All About Jazz

Home » Articoli » Live Reviews

Dear All About Jazz Readers,

If you're familiar with All About Jazz, you know that we've dedicated over two decades to supporting jazz as an art form, and more importantly, the creative musicians who make it. Our enduring commitment has made All About Jazz one of the most culturally important websites of its kind in the world reaching hundreds of thousands of readers every month. However, to expand our offerings and develop new means to foster jazz discovery we need your help.

You can become a sustaining member for a modest $20 and in return, we'll immediately hide those pesky Google ads PLUS deliver exclusive content and provide access to future articles for a full year! This combination will not only improve your AAJ experience, it will allow us to continue to rigorously build on the great work we first started in 1995. Read on to view our project ideas...

0

Elogio Del Violoncello A Napoli

Francesca Odilia Bellino By

Sign in to view read count

Elogio del violoncello
MAN -Museo che suona
Museo archeologico di Napoli, 31 maggio—3 giugno 2018

Sdoganare la musica classica è impresa titanica. Lo ha ben detto Benjamin Zander (tra le altre cose direttore della Boston Philharmonic Orchestra) in un TED che è sempre consigliato vedere per chi ama la musica, non solo classica. Sdoganare uno strumento come il violoncello è ancora più complesso. Farlo per arrivare a far vibrare le corde di una intera città, come Napoli per giunta, siamo all'impossibile!

Ma "Elogio del violoncello" è una rassegna coraggiosa che invece cerca "di liberarne le mille voci, ognuna delle quali sia in grado di rimandare ad un diverso universo sonoro ed emotivo specifico, via via diverso." In quattro giorni intensi (31 maggio-3 giugno), il Museo Archeologico di Napoli si è riempito della diversità, della libertà e della emotività che vibra dalle corde di questo strumento unico e ha sfidato una città inizialmente sorniona e poi via via sempre più coinvolta e partecipe all'evento (analogo, se vogliamo a "Piano City"). Scenografia non meno adatta, straordinaria, nei suoi spazi vuoti e in quelli ampi, pieni di una eco (che se fa dannare per cercare il suono pulito, fa perdere per la bellezza che è in grado di sprigionare). Il museo ha infatti accolto molte iniziative a latere (ma non meno importanti). Concerti per turisti nel corso della giornata e per chi voleva avvicinarsi alla tecnica della costruzione del violoncello, per tutta la rassegna, il liutaio napoletano Gaetano Pucino ha messo a disposizione la sua arte in una sala del museo.

La prima giornata della rassegna è declinata su flamenco e blues grass. La sala delle pitture pompeiane accoglie il violoncellista lettone (poi israeliano e anche tedesco) Ramon Jaffé che declina un repertorio (Gabrielli, Marais, Telemann, Cassado, Jaffé) a la flamenca. Jaffé è abilissimo (tecnicamente), potente, virile, usa il suo violoncello come un violino, cercando di cogliere (nei bassi soprattutto) sfumature di grande intensità.

La band di San Francisco Dirty Cello trasporta il pubblico oltre oceano e su sonorità rock e blues grass profondamente americane (non solo da east coast). Violoncello parte della band, allegra o cupa, dipende dal mood, ma sempre nell'amalgama delle sonorità da strada. C'è tutto il blues grass d'avanguardia, in cui il violoncello spinge il genere un po' più in là.

Uno dei cardini della rassegna sono le "Suites" di Bach. Lette attraverso il best seller di Eric Sibili, "The Cello Suites" (2009), ma soprattutto sentite attraverso l'interpretazione di Enrico Dindo. Se sul saggio si Sibili ci sono, infatti, osservazioni di ogni genere da fare (la cui lettura, per essere compresa appieno, deve essere fatta con spirito rigorosamente non europeo-centrico, ma americano), su Enrico Dindo c'è poco da dire. La sua interpretazione di Bach è senz'altro tra le grandi riletture di uno dei classici della letteratura per violoncello a cui Dindo ha dedicato un registrazione monografica per la Decca. Ascoltarlo dal vivo, nella scenografia (con la sua particolare eco) del Museo, è l'esperienza che una rassegna del genere concede all'ascoltatore non necessariamente del mestiere. Ed è un'esperienza straordinaria, per la sua interpretazione passionale, elegante, piena. Ma anche per la possibilità di farla calandosi in una dimensione effettivamente classica. Dunque un pezzo fondamentale del repertorio per violoncello, egregiamente interpretato, e da uno dei più importanti violoncellisti viventi italiani.

Più complesso entrare nelle corde della violoncellista israelo-new yorkese Maya Beiser. Il suo "One Cello, Many Voices" nel cortile delle fontane si perde un po.' Intendiamoci, Beiser lavora con Brian Eno, Philip Glass, Osvaldo Golijov, Steve Reich (che le ha anche dedicato un pezzo), ed a suo modo un gigante dell'esecuzione del repertorio contemporaneo, ma il suo spettacolo, molto tecnologico, dark, celebrale e d'avanguardia, che unisce video a campionature elettroniche, sembra non riuscire a perforare il pubblico, come invece farà (in modo per altro molto passionale e magistrale) l'ultima sera quando si unisce a Sollima per una "Celebration" in cui tira fuori un'anima molto delicata. Le sue interpretazioni di Osvaldo Golijov e Arvo Pärt rimangono infatti sensazionali, di grande sensibilità, e bisogna solo immergersi nelle sue registrazioni per scoprirne il valore. Insieme a Sollima, svestita, se si concede, di quell'alone dark, che l'ha oscurata nella sua prima interpretazione, Beiser è anche lei un piccolo gigante di questa rassegna.

Tags

comments powered by Disqus

Shop

Start your shopping here and you'll support All About Jazz in the process. Learn how.

Related Articles

Live Reviews
Darrell Grant Black Art @ 25 Quartet at Birdland Theater
By Mike Jurkovic
January 18, 2019
Live Reviews
Odean Pope Quartet at the Philadelphia Museum of Art
By Victor L. Schermer
January 15, 2019
Live Reviews
Denise Donatelli at Mezzrow
By Nicholas F. Mondello
January 10, 2019
Live Reviews
The Los Cabos Jazz Experience 2018
By Wendy Ross
January 5, 2019
Live Reviews
Rene Marie With Experiment In Truth At The Jazz Corner
By Martin McFie
January 3, 2019