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Nate Wooley: (Dance to) the Early Music

Luca Canini By

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Marzo di due anni fa. Nate Wooley e il suo quintetto sul palco dell'Auditorium di Piazza della Libertà, ospiti (assai graditi) di Bergamo Jazz. Ultimi scampoli di concerto, tempo di bis: Wooley posa la tromba e annuncia: «Prima di salutarvi eseguiremo un paio di composizioni di Wynton Marsalis». Incredulità in sala. «Che ha detto? Marsalis?», chiede sgomitando al vicino uno spettatore due file più sotto. Esatto: Wynton Marsalis; quel Wynton Marsalis. Il più scapigliato e avanguardista dei trombettisti che rilegge il catalogo del più virtuoso e reazionario dei colleghi. «Ci pensavo da un pezzo, ma non ho mai trovato il coraggio di farlo. Negli Stati Uniti mi avrebbero preso per pazzo, qui in Europa è diverso: posso permettermi il lusso di rischiare».

Un rischio mica da poco. Dal vivo e ancora di più su disco. Già, perché quell'azzardo di due anni fa era soltanto il preludio a un omaggio a tutto tondo: (Dance to) the Early Music, pubblicato, come il precedente (Sit In) The Throne of Frendship, dalla portoghese Clean Feed. Un omaggio che poi omaggio non è. Come spiega lo stesso Wooley nelle note di copertina, preoccupandosi di negare qualsiasi volontà celebrativa; e men che meno polemica, politica o canzonatoria. E quindi? Che rimane? Un musicista, la sua storia, i dischi di Marsalis consumati nella proverbiale cameretta, sudore e passione. Un ritorno a casa, uno sguardo commosso al passato. Con la consapevolezza acquisita in anni e anni di fatica e mestiere.

Il risultato è una sorta di astrazione di alcune delle perle del catalogo di Wynton: da "Hesitation" a "J Mood," passando per "Skain's Domain" e "For Wee Folks." Immediatamente riconoscibili, affrontate con pudore e rispetto. Ma allo stesso tempo completamente tradite e trasfigurate. Questione di voci e di orchestrazione (la spettrale presenza del vibrafono di Matt Moran e la clamorosa assenza del pianoforte sono il fulcro della traslazione), ma anche di spazi e silenzi, di equilibri e geometrie.

Laddove Marsalis gioiosamente sommava, Nate Wooley lucidamente sottrae. In un gioco di rimandi obliqui e riflessi distorti che diventa ancora più appagante nel momento in cui, inevitabilmente, si cede alla tentazione di un confronto diretto con gli originali. Un faccia a faccia rivelatore dal quale emergono la grandezza del primo Marsalis (ripescate, riascoltate: non ve ne pentirete) e l'immenso acume dell'approccio di Wooley.

Track Listing: Hesitation; For Wee Folks; Blues; Delfeayo's Dilemma; Phryzzinian Man; On Insane Asylum; J Mood; Skain's Domain; Hesitation/Post-Hesitation.

Personnel: Nate Wooley: tromba; Josh Sinton: clarinetto basso; Matt Moran: vibrafono; Eivind Opsvik: contrabbasso; Harris Eisenstadt: batteria.

Title: (Dance to) the Early Music | Year Released: 2016 | Record Label: Clean Feed Records

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