's Baby" del polacco Krysztof Komeda: mettono a fuoco un'immagine melodica dal mood davvero poco originale.

Un trio di indubbio valore sotto il profilo tecnico in cui spiccano il tocco e l'impressionismo romantico e melodico del pianista, privo, però, di profondità e originalità. Tra i brani più deludenti, "Un Homme et Une Femme," in cui Lundgren si cimenta al Fender Rhodes. Nel complesso un lavoro troppo spesso prevedibile, privo di guizzi e inventiva, pervaso da un sapore dolciastro, anche se dalla tecnica esecutiva impeccabile. La conclusiva "Pavane," del compianto Esbjiorn Svensson, rappresenta al meglio questo lavoro evidenziando una rilettura pallida e debole, di segno opposto al ribollire della versione originale.

Track Listing

1. Computer Liebe (R. Hutter/E. Schult/K. Bartos) - 05:14; 2. Les Moulins De Mon Coeur (M. Legrand/E. Marnay) - 04:45; 3. Here, There And Everywhere (J. Lennon/P. McCartney) - 04:09; 4. A Csitari Hegyek Alatt (trad.) - 04:10; 5. Stets I Truure (trad.) - 04:40; 6. Yo Vivo Enamorao (J.L. Guerra) - 03:43; 7.Un Homme et Une Femme (F. Lai/P. Barouh) - 05:02; 8. Reginella (G. Lama/Libero Bovio) - 05:23; 9. Il Postino (L. Bacalov) - 04:17; 10. September Song (K.Weill/M. Anderson) - 04:28; 11. Rosemary's Baby (K. Komeda) - 05:32; 12. Wien, Du Stadt Meiner Träume (R. Sieczynski)- 04:46; 13. Pavane - Thoughts of a Septuagenarian (E. Svensson) - 04:58.

Personnel

Jan Lundgren (pianoforte e Fender Rhodes), Mattias Svensson (contrabbasso), Zoltan Csörsz Jr.(batteria e percussioni).

Album information

Title: European Standard | Year Released: 2010 | Record Label: ACT Music

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