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Nobu Stowe: Confusion Bleue

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Nobu Stowe: Confusion Bleue
C'è il rapporto tra libera improvvisazione e forma al centro di Confusion Bleue, il terzo disco pubblicato per l'italiana Soul Note dal pianista di origini giapponesi, ma residente a Baltimora, Nobu Stowe. Un rapporto di spontanea interazione, in totale e programmatica assenza di scrittura, che il musicista aveva già messo in pratica nel precedente Hommage an Klaus Kinski, ribattezzando il proprio metodo "total improvisation," in contrasto con una "free improvisation" dalla quale sarebbe bandito qualsiasi elemento connotato, e connotabile, dal punto di vista ritmico-armonico.

Ingenuità teoretiche, va da sé: categorizzare nel campo dell'improvvisazione lascia il tempo che trova, tanto più nell'era del post-tutto e della composizione istantanea tirata per la giacchetta a ogni piè sospinto. Mettersi a fare il Derek Bailey, trentacinque anni dopo Derek Bailey, è un esercizio di futilità, a forte rischio banalità, caldamente sconsigliato. Per fortuna la musica di Stowe di banale e futile ha ben poco. Tutt'altro, Confusion Bleue è un disco coraggioso e intenso, che si concede con ritrosia, crescendo ascolto dopo ascolto.

L'immagine, passando dal teoretico al metaforico, è quella di un cielo affollato di nubi minacciose incalzate dal vento; nubi che, di tanto in tanto, assumono forme riconoscibili: animali, figure, paesaggi, volti. Il flusso sonoro è ribollente e tumultuoso, all'insegna della concitazione e della claustrofobia (le nubi sono minacciose, ricordate, cariche di pioggia e di presagi). La musica, a parte la rilettura della davisiana "Blue in Green," è totalmente improvvisata, pronta a incarnarsi in una forma riconoscibile nel momento in cui dal magma emerge un'intuizione, uno spunto.

Come nel "Deuxième Mouvement," che sa tanto di Bitches Brew, con Stowe al piano elettrico e la batteria di Ray Sage a scandire il battito di un ritmo pseudo-funk; oppure nel "Quatrième Mouvement," introdotto dal sax caracollante di Ross Bonadonna alla maniera del Giuseppi Logan che fu, prima che il pianoforte di Stowe ordini il "rompete le righe" con un arpeggio nervoso. La scaletta, come si sarà intuito, è strutturata a mo' di suite, con tanto di "Introduction," "Épilogue" e tre "Intermède," brevi e all'insegna dell'astrattismo. Le cose migliori le regalano Bonadonna, soprattutto alla chitarra elettrica, e Stowe, soprattutto al piano elettrico. Gli interventi in fase di missaggio di Lee Pembleton, l'ingegnere del suono, aggiungono un tocco di (ulteriore) imprevedibilità all'impasto. Splendidamente fuori luogo la placida rilettura di "Blue in Green," un'oasi alla quale dissetarsi prima di riprendere il tortuoso cammino.

Total o free che importa? Per dirla alla Woody Allen, basta che funzioni.

Track Listing

Introduction; Premier Mouvement; Intermede I; Deuxieme Mouvement; Intermede II; Blue in Green; Troisieme Mouvement; Intermede III; Quatrieme Mouvement; Epilogue: Dans La Confusion Bleue.

Personnel

Nobu Stowe: grand piano, Wurlitzer electric piano, glockenspiel, nanbu-tetsu bell; Lee Pembleton: sound; Ross Bonadonna: electric guitar, acoustic guitar, alto saxophone; Tyler Goodwin: 5-string double-bass; Ray Sage: drums.

Album information

Title: Confusion Bleue | Year Released: 2010 | Record Label: Soul Note

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