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Nels Cline: Dirty Baby

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Nels Cline è da molti anni una delle voci più interessanti emerse dal mondo della musica Americana. Lo è come chitarrista, ammirato e stimato da molti suoi colleghi. Lo è come musicista a tutto tondo, autore di progetti sempre carichi di suggestioni, sorprese e spunti.

L'ingresso nel gruppo Wilco non sembra averlo distolto più di tanto dalle sue altre mille avventure e anche nel 2010, dopo l'ottimo Initiate, arriva un raddoppio eccellente con questo splendido Dirty Baby che riesce a ridefinire il modo (uno dei modi) coi quali la musica può interfacciarsi con l'arte visiva.

La produzione è affidata a David Breskin, che aveva già contribuito al progetto che Bill Frisell aveva dedicato all'arte pittorica di Gerhard Richter, Richter 858. In questo caso il riferimento è invece Ed Ruscha, un artista concettuale losangelino, legato agli stilemi della pop art, che era già ben noto a Nels Cline, sin dai tempi delle sue frequentazioni nelle librerie alternative, specializzate in libri d'arte, della città.

Di Ruscha vengono utilizzate due serie: la prima si chiama Silhouette e risale agli anni '80; la seconda, decisamente più astratta, si chiama invece Cityscapes e risale al decennio successivo. I sessantasei dipinti selezionati come fonte di ispirazione per la musica sono fedelmente riprodotti nei due bellissimi libretti allegati alla lussuosa confezione che prevede anche un terzo libretto contenente molte foto tratte dalle sedute di registrazione e le parole di Nels Cline, che racconta, in maniera molto articolata, come è nato questo progetto.

Il primo CD vede all'opera un organico senza fiati e lavora sulle suggestioni emotive fornite dai dipinti della serie Silhouette. Il lavoro è diviso in sei parti, per un totale di 42 minuti. Lo spunto narrativo è fornito dall'idea di rappresentare la nascita della civiltà americana e il suo divenire nel tempo, sino alla follia dei giorni nostri. La musica è densa e piena di sollecitazioni, con la chitarra di Nels Cline sempre in ottima evidenza, ben sostenuta dalla batteria di Scott Amendola, dal basso di Devin Hoff, dal synth analogico di Jon Brion, dall'organo di Wayne Peet, dall'armonica cromatica di Bill Barrett e da altri.

Le prime quattro parti della suite sono abbastanza brevi e coprono i primi venti minuti scarsi dell'intero CD. La musica parte lentamente per poi giungere a liberare nell'aria colate laviche sempre più incandescenti. Gli ultimi due brani sono invece molto lunghi e fanno atterrare l'ensemble guidato da Cline dalle parti del Miles elettrico più sperimentale, diciamo quello di On the Corner, di Dark Magus, di Pangaea, di Agartha.

La musica ribolle e scoppietta, carica di energia positiva che si manifesta nello spazio e si sprigiona nell'aria. E' come un serpente multicolore che ondeggia sinuoso qualche metro davanti a noi, senza mai farsi realmente acchiappare. Solo nella parte finale della "sezione VI" le acque sembrano trovare un punto di quiete e la navicella riesce a veleggiare verso un porto che si intravede in lontananza.

Il secondo CD vede una formazione diversa, con i sax di Vinny Golia, la tromba di Dan Clucas, il violino di Jeff Gauthier, il violoncello di Jessica Catron, il vibrafono di Brad Dutz e altri a fare da contraltare alle chitarre di Nels Cline. Il basso rimane affidato a Devin Hoff, mentre alla batteria troviamo il fratello gemello del leader, quell'Alex Cline che si diletta anche di pittura e che quindi è particolarmente a suo agio in un contesto dove i rimandi alle arti visive sono fondamentali.

Seguendo le suggestioni della serie Cityscapes, la musica si fa molto più astratta e frammentata. Sono oltre cinquantun minuti suddivisi in 33 brevi episodi, ognuno dedicato espressamente ad un dipinto di Ruscha della serie Cityscapes e intitolato proprio come i dipinti a cui fa riferimento. Sono titoli belli tosti che sembrano uscire da libri gialli hard boiled, una tradizione letteraria ben presente nella città degli angeli.

La musica è più grumosa e frastagliata, carica di una forte componente espressiva. I paesaggi sonori sono ampi e dilatati, percorsi da una corrente di entropia ben avvertibile e significativa. Ogni tanto fa capolino il blues (ascoltate in particolare la deliziosa "You Talk You Get Killed" con la tromba di Dan Clucas a guidare le danze) ma è solo una suggestione temporanea che si ripete ogni tanto, per il resto sono schegge impazzite che si muovono alla velocità della luce nello spazio circostante. Inutile inseguirle con gli occhi, molto meglio lasciare che ci avvolgano con le loro scie luminescenti.

Track Listing: CD 1: Dirty Baby: Part I; Dirty Baby: Part II; Dirty Baby: Part III; Dirty Baby: Part IV; Dirty Baby: Part V; Dirty Baby: Part VI. CD 2: In God We Trust; Hi There, My Old Friend; If I Was You I'd Do Just Like I Told You To Do; Do As I Say Or...; No Mercy; Do As Told Or Suffer; Agree To Our Terms Or Prepare Yourself For A Blast Furnace; Your A Dead Man;Hey You Want To Sleep With The Fishes?; A Columbian Necklace For You; Note We Have Already Got Rid Of Several Like You--One Was Found In The River Just Recently; Be Cautious Else We Be Bangin On You; You Wont Know When You Wont Know Where You Wont Know Who You Wont Know Why; Its Payback Time; I'm Going To Leave More Notes And I'm Going To Kick More Ass; You Cross Me I Wanna See Blood; I Heard You Moved To Pahrump, Nevada- -You Cannot Escape; Little Snitches Like You End Up In Dumpsters All Across Town; I'm Getting Out Soon And I Haven;t Forgot Your Testimony Put Me In Here; You Talk You Get Killed; Don't Let The Information Be Known To Any Person Or You Die: Don't Threaten Me With Your Threats; I Might Just Act Ugly If You Talk; When I'm Released I'm Smoking A Straight Line To You. Got Me?; Want To Get To Know My Boiling Point?; You Dirty Rotten Bitch; You Will Eat Hot Lead; I Can't take It No More; I Might Just Act Ugly If You Get Up On That Stand And Say Something Unpleasant To My Ears; I Thought I Told You That We Won't Stop; I Will Wipe You Off The Face Of This Earth; Give Up The Gold Or give Up Your Life; You And I Are In Disagreement.

Personnel: Bill Barrett (armonica; Wayne Peet (organo); Jon Brion (tastiere, voce); Jeremy Drake (chitarre e strumenti a corda); Glenn Taylor (chitarra pedal steel); Scott Amendola (batteria, percussioni, elettronica); Devin Hoff (bassi); Danny Frankel (batteria e percussioni); Nels Cline (chitarre, effetti, elettronica); Vinny Golia (flauto, clarinetto, sax); Dan Clucas (tromba, flauto); Jeff Gauthier (violino); Jessica Catron (violoncello); Brad Dutz (xylofono, vibrafono, percussioni); Alex Cline (percussioni).

Title: Dirty Baby | Year Released: 2011 | Record Label: Cryptogramophone

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