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The Aardvark Jazz Orchestra: Democratic Vistas

Angelo Leonardi By

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Il titolo della nona incisione dell' Aardvark Jazz Orchestra per la Leo (il 15mo disco in 46 anni di attività!) riprende quello di un saggio di Walt Whitman del 1871 che denunciava la corruzione politica e la decadenza morale dell'epoca tardo vittoriana.

È l'annuncio di un disco "politico," che il leader della formazione Mark Harvey ha voluto proporre con l'esecuzione di due suites: la prima di quasi ventotto minuti e la seconda di quaranta. I titoli delle varie sezioni—e l'autore stesso nelle note-spiegano di voler riflettere in musica critiche e speranze sulla situazione socio-politica contemporanea, in particolare statunitense. Non possiamo valutare la riuscita delle sue intenzioni. Assodato che la musica è un linguaggio asemantico, incapace di veicolare significati verbali, possiamo solo considerare la ricchezza espressiva dei codici scelti e la loro coerenza interna, al di là di quelle che sono le specifiche intenzioni dell'autore.


La scrittura di Harvey è generalmente eclettica e—anche in uno stesso brano—spazia dal mainstream, al rock, a momenti di libera improvvisazione free, in un variopinto susseguirsi di innesti e contrasti. Come abbiamo detto in altre recensioni i percorsi sono talvolta stridenti e anche stavolta non si fa eccezione.

Il primo brano della suite, ”Democratic Vistas” inizia con un ritmo martellante su un vociferante clima free che apre a un lungo quadro d'astratto camerismo con la tuba di Bill Lowe protagonista. Seguono il vibrante intervento di Dan Zupan al sax baritono su un ritmo iterato e una chiusura orchestrale ancora free. Ognuno dei quadri successivi è diverso: una ballad evocativa, un brioso tema caraibico e un anomalo blues, che accosta un'aleatoria introduzione cameristica, una parte tradizionale e un finale slabbrato. Ognuno dei brani, presi singolarmente, sono riusciti ma sfugge la visione complessiva.

Stesse procedure per la seconda composizione che si snoda per 13 movimenti e che ovviamente è impossibile descrivere per la molteplicità delle situazioni in gioco: c'è però una costante ricerca del grottesco negli sviluppi musicali e negli accostamenti che offre un senso complessivo alle varie parti. Momento principe di questo è ”Tramputin Tango”, un caleidoscopio dove troviamo di tutto.

Track Listing: Franklin’s Wager; Dreaming; Samba 313; De-Evolution Blues: The Swamp-a-Rama Suite (5-14): March of the Delusional, Dysfunctionl Demagogues; Waltz of the Oligarchs; Twit Storm Two-Step; Mar-a-Lago Tee Dance; Trumputin Tango; Fake News Blewz; Perseverance Polka; Peristence Pavanne; Disintegration Death Dance; Democracy Street Dance; No Walls (Prelude); No Walls (Anthem); Elegy.

Personnel: Taylor Ho Bynum (1), Jeanne Snodgrass, K.C. Dunbar: trumpets; Bob Pilkington, Jay Keyser (x1), Jeff Marsanskis: trombones; Bill Lowe: bass trombone/tuba; Peter Bloom, Arni Cheatham, Dan Zupan, Phil Scarff, Chris Rakowski: saxophones, woodwinds; Larry Carsman (1), Richard Nelson (1): guitar; Rob Bethel (4): cello; John Funkhouser: string bass, piano; Jerry Edwards (1,3): electric bass, vocal; Grace Hughes: vocal; Harry Wellott (x4), Hollis Headrick (4); Craig Ellis (1): percussion.

Title: Democratic Vistas | Year Released: 2018 | Record Label: Leo Records

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