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John Butcher - Mark Sanders: Daylight

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Potrebbe essere la recensione più breve del West. Viscerali e "avanti" davvero quanto basta, John Butcher e Mark Sanders, vecchi compagni d'armi sin dai tempi delle comuni collaborazioni con quel genio di Steve Beresford (del resto si erano incontrati a casa di Derek Bailey), tirano fuori dal cappello degli amici della Emanem, un piccolo compendio di free sul serio avanti, per la gioia di quei pochi che guardano alla musica improvvisata come alla classica ancora di salvezza.

Daylight raccoglie la registrazione digitale di due concerti del sassofonista e del percussionista britannici. Il primo brano ("Ropelight") è una cavalcata di oltre trenta minuti, raccolta alla Conway Hall londinese durante l'annuale Freedom of the City Festival il 3 maggio 2010. "Flicker" e "Glowstick" sono invece entrambi estratti da un concerto tenuto dal duo al Turner Sims Auditorium di Southampton nel febbraio del 2011.

Si tratta del primo vero album completo a nome del duo, dopo un'entusiasmante apparizione in Treader Duos uno dei volumi della sempre troppo poco in luce Treader, label che ha ospitato nel recente passato egregie energie sonore di nomi come Charles Hayward, Wadada Leo Smith, John Tchicai, Tony Marsh, Alexis Taylor, Alex Ward, Matthew Shipp, Evan Parker, Han Bennink e altri ancora. Concettuali ma fisici quanto basta, Butcher e Sanders verificano l'improvvisazione quale precisa forma di espressione. Lo fanno in modo meticoloso, aperto al vero significato di libertà espressiva.

Un titolo come Daylight non sembra il più adatto per un disco come questo, ma - come spiega Butcher nelle note di copertina a Tim Owen che le ha scritte - i due concerti qui raccolti, testimoniano con forza la decisa grande "luce" di quelle esibizioni. E, infatti, la tavolozza timbrica dei cinquantacinque e rotti minuti del disco attraversa sul serio la quasi totalità delle tonalità sonore. Sequenze concettuali e tecnica trasmesse con sicura eleganza nella sempre estrema difficoltà della figurazione del duo, forse una delle più difficili nei territori della musica moderna.

Il risultato è un flusso che interessa quasi in ogni momento della registrazione grazie all'intensità espressiva dei protagonisti che riescono pienamente a compenetrare la materia musicale analizzata. Strutturata e ricercata l'architettura dei sassofoni di Butcher quanto colorata e creativa quella del drummer Sanders: il duo è una buona occasione di esercizi spirituali spinti.

Del resto, da due cavalieri del free inglese attivi nel campo da almeno trent'anni, potevamo restare delusi? Se vi va, correte a farvi un abbonamento a Wire oppure iscrivetevi a un corso di ballo. In entrambe i modi libererete il corpo free che è in voi.

Visita i siti di John Butcher e Mark Sanders.

Title: Daylight | Year Released: 2012 | Record Label: Challenge Jazz

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