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Dave Phillips & Freedance: Confluence

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Dave Phillips & Freedance: Confluence
Californiano che ha girato il mondo, proveniente da una famiglia per la quale il suono del basso era ed è rimasto un fondamentale segno distintivo (il padre si chiama Barre e credo davvero non abbia bisogno di nessuna presentazione), Dave Phillips è da molti critici rispettosamente presentato come un "bassista per tutte le occasioni," vale a dire un musicista da sempre aperto alle tante sfaccettature della modern music tout court.

Attento alla naturale chimica che regola il suono moderno, Dave è effettivamente una sorta di onnivoro sonoro con gli occhi ben aperti alle tante diversificazioni del jazz contemporaneo. Attivo già dagli anni Novanta con il quartetto Freedance con il quale giunge ora al quarto capitolo di un'interessante avventura discografica, intelligentemente intitolata Confluence anche o forse proprio perché il suono contenuto in questo nuovo lavoro (edito per la sempre più interessante Innova) appare sul serio come una sorta di enciclopedica collezione di tanti e tanti rivoli sonori raccolti nel tempo sia dalle proprie produzioni sia dalla storia della musica afro-americana dei nostri ultimi decenni.

Dimensione, struttura ritmica, interplay, bilanciamento, energia e spettro melodico sono l'assoluta cifra di un lavoro che, per altri versi, potrebbe essere riconosciuto quasi come un'altra faccia ECM che però ECM non è. Colori e dinamiche sono ben dimensionate in un lavoro di evidente senso estetico che davvero sembra proprio rappresentare una sorta di "confluenza" di stili e forme.

Arrotolata su sempre interessanti ipotesi ritmiche evolutive, la musica di Phillips e compagni è innanzitutto una piccola lezione di stile moderno, essenziale e viscerale, ricca di contrasti appena accennati. Controllati, se vogliamo, da una formazione che si trova ormai a occhi chiusi e con, dalla sua, una grande capacità d'insieme che proprio di questa primaria aggettivazione riesce ad ammantare il lavoro, senza cioè che escano dal vorticoso nucleo sonoro evidenti preziosismi solistici o - in questo caso - inutili tentativi di "altra" ricerca. Insomma, un disco e un gruppo "giusto" così come è. Ricettivo e propositivo e sicuramente involuto in senso però positivo nel proprio micro-cosmo compositivo.

In molti brani del disco sembra di ascoltare un ottetto o comunque una formazione più allargata (a parte ovviamente gli episodi nei quali esistono gli effettivi ospiti aggiunti) e questo la può voler dire lunga sugli aspetti musicali analizzati in modo davvero peculiare e compatto. Quaranta minuti e rotti che filano via lisci come un possente fiume che non travolge, ma avvolge in rara completezza. Forse per questo qualche critico si è lasciato scappare l'espressione di un nuovo "chamber jazz" che invece non ha nulla a che fare con una invece sicuramente più corretta etichetta di "music road" di altissima efficienza creativa con un centro di gravità importante sulla scena contemporanea. Dave e questo gruppo ci piaceranno sicuramente ancora.

Track Listing

1. Exit 13 - 05:37; 2. Pyramids - 06:09; 3. Cricket Song - 04:40; 4. Rt - 05:36; 5. Tanchaz - 03:52; 6. Gathering Rain - 04:28; 7. Confluence - 07:38; 8. Mistral - 03:55.

Personnel

Dave Phillips - basso elettrico, contrabbasso; John O'Gallagher - sassofono contralto; Rez Abbasi - chitarre; Tony Moreno - batteria; Glen Fitten - percussioni; Jon Werking - pianoforte.

Album information

Title: Confluence | Year Released: 2013 | Record Label: Innova Recordings

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