All About Jazz

Home » Articoli » Album Reviews

Dear All About Jazz Readers,

If you're familiar with All About Jazz, you know that we've dedicated over two decades to supporting jazz as an art form, and more importantly, the creative musicians who make it. Our enduring commitment has made All About Jazz one of the most culturally important websites of its kind in the world reaching hundreds of thousands of readers every month. However, to expand our offerings and develop new means to foster jazz discovery we need your help.

You can become a sustaining member for a modest $20 and in return, we'll immediately hide those pesky Google ads PLUS deliver exclusive content and provide access to future articles for a full year! This combination will not only improve your AAJ experience, it will allow us to continue to rigorously build on the great work we first started in 1995. Read on to view our project ideas...

0

Wes Montgomery: Echoes of Indiana

AAJ Italy Staff By

Sign in to view read count
La ricerca di registrazioni inedite, perdute, connesse a fasi iniziali della carriera di un artista o a un passaggio fondamentale della storia del jazz, è una costante da sempre del collezionismo specializzato. Ha portato numerose gioie: si pensi in anni recenti alla scoperta di registrazioni live del quintetto di Parker e Gillespie Town Hall, New York City, June 22, 1945 / The Quintet of the Year) o analoghi documenti del quartetto di Monk e Coltrane (Thelonious Monk Quartet with John Coltrane at Carnegie Hall . Resta aperta, forse per sempre, la questione di un cilindro registrato da Buddy Bolden. Intanto Echoes of Indiana Avenue ci regala nove incisioni private e dal vivo dove Wes Montgomery è catturato nella sua città natale poco prima dell'ascesa, purtroppo breve, alla fama.

Si tratta di brani registrati nel biennio 1958 / 1959, alcuni in studio, altri in un club di Indianapolis. Anticipano di poco l'esordio per Riverside che avrebbe imposto il chitarrista all'attenzione di tutti i colleghi, rivelandolo come il principale erede di Charlie Christian, i cui assolo Montgomery aveva imparato a memoria negli anni di formazione. Una crescita da autodidatta, guidato solo dall'orecchio, secondo una ricchissima tradizione di artisti afroamericani degli strumenti a corde, le cui origini sono contemporanee all'arrivo dei primi schiavi nelle colonie britanniche. L'incapacità a leggere la musica, che in termini europei appare deteriore, era sostituita da una sorta di accademia quotidiana, dove lo scambio delle informazioni era costante, l'esempio facile da rinvenire e quanto mancava sul posto era reperibile nei dischi.

L'ambiente che ospita la formazione di Montgomery e nel quale presero vita i brani qui offerti, è la capitale dell'Indiana, terza città del Midwest, dopo le più famose Chicago e Detroit. Un luogo assai fertile negli anni Quaranta e Cinquanta: dal suo territorio provennero infatti, Freddie Hubbard, J.J. Johnson, David Baker e altri nomi di spicco. La famiglia Montgomery era poi assai musicale, a Wes si devono affiancare i nomi dei due fratelli: Monk (pioniere del basso elettrico) e il pianista Buddy, con i quali formò i Montgomery Brothers. Un contesto sociale e familiare che raccoglieva le istanze blues della tradizione, aprendosi all'insegnamento dei maestri bop e ai nuovi stimoli di matrice soul.

Qui operò il genio di Wes, in termini di tecnica e stile. Le sei corde ricevettero da lui un impulso innovativo poi raccolto da chitarristi come Metheny e Martino, ma al dato meccanico si deve sempre affiancare la straordinaria cantabilità delle linee melodiche e la fluidità in assolo. Il lavoro sul timbro aveva una forte valenza espressiva, puntando al calore dei bassi nelle ballad, qui ben evidente nella resa di "'Round Midnight," o a un'asprezza tagliente e downhome, per la quale rinviamo alla jam "After Hours Blues," posta in chiusura dell'album. Sempre "'Round Midnight" illustra la compatibilità con l'organo Hammond: il tandem chitarra / organo non è invenzione di Montgomery, ma certo con lui raggiunse vette notevoli.

I brani dal vivo includono prove di agilità bebop ben riassunte da "Straight No Chaser" e dovrebbero provenire dallo Hub-Bub, un bar che offriva musica dal vivo ingaggiando nuovi talenti locali. In generale questi inediti offrono una visione di Montgomery priva di quei filtri o elaborazioni, così evidenti nei troppo bistrattati lavori pop precedenti la scomparsa. Grazie a Echoes of Indiana, per 53 minuti possiamo immergerci nel quotidiano jazzistico di Indianapolis, cogliendo la preziosa testimonianza dell'opera di un genio a un passo dalla sua affermazione mondiale. Al valore musicale si affianca un libretto assai ricco di informazioni, testimonianze dirette e analitiche, ottimo complemento per chi apprezza un ascolto sostenuto da conoscenza e cultura.

Track Listing: 01. Diablo's Dance; 02. Round Midnight; 03. Straight No Chaser; 04. Nica's Dream; 05. Darn That Dream; 06. Take the "A" Train; 07. Misty; 08. Body & Soul; 09. After Hours Blues.

Personnel: Wes Montgomery (chitarra elettrica); Monk Montgomery, Mingo Jones, sconosciuto (contrabbasso); Buddy Montgomery, Earl Van Riper (pianoforte); Melvin Rhyne (pianoforte, Hammond); Sonny Johnson, Paul Parker (batteria).

Title: Echoes of Indiana | Year Released: 2012 | Record Label: ESMAP

Tags

comments powered by Disqus

Shop for Music

Start your music shopping from All About Jazz and you'll support us in the process. Learn how.

Year in Review
Album Reviews
Reassessing
Album Reviews
Extended Analysis
Building a Jazz Library
Reassessing
Album Reviews
Multiple Reviews
Album Reviews
Film Reviews
Album Reviews
Read more articles
In Paris: The Definitive ORTF Recording

In Paris: The...

Resonance Records
2018

buy
One Night in Indy

One Night in Indy

Resonance Records
2018

buy
Wes Montgomery In Paris

Wes Montgomery In...

Resonance Records
2018

buy
Smokin’ in Seattle: Live at the Penthouse (1966)

Smokin’ in Seattle:...

Resonance Records
2017

buy
In the Beginning

In the Beginning

Resonance Records
2016

buy

Related Articles

Read When Will The Blues Leave Album Reviews
When Will The Blues Leave
By Karl Ackermann
May 22, 2019
Read Crowded Heart Album Reviews
Crowded Heart
By Dan Bilawsky
May 22, 2019
Read Infinite Itinerant Album Reviews
Infinite Itinerant
By Geno Thackara
May 22, 2019
Read Pulcino Album Reviews
Pulcino
By Nicholas F. Mondello
May 22, 2019
Read Hastings Jazz Collective/Shadow Dances Album Reviews
Hastings Jazz Collective/Shadow Dances
By Dan McClenaghan
May 21, 2019
Read That's a Computer Album Reviews
That's a Computer
By Jerome Wilson
May 21, 2019
Read All I Do Is Bleed Album Reviews
All I Do Is Bleed
By Paul Naser
May 21, 2019