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Mountweazel: Doublethink

Neri Pollastri By

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Ha qualcosa di ornettiano questo album di Mountweazel, quartetto composto dagli italiani Federico Eterno e Davide Lorenzon, rispettivamente ai sax contralto e tenore, dal finlandese Antti Virtaranta al contrabbasso e dal polacco Adrian David Krok alla batteria, accomunati dal lavorare tutti perlopiù a Berlino. E ce l'ha non solo per il titolo del brano d'avvio, che richiama fortemente quelli del quartetto storico del sassofonista di Forth Worth: vi troviamo infatti una marcata libertà espressiva all'interno di strutture che le donano coerenza e direzione drammaturgica, ma anche improvvisazioni radicali, nei due brani in cui la formazione si allarga a quintetto ospitando il piano di Nicola Guazzaloca. E vi troviamo inoltre una costruzione sinergica del suono, con la partecipazione attiva di contrabbasso e batteria in ruoli tutt'altro che ritmici—si ascolti esemplarmente la traccia d'avvio, con Krok che pennella suoni percussivi e Virtaranta che lavora all'archetto—e con i due fiati che si supportano l'un l'altro, così da non lasciare che le espressività più estreme suonino mai astratte o cerebrali.

Ovviamente nel procedere tematico siamo più lontani da Ornette—il tempo non è passato invano—poiché le atmosfere e gli stilemi che vi si incontrano sono quelli propri della tradizione europea. Ma, diversamente da tanta parte di quest'ultima, qui la leggibilità è sempre elevata, così come la coerenza del discorso: i fiati si scambiano la parte di narratore, insistono su prolusioni tese e drammaticamente comunicative, ma il filo drammaturgico è costantemente percepibile. Cosa, questa, che non muta né nei quattro brani composti (due da Eterno, uno a testa da Lorenzon e Virtaranta), né nelle due improvvisazioni. Qui la presenza del pianoforte—e dell'esperta creatività del suo interprete, Guazzaloca—fornisce ancor più varietà timbrica e tematica, senza tuttavia snaturare la cifra. Sempre molto intensi dinamicamente gli scenari, estremamente mutevoli invece i tempi, anche se con una prevalenza del medio-veloce.

Nei suoi tre quarti d'ora di durata Doublethink—titolo ispirato all'orwelliano concetto del bispensiero, compresenza contraddittoria di idee opposte che in effetti corrispondono per tanti aspetti alla musica espressa—palesa una freschezza e un'originalità non comuni, unite a una grande piacevolezza d'ascolto, frutto anche della personalità dei suoi interpreti. Disco pertanto senz'altro da segnalare e formazione da seguire con attenzione.

Album della settimana.

Track Listing: Purity of Essence; Hungry Waves; Apopudobalia; Kaffeemischung; Esrum Hellerup; If, Then.

Personnel: Federico Eterno: alto saxophone; Davide Lorenzon: tenor saxophone; Antti Virtaranta: bass; Adrian David Krok: drums; Nicola Guazzaloca: piano (in “Hungry Waves” e “Esrum Hellerup”).

Title: Doublethink | Year Released: 2018 | Record Label: Aut Records

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