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Noah Kaplan: Descendants

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Chi sono i 'discendenti' a cui fa riferimento nel titolo il giovane saxofonista Noah Kaplan? Certamente non sono i pronipoti hawaiani del bel film con George Clooney, che porta lo stesso titolo (in Italia non si sa perché è stato ribattezzato Paradiso Amaro). Forse guardando le cose a rovescio, i 'discendenti' sono proprio i quattro musicisti del suo gruppo e i padri da cui discendono sono Joe Maneri e Ornette Coleman. E tanti altri musicisti che negli ultimi 50 anni hanno avuto il coraggio di liberarsi dalle convenzioni, dalle costrizioni, dalle regole ormai superate ma ancora vigenti proprio per l'incapacità del mainstream di farsi da parte.

Per Kaplan gli scenari possibili sono innumerevoli e non si vergogna di percorrerli senza fretta, gustandosi le divagazioni timbriche, tonali, ritmiche e, in senso lato, pure quelle armoniche. I suoi saxofoni sanno raccontare le sue storie, senza mai scendere nella banalità. Con un sillogismo piuttosto bizantino, si potrebbe affermare che il soffio è l'elemento costante, tutto il resto è mutevole. Ogni regola è bandita.

Il chitarrista Joe Morris usa lo stesso approccio da sempre e quindi si trova perfettamente a suo agio in queste acque azzurre, prive di ombre. Tutto è sotto la luce del sole, persino in profondità. Le sue frasi sono lunghe e ben distinte. Non si aggrovigliano facilmente perché il filo della trama è sempre in tensione. Intelligentemente, non si lasciano tentare dalle sovrapposizioni malandrine che portano le idee ad annodarsi senza possibilità di scampo.

Il bassista genovese Giacomo Merega è, da tempo, compagno di avventura di Kaplan e la loro lunga militanza comune paga i dividendi anche in questa occasione, dando ottimi frutti in termini di capacità quasi magica di interpretare le possibili evoluzioni delle linee solistiche. Merega, in questa occasione, utilizza il basso elettrico e si mostra solido e concreto, con un suono preciso e incalzante che non sborda mai dai limiti di campo, anche perché spesso questi sono invisibili.

Alla batteria troviamo Jason Nazary, un giovane batterista che sa stupirci per scelte timbriche spesso inusuali che contribuiscono a rendere ancora più originale la musica di questo album. Il suo senso delle dinamiche è molto ben sviluppato e il suo apporto percussivo sa spegnersi nei momenti opportuni, riemergendo con vigore quando la corrente si fa più impetuosa.

Le sei composizioni sono tutte firmate da Noah Kaplan e lasciano emergere brandelli di Ornette Coleman fusi con reminiscenze di Jimmy Lyons, bagliori di Joe Maneri mischiati con riverberi di Evan Parker, pezzettini di Anthony Braxton intercalati con il respiro di Sam Rivers. Padri e figli, nipoti e pronipoti. Discendenti.

Track Listing: Pendulum Music; Descent; Esther; Rat Man; Wolves; Untitled.

Personnel: Noah Kaplan: tenor saxophone, soprano saxophone; Joe Morris: guitar; Giacomo Merega: electric bass; Jason Nazary: drums.

Title: Descendants | Year Released: 2012 | Record Label: Hatology

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