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Kyle Bruckmann's Degradient: Dear Everyone

Giuseppe Segala By

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Diceva Luciano Berio nel 1974, a proposito della ricerca di "analogie specifiche" tra linguaggio verbale e musica, che "proprio questo tipo di ricerca è un altro modo di vivere una delle condizioni più reali e permanenti della musica, che è quella di rincorrere senza sosta un'utopia di linguaggio," per "scoprire nuove e provvisorie relazioni tra suono e significato," per "insegnarci a vedere il mondo come insieme di processi che interagiscono."

Compositore, solista di oboe e corno inglese, Kyle Bruckmann innesta in questo Dear Everyone le proprie provocazioni sulla reciproca interazione tra linguaggio poetico e musica, con l'idea eccentrica di proporre a novantanove voci la recitazione di versi surreali dell'amico poeta Matt Shears, tratti dalla raccolta intitolata appunto Dear Everyone. Le registrazioni vocali, molto differenti tra loro, vengono segmentate e utilizzate all'interno del lavoro di Bruckmann con modalità diverse, in parte fornendo nuclei ritmico-melodici alla musica, in parte mettendo a reagire musica e voci (ma anche le stesse voci registrate), oppure cercando la prosodia che agisce in un prisma di rispecchiamenti tra musica e recitazione.

Bruckmann ha operato nell'area di Chicago prima di trasferirsi a San Francisco nel 2003. Da allora, la sua attività ha mantenuto una forma pendolare, ancora a contatto con i musicisti creativi della scena chicagoana, tra cui Jason Stein, Jeb Bishop, Fred Lonberg-Holm, Weasel Walter, Tim Daisy, e allo stesso tempo attiva nella Bay Area, anche con ensemble dediti alla musica contemporanea accademica.

Nell'operazione di questo CD è coinvolto il quartetto denominato Degradient (dal gioco di parole tra degradare, "degrade," e pendenza, "gradient"). È questa la prima formazione diretta da Bruckmann scaturita interamente dalla West Coast, anche se il sassofonista e clarinettista Aram Shelton ha pure legato il proprio nome a progetti con chicagoani. A differenza di altri gruppi da lui guidati, più focalizzati su una fusione tra jazz e musica contemporanea, (si veda ad esempio Wrack), in questo caso entrano nel gioco in modo evidente la pulsazione e i timbri di certo avant rock. Ne è responsabile in particolare la presenza della coppia ritmica di formata dal bassista elettrico Jason Hoopes e dal batterista Jordan Glenn, componenti tra l'altro del trio di Fred Frith.

Nel lavoro si mescolano dunque tanti ingredienti e tanti stimoli, in un vortice di evidente provocazione surrealista, come emerge dagli stessi titoli dei brani. Operazione di giustapposizione e contiguità tra improvvisazione free, riff ruvidi, utilizzo penetrante dell'elettronica, recitazione, in un gioco che Bruckmann mostra di saper dominare con notevole senso della struttura drammatica. Da sottolineare l'apporto notevole in alcuni brani del trombone poderoso di Weston Olencki.

Track Listing:
CD 1:
Overt? Sure; Truncations, Deletions; Excisions, Autocorrections; Predictable Epiphanies; Things to Fear, Include; Collateral Damage; Sound Byte Culture; Elements Include.
CD 2:
Thereserased; Incursive Recursions; Next Message; Significant Details; Despite the Facts; Poetry Is Not Political; Eccretions/Arosions; To Conclude: Nothing Herein; Commissive Obpulsions; Recessional & Postlude.

Personnel: Kyle Bruckmann: oboe, English horn, electronics; Aram Shelton: alto saxophone, clarinets; Jason Hoopes: electric bass; Jordan Glenn: drums; Weston Olencki: trombone.

Title: Dear Everyone | Year Released: 2018 | Record Label: Not Two Records

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