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Eric Hofbauer Quintet: Prehistoric Jazz – Volumes 1 & 2

Alberto Bazzurro By

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L'emergente chitarrista bostoniano Eric Hofbauer, docente di strumento, composizione e storia del jazz all'Emerson College & University del Rhode Island, un palmares di collaborazioni che spazia da Han Bennink a John Tchicai, Garrison Fewell e Cecil McBee, Steve Swell e Matt Wilson, ha inciso nell'aprile 2014 questi due album, dedicati rispettivamente al Sacre du printemps di Igor Stravinskij e al Quatour pour la fin du temps di Olivier Massiaen, debitamente riarrangiati (da lui stesso, ovviamente) per quintetto jazz (il balletto stravinskijano—datato 1913—è in origine per orchestra, il quartetto di Messiaen—1940/41—per violino, clarinetto, violoncello e pianoforte).

Diciamo subito che i risultati sono particolarmente significativi, specie per quanto riguarda Stravinskij. Regna un bel clima da third stream, però con la chiara percezione di quanto occorso al jazz (e non) nei decenni successivi all'epoca storica del movimento specifico. Nitidissime le timbriche dei cinque strumenti, magistrale il loro intersecarsi, il loro prendere di volta in volta per mano la musica, trainandola come in un'ideale staffetta in cui ognuno debba per forza di cose remare nella direzione collettiva.

Eric Hofbauer Quintet
Prehistoric Jazz—Volume 1: "The Rite of Spring"
Valutazione: * * * * ½
Creative Music Nation (2014)

Nella rivisitazione del Sacre du printemps (The Rite of Spring, 14 movimenti) fanno curiosamente capolino, qua e là, inflessioni alla Nino Rota (primo e quarto movimento, per esempio) e alla Morricone (specificatamente La battaglia di Algeri, nel secondo movimento), con l'aplomb proprio della musica di tradizione "colta" a mischiarsi con intemperanze (relative, peraltro) più squisitamente jazzistico-contemporanee. Il clima è sostanzialmente cameristico (fisiologicamente, viene da dire) quanto vivo e flessibile. Ogni episodio (da mezzo minuto a poco più di cinque) ha una sua dimensione, una sua specificità, regolandoci quasi sempre qualche piccola o grande sorpresa.
Disco di notevole pregio.

Eric Hofbauer Quintet
Prehistoric Jazz—Volume 2: "Quintet for the End of Time"
Valutazione: * * * ½
Creative Music Nation (2014)

Ascoltato il volume 1, bisogna ammettere che quello dedicato a Messiaen non ci fa la stessa (grande) impressione, pur trattandosi sempre—a scanso di equivoci—di un signor disco. Rispetto al precedente (dipenderà anche dalla materia prima? why not?), appare infatti lievemente più rigido, stirato (con un tono qua e là vagamente liturgico, il che non è ovviamente un limite), più calligraficamente third stream-californiano, verrebbe da dire, meno espanso sul piano creativo, dell'inventiva. Più che nell'altro volume, centrale appare il ruolo del clarinetto, anche se tromba (sappiamo quanto nodale nella scrittura stravinskijana, nonché, curiosamente, rotiana e morriconiana, tanto per tornare a quanto rilevato poc'anzi) e soprattutto violoncello (tirato per lo più su registri e toni quasi violinistici) si distinguano a loro volta.

Dovendo giudicare il progetto come un unicum (ciò che in effetti è, anche perché coeva è l'incisione), tutto detto e considerato, ci troviamo di fronte un lavoro di grande spessore, originalità e pienezza ispirativa. Il che significa che da Eric Hofbauer, d'ora in poi, ci aspettiamo molto, ricambiandolo con un'attenzione un po' speciale.

Elenco dei brani:
Volume 1 (The Rite of Spring):
A Kiss of the Earth: Introduction; The Augurs of Spring, Dances of the Young Girls; Ritual of Abduction; Spring Rounds; Ritual of the Two Rival Tribes; Procession of the Oldest and Wisest One; The Kiss of the Earth; Dancing Out of the Earth; The Exalted Sacrifice; Mystic Circle of the Young Girls; The Naming and Honoring of the Chosen One; Evocation of The Ancestors; Ritual Action of The Ancestors; Sacrificial Dance.
Volume 2 (Quintet for the End of Time):
Liturgie de cristal; Vocalise, pour l'ange qui annonce la fin du temps; Abîme des oiseaux; Intermède; Louange à l'éternité de Jésus; Danse de la fueur, pour les sept trompettes; Fouillis d'arcs-en-ciel, pour l'ange qui annonce la fin du temps; Louange à l'immortalité de Jésus.

Musicisti:
Jerry Sabatini: tromba; Todd Brunel: clarinetto, clarinetto basso; Eric Hofbauer: chitarra; Junko Fujiwara: violoncello; Curt Newton: batteria, percussioni.

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