All About Jazz

Home » Articoli » Album Reviews

Dear All About Jazz Readers,

If you're familiar with All About Jazz, you know that we've dedicated over two decades to supporting jazz as an art form, and more importantly, the creative musicians who make it. Our enduring commitment has made All About Jazz one of the most culturally important websites of its kind in the world reaching hundreds of thousands of readers every month. However, to expand our offerings and develop new means to foster jazz discovery we need your help.

You can become a sustaining member for a modest $20 and in return, we'll immediately hide those pesky Google ads PLUS deliver exclusive content and provide access to future articles for a full year! This combination will not only improve your AAJ experience, it will allow us to continue to rigorously build on the great work we first started in 1995. Read on to view our project ideas...

1

Allan Holdsworth: Eidolon

Maurizio Comandini By

Sign in to view read count
L'etichetta americana Manifesto Records ha curato una importante ristampa quasi integrale del materiale discografico inciso dal chitarrista inglese Allan Holdsworth e ha pubblicato un bel cofanetto di 12 CD che raccoglie il tutto, escludendo solo il disco Velvet Darkness del 1976 per esplicita volontà del chitarrista stesso che non aveva avallato la sua pubblicazione all'epoca, a seguito di una decisione presa dal produttore senza il suo consenso.

Dal cofanetto di 12 CD lo stesso Allan Holdsworth ha selezionato 28 brani che sono stati utilizzati per questo doppio CD che raccoglie quindi il meglio della discografia di questo eccellente musicista che ha segnato gli ultimi quarant'anni con la sua tecnica sopraffina e le sue eccellenti idee musicali. Il periodo temporale coperto è quello che va dal 1982 al 2003 e non manca un album registrato dal vivo, il finale Then!

Dobbiamo purtroppo aggiungere che questa selezione del meglio di Holdsworth va considerata definitiva, visto che il chitarrista è passato a miglior vita il 15 aprile del 2017, per un infarto che lo ha colpito nella sua residenza californiana, poco lontano da San Diego. La sua iniziale passione per il sassofono lo ha sempre spinto a perfezionare quel suono legato che è tipico delle sue interpretazioni, grazie anche a diteggiature complicatissime che sono ormai diventate leggendarie per i sui fan. Le sue linee melodiche sono sempre ben strutturate, molto peculiari e inconsuete, ma sempre contraddistinte da una intrinseca logica stringente che va colta e apprezzata. Questo vale sia per le sue linee compositive, sia per quelle solistiche, ormai diventate leggenda metropolitana. Le sue svolte repentine fanno guizzare la voce della chitarra su dimensioni parallele che nessuno aveva immaginato prima di allora.

Il doppio CD ci propone il tutto secondo un curioso ordine cronologico al contrario con qualche licenza che poi segnaleremo. Si parte da tre brani tratti da Sixteen Men of Tain del 2000 e si scende dolcemente verso i brani "Letters of Marque" e "Temporary Fault" che provengono dall'album I.O.U. del 1982. Come sorta di pensiero a posteriori il secondo CD si chiude però con un guizzo che ignora la cronologia rovesciata e ci riporta all'album Sand del 1987 (con il brano "The 4.15 Bradford Executive") e all'album Flat Tire del 2001 (con il brano "Curves" preso con il SynthAxe, uno strumento ibrido derivato dalla chitarra, spesso usato da Holdsworth sin dagli anni ottanta, che consentiva al chitarrista di controllare i suoni sintetizzati raccolti in uno o più expander, sfruttando al meglio la tecnologia MIDI abitualmente associata alle tastiere). Anche nel finale del primo CD c'era stata una rottura dell'ordine cronologico con l'immissione del bellissimo "Road Games" tratto dall'album omonimo del 1983, impreziosito dalla voce di Jack Bruce.

I collaboratori scelti da Allan Holdsworth per i suoi dischi sono sempre di altissimo livello, specialmente per la loro perizia tecnica. Ricordiamo in particolare il pianista Gordon Beck, il batterista/tastierista Gary Husband, il bassista Jeff Berlin, il batterista Vinnie Colaiuta e tanti altri. Tutti interpreti molti noti dei loro rispettivi strumenti che alla indubbia perizia tecnica aggiungono anche una evidente adesione spirituale a progetti complessi e articolati come quelli di Holdsworth, vero maestro delle tecniche fusion che partono dal jazz e dal rock per raggiungere territori alternativi dove il tempo sembra correre con regole diverse. La passione e la estrema perizia tecnica sono sempre ben in evidenza in questo viaggio a ritroso che ci consente di riscoprire la magia dell'arte di un grande umile artista: Allan Holdsworth.

Track Listing:
CD 1: 1. Sixteen Men of Tain; 2. The Drums Were Yellow; 3. Eidolon; 4. How Deep Is the Ocean; 5. Nuages; 6. Ruhkukah; 7. Low Levels, High Stakes; 8. Tullio; 9. Sphere of Innocence; 10. Dodgy Boat; 11. Against the Clock; 12. City Nights; 13. 54 Duncan Terrace; 14. Road Games.
CD 2: 1. Peril Premonition; 2. Distance Vs. Desire; 3. Pud Wud; 4. Non-Brewed Condiment; 5. Funnels; 6. Metal Fatigue; 7. Home; 8. Devil Take the Hindmost; 9. Tokyo Dream; 10. Water on the Brain-Pt. II; 11. Letters of Marque; 12. Temporary Fault; 13. The 4.15 Bradford Executive; 14. Curves.

Title: Eidolon | Year Released: 2017 | Record Label: Manifesto

Tags

Watch

comments powered by Disqus

Shop for Music

Start your music shopping from All About Jazz and you'll support us in the process. Learn how.

Related Articles

Read Higher Album Reviews
Higher
By Tyran Grillo
May 26, 2019
Read The Unlonely Raindancer Album Reviews
The Unlonely Raindancer
By Matt Parker
May 26, 2019
Read Pyramid Scheme Album Reviews
Pyramid Scheme
By Mark Sullivan
May 26, 2019
Read Mosaismic Album Reviews
Mosaismic
By Mike Jurkovic
May 26, 2019
Read Caldera / Sky Islands Album Reviews
Caldera / Sky Islands
By Jakob Baekgaard
May 25, 2019
Read Baby, Please Come Home Album Reviews
Baby, Please Come Home
By Doug Collette
May 25, 2019
Read Reckless Heart Album Reviews
Reckless Heart
By Doug Collette
May 25, 2019