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Eleonora Bagarotti: 4 Ever – John Paul George Ringo

Alberto Bazzurro By

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4 Ever—John Paul George Ringo
Eleonora Bagarotti
313 Pagine
Vololibero

L'idea era decisamente golosa, invitante: seguire il percorso dei quattro Beatles anche al di là (quantitativamente anche molto al di là) della vita del gruppo. Le cose, lungo le trecento pagine che compongono il libro, non vanno poi sempre secondo le attese. Vediamo in che termini, seguendo la stessa scansione del testo.

John: Si parte bene, prendendo la storia dall'inizio, ma poi ci si perde in troppi rivoli, la forma letteraria si spezzetta, s'ingarbuglia, perde in messa a fuoco, con l'approccio che è spesso più quello della fan che della biografa. Si glissa su tutto il periodo-Beatles, la nascita, la storia, l'evoluzione: i riferimenti sono continui ma disorganici, come che chi legge, di questo, debba già sapere. Se l'idea era quindi quella, stimolante, di fotografare le singole entità anche fuori dal gruppo, le premesse sono sostanzialmente disattese. Doveva esserci un prima, un durante e un dopo: il prima è felicemente abbozzato e poi di colpo abbandonato, il durante manca, il dopo è fin troppo dominante. La discografia che suggella il capitolo appare anch'essa concettualmente un po' disordinata (ma lo sforzo è comunque notevole, come per gli altri tre "scarafaggi"), l'intervista finale con Yoko Ono un po' di maniera.

Paul: Qui si parte dall'impegno sociale e ambientale (non risparmiando un po' di sana melassa). Si passa quindi senza tappe intermedie alle donne di Paul, con schede ad hoc fin troppo esaurienti (gossip incluso, ovviamente), per dedicare le successive cinquanta pagine che spettano a Sir Paul a una ventina di righe a firma Brian Epstein e per il resto a una discografia forzatamente chilometrica. Sempre con un uso di consecutio temporum e punteggiatura non immacolato, come del resto la scrittura tutta, non particolarmente organica e avvincente, un po' gettata lì, disadorna, con frasi e capoversi troppo spesso slegati fra loro, soprattutto con un'assoluta mancanza di ritmo (che della scrittura è una della anime, così come della musica). Molto buona, per contro, e anche ben scritta, l'intervista col diretto interessato che chiude il capitolo.

George: Dopo un cappello ben più convincente dei primi due (specie quello su McCartney), anche per Mr. Harrison arriva la passerella delle ex, evidentemente irrinunciabile. Si passa quindi senza stadi intermedi alla sua fine (2001), peraltro con tocchi degni di nota, da parte dell'autrice come di coloro a cui la stessa, nei numerosi virgolettati, lo fa ricordare. La copiosa discografia è preceduta da un paio di paginette sul film dedicato a Harrison nel 2011 da Martin Scorsese. Tutta la parte intermedia (ma solo dal '68 in poi) si desume a spizzichi e bocconi dalla succitata discografia (dove il livello di scrittura recalcitra di nuovo), il tutto in un clima di sostanziale beatificazione che avvolge l'Harrison uomo e musicista. Chiude il capitolo una veloce intervista col recentemente scomparso George Martin.

Ringo: Si parte anche qui dagli inizi, felicemente, rimarcando in particolare il destino comune con Lennon circa l'abbandono precoce da parte del padre con conseguente ferita mai rimarginata (se non, per Ringo, grazie a un felice rapporto col patrigno). Finalmente, poi, almeno in quest'ultimo capitolo la genesi dei Beatles si materializza. Subito dopo arriva anche qui l'immancabile agenda di mogli e amanti, tanto per non far torto a nessuno. Neppure alle figlie delle stesse. Sentite questa: "La figlia di Barbara [Bach, ultima moglie di Ringo], dichiaratamente lesbica, ha avuto una lunga relazione ufficiale con l'attrice Portia De Rossi e con l'attrice Britt Marling, che è sua compagna dall'anno scorso." Tanto per capire di cosa stiamo parlando. Seguono filmografia (con i Beatles e non), analisi (anche su singoli brani) di un drumming definito rivoluzionario, discografia e intervista finale (non male).

Chiude il volume una trentina di pagine di memorabilia, foto e relativa legenda.

Per fans accaniti, nonché letterariamente non eccessivamente esigenti.

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