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Eberhard Weber: Encore

Luigi Sforza By

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Un viaggio in tredici città europee di Germania, Austria, Regno Unito e Spagna, un taccuino di appunti sonori come quello dei grandi viaggiatori dei secoli passati, una personale rappresentazione musicale di luoghi battuti, a tratti concreta, a tratti frutto di semplici suggestioni immaginarie dell'osservatore.

Encore è un'epifanica illustrazione di spazi nel tempo, rappresenta uno sguardo e una visione di territori, che tradotti in suoni -elettrci e campionati, fusi tra loro in modo quasi liquido -danno forma e sostanza ad incastri ritmici precisati dal contrabbasso elettrico di Eberhard Weber e, talvolta, dal flicorno di Ack Van Rooyen. Il disco è una sorta di ambient jazz: segue la strada già battuta da John Surman in molte incisioni ECM degli anni Ottanta e Novanta, e inaugurata ancora prima, e con un altri paradigmi sintattici, da Brian Eno.

Prodotto anche questa volta dall'etichetta di Manfred Eicher, quest'ultimo CD di Weber evoca—in alcuni casi anche attraverso l'utilizzo di note tipiche del folklore locale -realtà musicalmente determinate. In "Granada" e "Siviglia," ad esempio, si assiste ad una esplosione di vivacità ritmica e ad un utilizzo di peculiari elementi tipicamente spagnoli. In tutti gli altri brani, invece, non vi è traccia alcuna di dati sonori riconducibili ad un precisa zona geografica: i luoghi evocati in musica non posseggono alcunchè di tipicamente locale che richiami quei territori; ci si affida alle interpretazioni visionarie—immaginariamente etniche -ed evocative di ambienti, così come scaturiscono dall'elaborazione del personalissimo pensiero creativo e manipolativo di Weber.

All'ascoltatore non resta che immergersi nelle suggestioni sonore e affidarsi al flusso onirico delle composizioni.
Ci s'imbatte, allora, in un brano come "Langrnhagen," città della bassa Sassonia, in cui flicorno e contrabbasso schierano ordinatamente, e con la pacatezza che contraddistingue questo progetto, note decisamente rassicuranti, le quali planano su uno spazio popolato da due semplici accordi che a loop si ripetono fino alla coda. Se ne ricava una sensazione di chiarezza e pulizia.
Proseguendo, la fredda "Hannover" assume i contorni trasfigurati di una città sud americana più che di luogo nord europeo. A creare questo disorientamento geografico è l'andamento a milonga su cui insiste il suono del flicorno.

Encoreriassume un'esperienza parziale, e tuttavia appagante, di luoghi e situazioni, che si concretizzano, pur nella loro liquida astrattezza, per il tipo di sound -crepuscolare e immateriale insieme -per i sostanziosi soli di contrabbasso e flicorno (come in "Cambridge"), per i temi incisivamente eterei ("Rankweil") nonché per il ruolo svolto da loop e sovrincisioni da cui si dipanano linee di fuga di melodie che sembrano sospese e avvolte in un'atmosfera sognante. L'insieme di questi elementi qualificano complessivamente e senza esitazione una sorta di tranquillizzante jazz ambientale.

Track Listing: Frankfurt; Konstanz; Cambridge; Rankweil; Langenhagen; Granada; Sevilla; London; Klagenfurt; Bradford; Edinburgh; Hannover; Pamplona.

Personnel: Eberhard Weber: electric double bass, keyboards; Ack Van Rooyen: flugelhorn.

Title: Encore | Year Released: 2015 | Record Label: ECM Records

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